Tutto comincia con il sangue di Aixa De La Cruz

Tutto comincia con il sangue Salotto Giallo

Recensione di Claudia Pieri

A cura di Claudia Pieri

TRAMA

Tutto comincia con il sangue, tutto finisce con il sangue. Il sangue è vita. Violeta è una donna che cresce con la sensazione persistente di uno strappo, di una mancanza originaria. È un vuoto che non sa spiegare, ma che attraversa tutta la sua vita, e che tenta di colmare con l’amore degli altri. L’amore travolgente ma evanescente di Paul, anima gemella e condanna. L’amore sicuro e pervasivo di Salma, che però rivela tratti oppressivi e dominanti.

L’amore smarrito di un padre che si è allontanato troppo presto e quello di una madre tanto presente da diventare soffocante. Violeta passa un’intera vita inseguendo un ideale romantico e, tuttavia, c’è sempre qualcosa che non ha; c’è sempre qualcosa di nuovo pronto a essere desiderato. Intanto gli anni passano, e il corpo diventa il luogo in cui il dolore emotivo si deposita, il sangue scorre e il mondo intero vacilla. Potrebbe essere la fede l’unico appiglio quando ormai più nulla è sufficiente? Una scrittura “prodigiosa” e viscerale, definita dai critici come un culto.

Tutto comincia con il sangue di Aixa De La Cruz si distingue per una scrittura cruda e realistica, fortemente descrittiva e priva di qualsiasi edulcorazione, che accompagna una storia profondamente introspettiva.

Al centro della narrazione c’è Violeta, protagonista inquieta e irrisolta, alla continua ricerca di sé e di un equilibrio che fatica a trovare, soprattutto attraverso i legami affettivi che hanno segnato la sua vita

Violeta ha passato tutta la vita a rifuggire il silenzio, perché la trasporta in luoghi dove non è mai bello andare.

L’abbandono del padre rappresenta una ferita ancora aperta:

A Violeta piace stare in silenzio con suo padre. Le piace questa intimità nella quale lo sente vicino senza bisogno di dire o fare chissà che, ma oggi dovrà farne a meno

mentre il rapporto con Paul costituisce uno degli elementi più complessi della vicenda:

C’è sempre qualcosa che le manca, di cui è priva, che non ha un nome a meno che il nome sia Paul e, perché sia Paul, è necessario che lui sia lontano, irraggiungibile

Tra i due persiste un legame profondo, nonostante l’impossibilità di costruire una relazione stabile e la natura tossica di un rapporto che sembra tenerli entrambi in ostaggio:

La cosa certa è che quando si rivedono, i loro incontri sono talmente memorabili da imprimersi nel suo cervello secondo dinamiche analoghe a quelle della dipendenza o del trauma

Anche il coinvolgimento di Violeta con altre donne non cancella il legame con Paul, suggerendo una concezione dell’amore che non appare necessariamente vincolata al genere della persona amata.

Il sangue è uno dei principali fili conduttori del romanzo: simbolo di legami forti e indissolubili, ma anche di tradimento e rottura. Dal rifiuto dell’amica d’infanzia di suggellare un patto di sangue all’esperienza dell’aborto, vissuta come un tradimento del proprio corpo, questo elemento accompagna la riflessione sul bisogno di appartenenza e sulle ferite che segnano la protagonista

Il sangue suggella il patto. Prima con la madre, poi con l’amica d’infanzia, anche se imperfettamente

La narrazione alterna continuamente passato e presente, ricomponendo la storia attraverso ricordi e frammenti che restituiscono Violeta bambina e adulta.

Una struttura che richiede attenzione e che, unita al linguaggio ricercato e alla ricchezza descrittiva, rende la lettura impegnativa.

Aixa De La Cruz

Aixa De La Cruz nata a Bilbao nel 1988, ha una laurea in Filologia inglese e un dottorato in Teoria della letteratura e Letteratura comparata. Ha pubblicato in Italia Transito nel 2021. In Spagna, ha vinto il Premio Euskadi de Literatura en castellano 2020.

La scrittura di De La Cruz punta molto sulle sensazioni e sulle immagini, affidando a colori e suoni la costruzione delle ambientazioni, talvolta con esiti suggestivi:

La spiaggia sembra una cartolina retro futurista, un raduno di tribù pagane che ballano la techno intorno a decine di falò

La vicenda, tuttavia, tende a spingersi verso situazioni estreme, che possono risultare eccessive. Violeta si lascia trascinare da impulsi e circostanze, in una continua instabilità che ne accentua le contraddizioni senza rendere sempre comprensibili le sue scelte:

Violeta è abituata a seguire le persone che le offrono della droga

Anche la pandemia e il lockdown, presenti nel romanzo di Aixa De la Cruz incidono sul rapporto con Salma, la sua compagna: le diverse modalità con cui le due donne affrontano la situazione alimentano le tensioni, mettendo ulteriormente in luce l’irrequietezza e una certa immaturità della protagonista.

Tutto comincia con il sangue affronta il tema dei legami nelle loro molteplici forme, soffermandosi sul bisogno di appartenenza, sulle ferite del passato e sulla difficoltà di costruire un’identità autonoma.

L’intensità della scrittura e la ricchezza delle immagini sostengono un impianto introspettivo ambizioso, ma la frammentarietà narrativa e alcuni sviluppi eccessivi della vicenda possono ostacolare il coinvolgimento. La complessità di Violeta, anziché avvicinarla al lettore, finisce per mantenerla a distanza.

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