La firma del samurai di Armando Guarino

La firma del samurai Salotto Giallo

Recensione di Samuela Moro

TRAMA

Mentre l’ispettore Corrado Rota è a Milano per indagare sulla morte di Rosina, la prostituta sua ex informatrice, presso la questura di Napoli la psicologa Susy Scala indaga sugli omicidi di un serial killer.

Non c’è nessun movente apparente, nessun collegamento fra le vittime: per collegare i delitti c’è unicamente un particolare modus operandi: il taglio alla harakiri. La squadra investigativa può iniziare le indagini a partire da un solo indizio: una felpa con delle ali stampate indossata dal killer, definito dai media Il samurai.

Con La firma del samurai, Armando Guarino costruisce una narrazione che si sviluppa su due fronti investigativi, tra Milano e Napoli.

Da una parte l’ispettore Corrado Rota, impegnato a fare luce sulla morte di Rosina, sua ex informatrice; dall’altra la squadra investigativa napoletana, con la psicologa Susy Scala, Gargiulo, Siciliano e il Vicequestore Comi, alle prese con una serie di delitti riconducibili a un serial killer soprannominato dai media Il Samurai.

I due casi procedono parallelamente e mantengono una propria autonomia, trovando un punto di contatto nelle relazioni tra gli investigatori: persone che si conoscono, hanno condiviso esperienze professionali e continuano a sostenersi, anche a distanza.

Un intreccio di rapporti umani che accompagna lo sviluppo delle indagini e contribuisce a dare profondità alla narrazione.

Uno degli aspetti più riusciti de La firma del samurai è la sua struttura narrativa, che alterna le ambientazioni di Milano e Napoli e i rispettivi filoni investigativi, giocando al tempo stesso con i diversi punti di vista dei personaggi. Gran parte delle vicende vengono raccontate in terza persona, mentre alcuni capitoli sono affidati alla prima persona, offrendo una prospettiva più intima e diretta sui pensieri e sulle percezioni di chi prende la parola.

La noia lo aspettava, non aveva fretta, sapeva che sarebbe arrivato prima o poi. Sapeva anche che gli avrebbe fatto resistenza. Non l’amava. Lui non amava rimanere con sé stesso. Odiava pensare

Armando Guarino

Armando Guarino è nato a Napoli. Ha pubblicato la serie in quattro volumi con protagonista l’ispettore Santonastaso e il romanzo Ben Moussa, il bambino nello specchio (Santelli editore 2022). Con Homo Scrivens sta pubblicando la serie crime dedicata alla psicologa Susy Scala e all’ispettore Corrado Rota, già protagonisti di La solitudine dei corpi (2023) e Un attimo prima di morire (2024), romanzo vincitore del premio della giuria al Garfagnana in giallo 2025 e del premio Publio Virgilio Marone sezione gialli, e del racconto Non è colpa della notte, pubblicato nell’antologia Mentre tutti dormono, con Sara Bilotti e Martin Rua.

La scrittura di Guarino è immersiva e riflessiva.

L’autore dimostra una particolare abilità nella caratterizzazione dei personaggi e nella costruzione delle loro relazioni, dedicando attenzione alle vittime, a chi si muove nell’ombra e soprattutto a chi si occupa di risolvere i casi.

Sono le esperienze personali, i sentimenti e i legami reciproci a rendere credibili i protagonisti e a dare spessore alle vicende.

Anche la componente gialla è ben delineata e strutturata. La narrazione non punta su una successione continua di scene d’azione, eppure mantiene un ritmo sostenuto, accompagnando il lettore attraverso i diversi punti di vista e le ambientazioni con una scrittura scorrevole e piacevole. I dialoghi, arricchiti da alcune espressioni dialettali, contribuiscono a rendere più vivace il racconto e ad alleggerire, in alcuni passaggi, il clima di una vicenda dalle tinte spesso cupe.

Napoli, inoltre, trova spazio attraverso uno sguardo che ne restituisce il carattere vivace e accogliente. La città diventa parte integrante dell’atmosfera del romanzo, con le sue contraddizioni, i suoi colori e quella vitalità che emerge anche dalla quotidianità dei suoi abitanti.

C’era una città che sorrideva davanti a loro due. Sorrideva nei bambini che giocavano per strada, liberati dalla costrizione del tempo, seguendo giornate calde e interminabili.

Un’immagine suggestiva, che racchiude il rapporto tra la città e chi la vive o la scopre per la prima volta.

Al di là della componente investigativa, La firma del samurai si sviluppa attorno a una riflessione sul peso del passato e sulle conseguenze delle scelte individuali.

Il passato riaffiora sempre. Puoi voltargli le spalle o serbarne memoria, ma non puoi cancellarlo

È proprio in queste parole che si concentra uno dei temi centrali del romanzo: ogni esperienza, ogni errore e ogni decisione contribuiscono a definire il percorso di una persona, lasciando tracce che continuano a influenzarne il presente e, inevitabilmente, il futuro.

Con questo romanzo Armando Guarino firma un thriller ben costruito, in cui l’indagine si intreccia con un’attenta esplorazione della dimensione umana dei protagonisti. Una storia che trova nella caratterizzazione dei personaggi, nella cura delle relazioni e nella riflessione sulla memoria e sulle responsabilità individuali i suoi elementi più significativi.

Salottometro:

4
La firma del samurai Salotto Giallo

Link d’acquisto

Cartaceo

,

Scopri di più da SALOTTO GIALLO

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere