Se i morti non risorgono di Philip Kerr

Se i morti non risorgono Salotto Giallo

Recensione di Cristina Casareggio

SINOSSI

Berlino si prepara a ospitare le Olimpiadi del 1936.

Per placare i dubbi espressi dagli Stati Uniti arriva in città il rappresentante del comitato olimpico americano, che rassicura il governo statunitense.

In Germania non ci sono discriminazioni.

In realtà i nazisti sono al potere da appena diciotto mesi, ma la Germania ha già assistito ad alcuni cambiamenti spaventosi: gli ebrei sono stati espulsi da tutte le organizzazioni sportive.

Noreen Charalambides, affascinante giornalista americana ebrea, si reca a Berlino progettando di scrivere un articolo di denuncia.

La giovane donna viene ospitata dall’amica Hedda Adlon, proprietaria dell’hotel dove Bernie Gunther, che ha lasciato la omicidi per via delle sue idee giudicate troppo liberali, è responsabile della sicurezza.

L’hotel è frequentato da personaggi di spicco, ma nel giro di poco in una stanza viene trovato il cadavere di un uomo d’affari.

Non molto tempo dopo dalle acque di un canale spunta un altro corpo senza vita: quello di un pugile ebreo.

Mentre Bernie scava per portare alla luce la verità, scopre un vasto racket del lavoro e dell’edilizia progettato per trarre vantaggio dalle ingenti somme che i nazisti stanno spendendo per mostrare la nuova Germania al mondo.

È un complotto che troverà la sua drammatica e violenta conclusione vent’anni dopo, nella Cuba prerivoluzionaria.

E’ il destino di ogni razza quello di credere di essere prescelti da Dio, aggiunsi. Ma è destino di poche razze quello di essere abbastanza stupide da mettere tutto questo in pratica.

Philip Kerr ci porta a Berlino prima dei giochi olimpici del 1936, e a Cuba dieci anni dopo la fine della guerra, prima dell’avvento di Castro, in un viaggio storico che abbraccia un’epoca.

A Berlino nel 1934 arriva una delegazione americana per decidere se partecipare o meno ai giochi, visto il trattamento riservato agli ebrei.

Noreen Charalambides è una giornalista americana ebrea.

È a Berlino perché è convinta che la delegazione americana non abbia detto il vero e vuole documentare con i suoi occhi quello che succede in città.

Noreen è una donna forte, indipendente, quasi sprezzante del pericolo:

la sua bellezza sembrava scaldare l’appartamento come se qualcuno avesse acceso un fuoco su una griglia vuota

Nell’albergo dove soggiorna incontra, collabora e intreccia una relazione con Bernie Gunther.

Gunther, protagonista del romanzo, è un ex poliziotto “riciclatosi” addetto alla sicurezza di uno degli alberghi più famosi della città:

poliziotto di un albergo. Era davvero una contraddizione in termini. Come nazionalsocialismo. Purezza razziale. Superiorità ariana

Gunther è stato costretto a lasciare la polizia per le sue idee contrarie al regime, ma il suo fiuto non lo abbandona mai.

Capisce subito che uno degli ospiti americani è un personaggio pericoloso e losco e fa di tutto per smascherarlo, rischiando anche la propria vita.

Le sue osservazioni sono analisi lucidissime e spiazzanti del momento storico in cui vive:

a me sembrava che immersi nel nostro sonno, marciassimo a passo dell’oca verso un disastro terribile, anche se ancora ignoto

E ancora:

Nell’estate del 1934 essere ebreo era come trovarsi in una fiaba spaventosa dei fratelli Grimm nella quale due fratellini abbandonati si trovano sperduti in un bosco pieno di lupi affamati

A Cuba, dieci anni dopo la fine della guerra, Bernie vive sotto falso nome e con passaporto argentino per sfuggire al suo passato.

Ma il passato è sempre in agguato:

Cuba meritava di essere la patria dell’espressione “non svegliare il can che dorme”. Era un buon consiglio per tutti e per tutte le occasioni. Se solo lo avessi seguito…

Se i morti non risorgono è un viaggio in due continenti, affrontato con una scrittura cruda e un ritmo incalzante adattissimo al genere thriller.

Philip Kerr

Nato nel 1956 a Edimburgo, ha esordito con Violette di marzo, pubblicato nel 1989 e primo capitolo della trilogia berlinese, grazie alla quale ha collezionato una lunga serie di premi e riconoscimenti e viene considerato un maestro del giallo.

È inoltre autore di numerosi romanzi di successo. Amato dai giallisti, dai grandi autori letterari, dai divi del cinema, è scomparso precocemente nel 2018.

Fazi Editore ha pubblicato l’intera trilogia, composta da Violette di marzo (2020), Il criminale pallido (2020) e Un requiem tedesco (2021), e i romanzi L’uno dall’altro (2022) e A fuoco lento (2023).

Philip Kerr però, non ci regala solo questo, ci racconta anche una bellissima storia d’amore che dura tutta una vita e ci offre una ricostruzione storica del periodo molto precisa.

Due esempi: la descrizione della costruzione dello stadio di Berlino per i giochi olimpici e la casa di Ernest Hemingway all’Havana, descritta stanza per stanza in maniera assolutamente aderente alla realtà.

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