Il figlio di Leonardo di Simone Valmori

Il figlio di Leonardo Salotto Giallo

Il figlio di Leonardo – Il segreto di Caterina Sforza torna a macchiarsi di sangue: la breve di… Katya

SINOSSI

Il figlio di Leonardo

Nella terra di Romagna, l’arte e il mistero si intrecciano intorno al furto di un dipinto raffigurante una donna fiera e combattiva.

Si innesca così una caccia all’uomo che per puro caso coinvolge Giorgio, un brillante ingegnere dall’animo avventuroso, e Anna, guida museale con un passato inaspettato. Intrappolati entrambi in un labirinto di antichi codici da interpretare, dovranno affrontare una spietata organizzazione criminale.

Al centro delle investigazioni, il commissario Caroli è determinato a spingersi oltre ogni limite nel disperato tentativo di salvarli.

In un costante intreccio tra passato e presente, Leonardo Da Vinci e Caterina Sforza sono destinati a svelare il loro segreto più grande: un incredibile esperimento che salverà un’Italia dilaniata da guerre intestine e getterà le basi per nuovi diritti universali.

Salottometro:

Il figlio di Leonardo, con i suoi rimandi a storia, complotti e arte, strizza l’occhio alla letteratura di genere americana, sulla falsariga dei ben noti Dan Brown e Grange.

Il registro narrativo a due tempi, tra passato e presente, è particolarmente interessante, soprattutto perché la protagonista ha il nome di Caterina Sforza.

La sua “voce” catapulta il lettore in un’era affascinante, dove a dominare erano gli istinti, la Chiesa faceva quel che più le interessava, i Papi avevano figli da mettere sul trono e Caterina Sforza doveva dimostrare di valere quanto e forse più di un uomo.

“L’importante non è avere o meno timore di qualcosa” sorrise, rassicurando il ragazzo. “E’ saper convivere con le proprie paure e non farsi condizionare da queste, altrimenti non è più coraggio, ma diventa incoscienza.” Gli fece una smorfia, poi si fece accompagnare presso una vicina, grossa bombarda. “Ascoltare le nostre paure ora significherebbe perdere tutto ciò che amiamo.”
Poi accese la miccia…

In tutto questo, non possiamo non menzionare Leonardo Da Vinci, il maestro.

Leggendo Il figlio di Leonardo però, si ha la sensazione di leggere due autori differenti.

Uno che racconta il presente, l’altro il passato, ed è sicuramente questa la parte che si apprezza maggiormente.

In tutto il romanzo si percepisce l’amore per l’arte e una nota di merito va sicuramente all’allegato che mostra tutti i dipinti menzionati nel libro: una gioia per gli occhi che riempie il cuore.

(Per scaricarlo basta scansionare il QR Code che si trova alla fine del libro e inserire la password.)

I due protagonisti sono, seppur all’inizio diffidenti, una coppia affiatata.

Giorgio e Anna; uno ingegnere elettronico, l’altra, guida museale.

Cos’hanno in comune due persone con due lavori così differenti e, inevitabilmente, due mondi diversi?

Guido, grazie al programma per la catalogazione di opere d’arte che ha inventato, si ritrova assunto per catalogare i reperti custoditi nel vecchio magazzino dell’ex pinacoteca civica, che passerà nella nuova ala dei musei San Domenico.

Anna, con il suo lavoro, è colei che accompagnerà Guido nel suo viaggio alla scoperta dell’arte.

Peccato che sarà proprio l’arte a metterli nei guai e a trasformarli in fuggitivi, perché ricercati per furto e omicidio.

Fortunatamente non sono soli.

C’è chi crede nella loro innocenza: il commissario Caroli.

Caroli cercherà in ogni modo di aiutare i due ragazzi, ma non sarà affatto semplice.

Leonardo e Caterina, Anna e Guido, quattro protagonisti, due storie che si intersecano tra loro con un finale da togliere il fiato.

Il figlio di Leonardo è un viaggio tra opere d’arte conosciute e non, da intraprendere con lo spirito entusiasta della scoperta.

Il figlio di Leonardo Salotto Giallo

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