Tra due oceani di Cristina Henríquez

Tra due oceani Salotto Giallo

Rubrica a cura di Cristina Casareggio

Recensione di Cristina Casareggio

SINOSSI

Il canale di Panama è passato alla Storia come la più grande impresa d’ingegneria mai realizzata: dal 1907 la sua costruzione è durata sette anni, e ha visto centinaia di persone da ogni parte del continente impegnate nell’opera di unire due oceani, scavando nella terra per chilometri.

Per Valentina e Francisco il canale è motivo di lotta, a lei toglieranno la casa, mentre lui teme la fine del suo lavoro di pescatore.

Per il figlio di Francisco, Omar, è invece una speranza di autonomia e di una vita meno solitaria.

Mentre per la giovane Ada Bunting, che è arrivata a Panama da Barbados, è la promessa di poter aiutare la sorella malata.

Dall’incrocio di queste traiettorie individuali, mentre i lavori procedono ridisegnando i confini e la Storia, i protagonisti troveranno l’occasione di rimodellare anche il proprio destino.

Con umanità e compassione, Cristina Henríquez entra nel vivo della storia coloniale americana presentando la grande opera del canale come una frattura, che si specchia nelle vite degli ultimi: uomini e donne che hanno vissuto quel momento sulla propria pelle, amando, combattendo e immaginando insieme la possibilità di un futuro diverso, un mondo più grande, un miracolo di salvezza.

Questo libro è per chi vede una mappa nelle linee della mano, per chi tiene in tasca una pietra portafortuna, per chi continua a credere nel potere della meraviglia, e per chi si sente avvolto dall’aria calda come una coperta, mentre affida al mare il ricordo della persona amata.

Il canale di Panama è una delle opere ingegneristiche più grandi mai costruita.

Cristina Henriquez ci porta a conoscerne la storia in Tra due oceani, attraverso chi ci ha lavorato e chi ha progettato l’opera.

Un carosello di personaggi unici quello di Tra due oceani, che ci permette di conoscere un luogo affascinante e lontano.

Ogni personaggio aggiunge un tassello in più nella costruzione del canale e alla visione della società del tempo.

Panama è un paradiso terrestre: natura incontaminata, alberi maestosi, fiori rari e soprattutto 2 mari, forza e nutrimento degli abitanti.

Perché da quando quella terra era abitata, il suo popolo aveva pescato nei suoi fiumi e nei suoi mari. Il suo nome, Panama, significava “abbondanza di pesci”.

Francisco è il primo personaggio che incontriamo, un pescatore legato al suo mare, alla sua terra e alle sue tradizioni; il canale per lui è il “diverso”, è ciò che ha portato gli americani a “invadere” l’isola con i loro macchinari, ciò che gli porta via il lavoro, ciò che gli porta via il figlio.

Valentina è una donna unica, forte, vive in città con il marito e dopo il matrimonio del figlio non ha più uno scopo nella vita, si sente persa, sola. Una lettera della sorella la smuove dall’apatia: il suo paese natale deve essere spostato perché il canale deve proprio passare di lì.

Come se fossimo poco più che uomini primitivi che vivono in capanne che si possono spostare con facilità

Cristina Henriquez

Cristina Henríquez è autrice della raccolta di racconti Come Together, Fall Apart, che è stata Editors’ Choice del New York Times, e del romanzo Il mondo a metà (Fazi, 2010).

I suoi lavori sono stati pubblicati su The New Yorker, The Atlantic, The American Scholar, Glimmer Train, Ploughshares e Oxford American, oltre che in varie antologie.

Vive in Illinois. Anche noi l’America ha ispirato un progetto tumblr: The Unknown Americans Project.

È così che questa donna, all’apparenza remissiva, tira fuori le unghie e i denti e diventa il simbolo della lotta tra i panamensi e gli americani, organizza battaglie e sensibilizza i concittadini.

Per tutta la vita aveva sentito gli abitanti di Panama sognare un paese che appartenesse soltanto a loro.

Ada è una ragazzina che lascia Barbados con la speranza di trovare un lavoro a Panama, dove “erano i tempi in cui la grande ruota dell’innovazione girava a tutta velocità”, per salvare la sorella malata.

Trova la forza di partire da sola e di fare un viaggio lunghissimo per l’epoca, per trovare una vita migliore. Una ragazza sola, che con la sua sola volontà riesce a scardinare un pezzettino della società maschilista dell’epoca.

E ultimi, gli americani, portatori dei mezzi per la costruzione, che purtroppo mantengono l’impostazione coloniale e razzista che li contraddistingueva all’epoca.

Noi abbiamo sconfitto la febbre gialla e costruito ponti e città. Abbiamo asfaltato le strade e sotto ci abbiamo messo i tubi per l’acqua corrente. Questa si chiama civiltà, capisci? Abbiamo tirato Panama fuori dalla giungla e ne abbiamo fatto un posto timorato di Dio.

Tra due oceani è la storia di una delle più grandi costruzioni dell’uomo vista dalla parte degli sfruttatori e degli sfruttati.

L’uomo con la sua genialità, la sua forza e la sua malvagità.

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