Rubrica a cura di Claudia Pieri & Samuela Moro
Recensione di Samuela Moro
Per la nostra rubrica Salotto Young di questo mese abbiamo letto Ho ucciso Zoe Spanos di Kit Frick, edito da Giunti.
SINOSSI
Sullo sfondo degli Hamptons, un thriller che mescola realtà e immaginazione. Quando Anna arriva negli Hamptons per un lavoro estivo come babysitter, trova una comunità in tensione per la scomparsa di Zoe Spanos, una ragazza del posto di cui non si hanno più notizie da Capodanno. Anna assomiglia stranamente a Zoe, e la sua presenza in città non passa inosservata visti i riflettori puntati sul caso irrisolto. Due mesi dopo, il corpo di Zoe viene ritrovato e Anna confessa l’omicidio. Com’è possibile, visto che Anna ha messo piede per la prima volta negli Hamptons quando Zoe era già scomparsa da mesi? La sua confessione è piena di lacune, e Martina Green, creatrice del podcast “Missing Zoe”, non è convinta della sua colpevolezza. Anna ha davvero ucciso Zoe?
L’autrice è un membro della MacDowell e finalista dell’ITW Thriller Awards.
Kit Frick ha scritto numerosi thriller per adulti (tra cui The Split) e Young adults (fra gli altri Before we were sorry e The Reunion), ma anche una raccolta di poesie.

Ho ucciso Zoe Spanos è uno Young adult in cui realtà ed immaginazione, ricordi e sensazioni dei protagonisti si mescolano in un intreccio ben orchestrato, sin dai capitoli iniziali.
Anna Cicconi viene assunta come babysitter dai Bellamy, una delle tante famiglie benestanti che vivono a Harron Mills, negli Hamptons.
Il lavoro estivo capita per lei al momento giusto: da qualche mese Anna assieme alla sua amica Kaylee non fa che bere e comportarsi in modo irresponsabile alle feste, e ora è decisa a cambiare, a lasciarsi tutto alle spalle, a trovare una nuova se, più lucida e responsabile.
Quando a giugno arriva a Clovelly Cottage e inizia a frequentare la città scopre però dagli sguardi e dai commenti degli abitanti, di somigliare particolarmente a Zoe Spanos, una ragazza scomparsa a Capodanno di cui nessuno ha più avuto notizie.
Inizia a curiosare nei blog, ascolta un podcast true crime ideato da un’amica di Zoe per approfondire le indagini sul caso, conosce gli amici e le persone vicine alla sua sosia.
Ciò che legge inizia a confondersi con delle “visioni”, dei sogni, forse dei ricordi, in cui Anna e Zoe si conoscono.
Ricordo solamente l’impressione che mi ha fatto. Come un freddo, vuoto terrore. Lei è morta ed è tutta colpa mia (…) è stato un incidente però… io ho ucciso Zoe Spanos
Il libro si apre con la confessione di Anna, ma è stata davvero lei ad uccidere Zoe ed occultarne il cadavere?
Grazie ai cambi di punti di vista e ai capitoli che si alternano sulle due linee temporali di passato e presente, il lettore ricostruisce le tappe della scomparsa di Zoe e di come Anna sia arrivata ad autoaccusarsi della sua sparizione.
Ricordi fumosi, sogni e sensazioni inafferrabili si rincorrono e si mescolano nelle storie dei protagonisti fino ad arrivare, con una serie di colpi di scena e dichiarazioni inaspettate, a un finale sorprendente.
Oltre al piacevole intreccio, in Ho ucciso Zoe Spanos emergono alcune tematiche interessanti e caratteristiche del genere young adult: i disagi adolescenziali nelle relazioni, siano esse con genitori, amici o fidanzati; la tematica dell’abuso di alcool e di feste smodate; la malattia mentale.
Questi temi sono trattati dall’autrice in maniera delicata, attraverso lo sguardo dei ragazzi di età compresa tra i quindici e I diciotto anni, con un linguaggio consono al loro modo di esprimersi e di comunicare, favorendo così una maggiore comprensione del loro mondo.
Ho ucciso Zoe Spanos è un mistery Young Adult piacevole, che intrattiene accogliendo tra le sue pagine storie di giovani adulti, di amicizie e famiglie contemporanee.

