La settima faccia del dado di Elena D’Agostino

La settima faccia del dado Salotto Giallo

Recensione di Barbara Terenghi Zoia

TRAMA

L’università di Messina è sconvolta da una scomparsa inspiegabile. Da tre mesi Lucia Correnti, stimata docente di Economia politica e candidata al rettorato, è svanita nel nulla. Qualcuno le ha fatto del male o si è allontanata volontariamente? Niente, nella vita della donna e nell’ambiente accademico che la circonda, lascia supporre un crimine violento.

L’indagine langue, almeno fino a quando non viene ritrovato sui gradini dell’ateneo il corpo senza vita di Laura Gravina, brillante studentessa di Giurisprudenza. L’assassino le ha rasato il cranio, privandola dei lunghi capelli biondi. È un delitto scenografico e cruento, un guanto di sfida lanciato agli investigatori. Per il sostituto procuratore Paolo Semeraro, i due casi si trasformano ben presto in ossessione, tanto da convincerlo a rimandare l’agognato trasferimento a Roma.

Una donna scomparsa e una uccisa nell’arco di pochi mesi fanno temere il peggio: Lucia Correnti e Laura Gravina sono vittime della stessa mano? Un serial killer si aggira tra i corridoi dell’università? Per far luce sui molti misteri dell’accademia, Semeraro non può fare a meno di coinvolgere Rosa Angeli, una giovane docente arrivata da Londra proprio su proposta di Lucia. Ma la professoressa Angeli non è solo una mente acuta, anche lei nasconde un enigma da decifrare.

Con il suo libro d’esordio, Elena D’Agostino accompagna il lettore all’interno dell’Università di Messina, ma non si limita a utilizzarla come semplice ambientazione: la trasforma in una vera e propria protagonista.

Con i suoi sotterranei, le guardiole, la biblioteca e le vecchie aule inutilizzate, l’Università di Messina prende vita durante le indagini condotte dal PM Semeraro, a seguito del ritrovamento del cadavere di una giovane studentessa.

Un’inchiesta che prende avvio dalla scomparsa di Lucia Correnti, professoressa di economia politica, una donna affascinante con una vita personale intricata, con cui neanche una soap opera può competere.

L’argomento che fa da filo conduttore al thriller e muove la mano del serial killer è la teoria dei giochi, una disciplina che studia modelli matematici e statistici e che, detta così, lascia il tempo che trova.

In realtà, durante la lettura di La settima faccia del dado, questo argomento viene spiegato con esempi chiari e di facile comprensione, che invogliano alla lettura e spingono il lettore a capire perché il killer stia seguendo, passo dopo passo, un manuale scritto dalla professoressa scomparsa.

Immaginate di essere al telefono con un amico e cade la linea. Avete due opzioni: provare a richiamare o aspettare. Se il vostro amico sceglierà la vostra stessa opzione troverete entrambi la linea occupata nel primo caso, o aspetterete invano la chiamata nel secondo.

Ad aiutare il PM Semeraro in questa intricata indagine ci sono due colleghi della professoressa Correnti, Carlo e Rosa, insegnanti della stessa disciplina, che provano a studiare e prevenire le mosse del killer.

Elena D’Agostino

Elena D’Agostino (1981) è professore associato di Scienza delle finanze all’Università di Messina, dove si è laureata in Giurisprudenza nel 2003. Nelle sue ricerche si occupa delle dinamiche strategiche che influenzano il comportamento umano, esplorando soprattutto i punti di incontro tra economia e diritto. Vive a Messina con il marito e i figli.

In una corsa a ostacoli contro il tempo, tra rompicapi da risolvere, Elena D’Agostino dimostra che, anche utilizzando un tema poco convenzionale, si può imbastire un’ottima trama, che non ha nulla da invidiare a inseguimenti ed effetti speciali.

Con una scrittura asciutta e ritmata, oltre a far venire l’acquolina in bocca per la famosa granita siciliana con abbondante panna, l’autrice sottolinea che:

Non credo che potremo mai dominare la sorte…Un dado più pesante rotola più lentamente e sarà più facile prevederne il risultato finale: questa, secondo me, è la settima faccia del suo dado

Un esordio sorprendente, capace di trasformare una materia complicata in una parte fondamentale della storia, senza trascurare i colpi di scena e il ritmo tipico dei thriller. Al lettore non resta altro che lanciare il dado e vedere quale faccia comparirà, leggendo il libro tutto d’un fiato.

Salottometro:

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