Recensione di Barbara Terenghi Zoia
SINOSSI
«Hai una chiave che apre una cassetta di sicurezza. Dentro c’è un plico di documenti. Devi leggerli e prendere una decisione. Riporli nella cassetta e buttare la chiave dove nessuno possa trovarla. Oppure rivolgerti alla polizia».
Tutti conoscono il caso degli Angeli di Alperton, ma nessuno conosce la verità. È per questo che Amanda, giornalista di cronaca nera, vuole scriverne in un libro.
Per riuscirci, dovrà risolvere il mistero prima di chiunque altro e aggiudicarsi lo scoop dell’anno.
La giornalista Amanda Bailey sta lavorando a un libro sugli Angeli di Alperton, una setta religiosa i cui seguaci, manipolati da un carismatico guru, tentarono di uccidere il figlio di una di loro, convinti di trovarsi di fronte al «male».
Ma la madre, Holly, si rivolse alla polizia e gli Angeli si suicidarono in massa, consentendo a Holly e al piccolo di salvarsi e scomparire nell’anonimato.
Vent’anni dopo, quel bambino è diventato maggiorenne e Amanda vorrebbe intervistarlo. Per farlo, è costretta a vedersela con un collega rivale, anche lui sulle tracce del ragazzo.
Ben presto però, indagando, entrambi si renderanno conto che la verità sugli Angeli di Alperton nasconde qualcosa di molto più oscuro e pericoloso di quanto avessero mai immaginato.
I casi di omicidio di cui mi sono occupata finora sono tutti uguali. Biondina uccisa, mass media in fibrillazione, polizia che annaspa, psicopatico molto fortunato.
Questo è l’incipit de Il misterioso caso degli angeli di Alperton
La protagonista è Amanda Bailey, una giornalista specializzata in true crime a cui viene proposto di scrivere un libro sul caso degli Angeli di Alperton, un misterioso triplice suicidio tra i membri di una setta.
I due ragazzi e il neonato sopravvissuti, che all’epoca erano minorenni, ora, dopo diciotto anni dai fatti possono essere rintracciati e intervistati perché ormai sono adulti, mentre il capo della setta, il sedicente Gabriel, è in carcere accusato dell’omicidio di un ragazzo.
Eppure, più Amanda cerca testimoni e persone venute in contatto con questo caso, più scopre individui deceduti improvvisamente o spariti.
Ma se gli adepti della setta sono morti e il loro capo è in prigione, perché a distanza di anni c’è chi cerca di tenere il caso ancora nell’oscurità?
Inoltre, diverse testimonianze sono talmente contrastanti tra loro da non capire come si svolsero realmente i fatti.
Cosa nasconde ancora questa vicenda? Dove è finito il bambino che è stato salvato insieme ai due ragazzi?
In effetti questa domanda è quella che spiazza maggiormente Amanda perché, seppur dato in adozione, deve esistere una traccia benché minima; invece, niente, sembra quasi che sia stato inghiottito dalla terra.
Come se tutto questo mistero non bastasse, un ex collega di Amanda, Oliver Menzies, investiga sullo stesso caso per scrivere un libro sull’argomento.
Le due case editrici trovano un accordo per evitare una scomoda concorrenza, obbligando di conseguenza Amanda e Oliver a collaborare.
Questa situazione infastidisce parecchio Amanda, ma la motivazione verrà svelata solo alla fine ed è un peccato perché avrebbe aggiunto molto pathos alla storia.
Il tema principale ne Il misterioso caso degli Angeli di Alperton è la persuasione, ovvero la forza della manipolazione che alcune persone come il capo della setta, carismatico, affascinante e irresistibile Gabriel, posseggono, riuscendo a convincere il prossimo a credere in cose assurde.
Il misterioso caso degli Angeli di Alperton è un libro intricato ma anche intrigante e complesso, che nasce però da un’idea semplice, con un tocco di esoterico quanto basta per mescolare le carte.

Janice Hallett
Janice Hallett è un’autrice inglese.
Ha lavorato per anni come giornalista, sceneggiatrice e addetta alla comunicazione.
Nel 2023 Einaudi Editore porta in Italia, L’assassino è tra le righe, votato crime dell’anno dal Sunday Times, finalista al British Book Awards e vincitore del prestigioso CWA New Blood Dagger.
Nel 2024 esce Il misterioso caso degli angeli di Alperton (Einaudi).
Il termine più corretto per definire Janice Hallett, è prestigiatore perché, per citare Sherlock Holmes
quando hai eliminato l’impossibile, tutto ciò che resta, per improbabile che sia, deve essere la verità
L’idea della Hallett è semplice: usare una scrittura comune nel ventunesimo secolo, ovvero messaggi whatsapp con tanto di emoticon, e-mail, aggiungendo di tanto in tanto le trascrizioni di conversazioni registrate di nascosto con il cellulare e appunti, insomma tutto tranne un romanzo tradizionale.
In questo modo si percepiscono più chiaramente alcune tematiche tipiche dei nostri giorni, come lo stalking,
A Oliver suona sempre il cellulare alle 4.44 del mattino
oppure il ghosting praticato anche da Amanda, ovvero cercare il contatto di una persona perché ne hai bisogno, per poi sparire semplicemente quando fa comodo.
Il misterioso caso degli angeli di Alperton ci mostra direttamente com’è il lavoro di un giornalista d’inchiesta ai giorni nostri e sottolinea come persone di diversa cultura ed estrazione sociale, possano diventare facili prede di manipolazioni a vario titolo.
Molto divertente il fatto che, da buon inglese, Janice Hallet sia riuscita a includere la famiglia reale in questo giallo, dando ad alcuni membri reali un ruolo tutt’altro che defilato!
Salottometro:


