Recensione di Monica Truccolo
TRAMA
Tra le vette delle Alpi svizzere, sorge il lussuoso Grand Alpine Hotel. Ci si arriva solo tramite una singola, tortuosa linea ferroviaria, ma offre viste mozzafiato e un accesso esclusivo alle piste innevate. Come ogni anno, la sua clientela è composta da ospiti variegati che arrivano da tutto il mondo: c’è un’attrice famosa; un politico in ascesa con la giovane moglie della buona società e l’amico scapestrato; un astuto medico.
Ma non tutti sono qui per una vacanza invernale. Dietro le coppe di champagne e le morbide pellicce si celano infatti oscuri segreti, e antichi rancori cominciano a riaffiorare come crepe nel ghiaccio. Nel frattempo, ai margini della scena, qualcuno osserva, senza farsi notare. Una donna gentile, riservata, ma dotata di una mente eccezionale: Miss Marple. Quando viene ritrovato un cadavere all’interno della cabinovia e una bufera isola l’albergo escludendo qualunque possibilità di fuga, solo lei può riunire gli indizi prima che l’assassino torni a colpire.
Perché la questione non è capire chi abbia un movente, ma chi sarà la prossima vittima… In Assassinio al Grand Alpine Hotel, Lucy Foley ha dato nuova vita al suo personaggio di Agatha Christie preferito, l’infallibile Miss Marple, trasportandolo in uno scenario spettacolare nell’intrigante atmosfera del Dopoguerra. Il risultato è un giallo classico estremamente godibile e incredibilmente attuale.
In Assassinio al Grand Alpine Hotel, un giallo classico, Miss Marple torna protagonista di una nuova indagine ambientata sulle Alpi svizzere.
Il Grand Alpine Hotel, immerso nella neve e circondato dalle montagne, accoglie un gruppo di ospiti molto diversi tra loro: il politico Anthony Narracott con la moglie Catherine, la star hollywoodiana Sylvia Sinclair, Bruno Crane e, naturalmente, Miss Marple, accompagnata dall’amica Dolly Bantry e dalla giovane Diana Glass.
A un certo punto gli alberi scompaiono e il Grand Alpine si staglia maestoso davanti a noi, sfavillante in tutta la sua magnificenza, avvolto da frammenti di musica e voci di ospiti invisibili.
La scoperta del corpo di uno degli ospiti nella cabinovia cambia improvvisamente l’atmosfera del Grand Alpine Hotel. La bufera di neve impedisce alla polizia svizzera di raggiungerlo e l’ispettore Moreau, che si trova tra gli ospiti, comincia a interrogare i presenti con l’aiuto di Miss Marple. Rivalità, vecchie ferite legate alla guerra e rapporti tutt’altro che limpidi fanno crescere rapidamente i sospetti.
L’uomo, rannicchiato sul pavimento in posizione fetale, la faccia rivolta verso le porte aperte, è senza dubbio morto: la pelle è fredda.
All’interno dell’hotel, Miss Marple osserva gli ospiti con la discrezione che le è propria. La sua attenzione coglie gesti, atteggiamenti e particolari che forse sfuggono agli altri, grazie a quell’acume che le permette di comprendere le persone oltre ciò che mostrano.
Non conduce direttamente l’indagine, ma affianca l’ispettore Moreau con le sue osservazioni e le sue intuizioni, mentre con Dolly e Diana condivide impressioni e riflessioni su ciò che accade.
Nel frattempo Miss Marple si è già alzata. Raggiunge il gruppetto di cameriere che bisbigliano in un angolo, muovendosi con sorprendente agilità, visti i suoi anni.
Lucy Foley costruisce la narrazione alternando il punto di vista dei diversi protagonisti, e ogni capitolo permette di seguire ciò che accade attraverso gli occhi di un personaggio.
Catherine, Sylvia, Bruno e Diana portano nella storia le proprie esperienze, pensieri e vicende personali, offrendo prospettive diverse sugli avvenimenti e sui rapporti che li legano. Il passaggio da una voce all’altra permette di conoscere più da vicino i personaggi e di ricomporre gradualmente ciò che accade nell’hotel.
Con così tante figure e vicende da seguire, raccontare di più significherebbe rischiare di anticipare ciò che è meglio scoprire pagina dopo pagina. Sono le loro voci, infatti, a guidare la narrazione e a mantenere viva la curiosità.
«Catherine Narracott ci ha detto che ultimamente suo marito era bersaglio degli attivisti rossi».
Assassinio al Grand Alpine Hotel conserva gli elementi più riconoscibili del giallo classico: un gruppo di sospettati, un delitto da chiarire, moventi da ricostruire, indizi e false piste.
La storia procede attraverso interrogativi, rivelazioni e nuove ipotesi che modificano continuamente la percezione di ciò che è accaduto, senza offrire risposte troppo facilmente.
Il mistero si sviluppa così tra dubbi e indizi da interpretare, rispettando le regole del genere e accompagnando l’indagine fino alla soluzione finale.
«Dubito ci sia qualcosa in grado di scandalizzare la mia accompagnatrice» dice l’ispettore. «Non le spiace che mi permetta, vero Madame Marple?»
Il Grand Alpine Hotel contribuisce in modo decisivo all’atmosfera del romanzo. Elegante, circondato dalle montagne innevate e immerso nel silenzio delle Alpi, diventa lo scenario di una vicenda in cui la tranquillità apparente lascia presto spazio a tensioni e inquietudini.
Fuori dall’hotel ci sono il gelo e la neve; all’interno, invece, si accumulano tensioni e segreti. Il contrasto tra la bellezza del paesaggio e ciò che accade tra gli ospiti accompagna così l’indagine e rende l’ambiente sempre più inquieto.
Mi giro a guardare il Grand Alpine. Da qui è di gran lunga più bello. Somiglia al castello delle fate, con la luce dorata che filtra da qualche finestra. Tutto scintillante.
Anche il periodo in cui è ambientata la vicenda aggiunge profondità alla storia. Siamo nel 1950, pochi anni dopo la fine della guerra, e le sue conseguenze continuano a pesare sulle vite di alcuni personaggi. Il passato riemerge attraverso vicende personali, ambizioni e ferite ancora aperte, dando maggiore spessore alle loro storie e ai rapporti che si intrecciano nell’hotel.
È proprio qui che Assassinio al Grand Alpine Hotel diventa un incontro tra due epoche della narrativa crime: da una parte l’universo di Agatha Christie e una delle sue protagoniste più celebri, dall’altra lo sguardo più contemporaneo di Foley.

Lucy Foley
Lucy Foley è autrice bestseller in tutto il mondo, con oltre 10 milioni di copie vendute dei suoi libri, molti dei quali sono in corso di adattamento per lo schermo. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Waterstones Thriller of the Month, il Goodreads Choice Award for Mystery & Thriller e tre nomination ai British Book Awards.
Da sempre appassionata di Agatha Christie, da cui ha tratto grande ispirazione, è stata una delle dodici penne che hanno dato vita all’antologia Miss Marple. Dodici nuovi misteri (Mondadori, 2023).
Miss Marple conserva i tratti che la rendono riconoscibile, ma si muove all’interno di una storia che guarda al giallo classico da una prospettiva nuova.
«Oh, semplice curiosità. Perché suppongo che Mr Crane fosse un suo amico dei tempi della guerra. E parlavano di voler scalare insieme “in nome dei vecchi tempi”.»
Il ritorno di Miss Marple trova così una sua dimensione, tra l’atmosfera del Grand Alpine Hotel e una vicenda in cui ogni personaggio porta con sé qualcosa da scoprire. La sua presenza riporta con naturalezza al piacere di seguire un’indagine insieme a una protagonista che, ancora una volta, sa osservare ciò che agli altri sfugge.
«Cosa c’è, Jane?» chiede Mrs Bantry. Miss Marple è ammutolita all’improvviso; ha sollevato il naso in aria come un gatto che annusa un pericolo, o una preda.
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