L’inganno francese di John Grisham

L'inganno francese Salotto Giallo

Recensione di Katya Fortunato

TRAMA

Dopo un matrimonio da favola, Paul e Chelsea Tanner partono per la loro tanto attesa e romantica luna di miele a Parigi. Chelsea non perde occasione di documentare ogni singolo momento nella capitale francese pubblicando innumerevoli post sui social, finché improvvisamente il flusso di foto e aggiornamenti a familiari e amici si interrompe. Silenzio totale.

Qualcosa di grave e inaspettato è successo e il loro viaggio da sogno di colpo si trasforma in un incubo. I due sposi vengono rapiti durante una gita in Normandia e si perdono le loro tracce. Chi mai può essere stato e perché ha scelto proprio loro? Quello che sembra un tipico sequestro con richiesta di riscatto si delinea come qualcosa di molto più minaccioso e ben organizzato. In breve tempo il campo delle indagini si allarga coinvolgendo, oltre all’intelligence francese, l’FBI e la CIA.

Nel tentativo di trovare delle risposte e risolvere il caso viene ingaggiato Stuart Nash, un giovane avvocato coinvolto in una complicata operazione sotto copertura. Per la prima volta John Grisham si cimenta in un romanzo di spionaggio che va ben oltre i confini del genere, regalando ai suoi milioni di lettori in tutto il mondo una storia travolgente e piena di suspense.

Con L’inganno francese, stavolta Grisham cambia parecchio terreno.

Al centro della storia non c’è un’aula di tribunale, ma un thriller tra rapimenti e spionaggio, che costruisce la tensione alternando il dramma dei Tanner, la macchina dell’intelligence e le vicende di Stuart Nash, conosciuto grazie al racconto prequel Lo studente di legge.

La storia comincia con Paul e Chelsea Tanner, in luna di miele in Francia. La coppia sembra lontana da qualsiasi possibile pericolo: posta sui social ogni spostamento, è in perenne contatto con amici e parenti e non perde occasione per mostrare al mondo la propria idilliaca vacanza.

Ma in un mondo fondato sull’autocelebrazione, non era forse quello che volevano?

La loro vacanza si trasforma però rapidamente in un incubo e la scomparsa di Paul mette in moto una macchina investigativa e diplomatica che coinvolge FBI, CIA e servizi francesi.

La struttura narrativa si sviluppa su più piani e Grisham alterna continuamente la vicenda dei Tanner alle operazioni che si svolgono dall’altra parte dell’Atlantico.

Mentre Chelsea cerca di capire cosa sia successo al marito e la famiglia Tanner deve affrontare una situazione completamente fuori dal proprio controllo, le agenzie americane cercano di ricostruire il quadro e trovare una soluzione. Il rapimento, quindi, è soltanto la superficie di una storia che diventa via via più articolata.

In questo intreccio si inserisce Stuart Nash, che non appartiene al mondo delle operazioni clandestine e non possiede l’esperienza di chi ha trascorso la vita nei servizi segreti. Deve quindi essere addestrato e imparare ad affrontare il peso delle decisioni e delle responsabilità che gli vengono affidate.

Grisham mantiene una scrittura estremamente leggibile anche quando deve gestire informazioni legate all’intelligence, alle procedure investigative e alle operazioni clandestine.

La narrazione procede attraverso spostamenti continui, cambi di prospettiva e nuove informazioni che modificano ciò che il lettore credeva di aver capito. Il ritmo, però, non è sempre uniforme: alcuni passaggi più legati alla costruzione dell’operazione rallentano la tensione, tanto da far chiedere se, con un paio di centinaia di pagine in meno, il romanzo non avrebbe avuto un impatto maggiore.

John Grisham

John Grisham è autore di più di quaranta romanzi, saggi, una raccolta di racconti e sette romanzi per ragazzi, tutti bestseller editi da Mondadori. Le sue opere sono tradotte in cinquanta lingue.

Quando non scrive, partecipa alle attività di organizzazioni dedite alla scarcerazione delle vittime di ingiuste condanne. Spesso i suoi romanzi esplorano i problemi radicati nella giustizia americana. L’autore vive in Virginia.

Lo stile di Grisham rimane comunque riconoscibile nella capacità di rendere comprensibili meccanismi complessi senza appesantire troppo la narrazione. Politica internazionale, CIA, FBI, servizi francesi, criminalità e operazioni sotto copertura vengono inseriti nella storia con una certa naturalezza.

«Certo che può. È il mio territorio. Del suo governo non mi fido, nel modo più assoluto. Se sapesse quello che so io non si fiderebbe nemmeno lei. Il mio ufficio si trova su suolo irlandese, e questo garantisce protezione. Almeno non devo preoccuparmi di essere sorvegliato o che i miei file vengano violati. Il mio studio è immune da cimici, intercettazioni e intrusioni illegali, i trucchetti sporchi che piacciono tanto ai vostri servizi di sicurezza.»

Quello che emerge, alla fine, è soprattutto una storia sul potere e sulla manipolazione. Paul e Chelsea vengono scelti perché qualcuno ha bisogno di loro come strumenti, mentre Stuart accetta di diventare parte di un’operazione nella quale la sua stessa identità viene progressivamente trasformata.

Nessuno sembra avere davvero il controllo completo della situazione e anche chi dispone di risorse enormi, come CIA e FBI, deve continuamente fare i conti con errori, informazioni incomplete e decisioni prese troppo tardi.

L’inganno francese è sicuramente un Grisham diverso dal solito, ma non irriconoscibile. Il suo interesse per i meccanismi del potere rimane, semplicemente cambia il luogo in cui andare a cercarlo.

Non più nelle aule di tribunale, dove decisamente preferiamo vederlo, ma nei corridoi riservati dei servizi segreti, nelle stanze in cui si decidono le operazioni e, soprattutto, nella mente di persone che si ritrovano coinvolte in qualcosa che non riescono più a controllare.

Salottometro:

3,5
L'inganno francese Salotto Giallo

Link d’acquisto

Cartaceo
Ebook

,

Scopri di più da SALOTTO GIALLO

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere