Il fattore gatto di Piergiorgio Pulixi

Il fattore gatto Salotto Giallo

Recensione di Katya Fortunato

TRAMA

Ci sono poche cose che il libraio Marzio Montecristo odia più dei matrimoni. Eppure, quando Valérie de Gramont entra nella libreria Les Chats Noirs e chiede al nonno un regalo di nozze semplicemente inaudito – acquistare tutti i libri presenti e “trasferire” la libreria là dove si celebrerà il matrimonio –, Marzio non può sottrarsi. Anche perché la richiesta non è un capriccio qualunque: Valérie e il futuro sposo, l’inglese Thomas Stuart, stanno per celebrare un matrimonio esclusivo a Serpentara, un isolotto selvaggio della Sardegna meridionale, trasformato per l’occasione in un villaggio di lusso.

Quando Marzio vi sbarca con i suoi due inseparabili gatti neri, Marple e Poirot, e gli “investigatori del martedì”, resta senza parole: dove prima c’erano solo rocce, vento e gabbiani, ora ci sono un residence impeccabile, un ristorante da sogno e, come per magia, una riproduzione in scala reale della sua libreria. L’incanto, però, dura poco: un brutale omicidio squarcia l’atmosfera spensierata.

Su un’isola, con il mare a fare da confine e gli orari scanditi da cerimonie e protocolli, chiunque può essere colpevole, e chiunque ha qualcosa da perdere. Miliardi, rivalità, contratti, eredità: la tensione tra le famiglie dei due sposi, ricchissime, perfette in pubblico e spietate dietro le quinte, si avverte a ogni brindisi. Ma le ragioni dell’assassino potrebbero essere altrove: un segreto di famiglia, un ricatto, una vendetta covata sotto i sorrisi, o forse la più corrosiva delle passioni: l’invidia davanti a un amore esibito come un trofeo?

Con Il fattore gatto, Piergiorgio Pulixi torna nella libreria Les Chats Noirs, da Marzio Montecristo, ai suoi inseparabili gatti e agli ormai collaudati investigatori del martedì.

Arrivati al terzo appuntamento, vediamo come le loro storie continuano a evolversi, mentre la libreria resta quel luogo un po’ improbabile e molto umano in cui libri, amicizie, ironia e guai sembrano inevitabilmente incontrarsi.

«No» sussurrò.
Poirot e Marple erano fermi davanti alla poltrona.
Marzio si portò una mano alla nuca. «Ditemi che non è vero. Non un’altra volta, per favore.»

Questa volta Marzio viene trascinato lontano da Cagliari, fino a Serpentara, un isolotto selvaggio della Sardegna meridionale trasformato, per l’occasione, in una sorta di paradiso esclusivo per un matrimonio da favola.

La riproduzione della libreria, e non solo quella, costruita sull’isola è già di per sé un’idea curiosa, ma l’atmosfera cambia rapidamente quando il primo omicidio rompe l’incanto.

Da quel momento Serpentara diventa una gigantesca stanza chiusa a chiave.

Il mare impedisce di andarsene, gli ospiti sono costretti a convivere e, dietro l’eleganza e l’immensa ricchezza delle due famiglie coinvolte nel matrimonio, cominciano a emergere rivalità, tradimenti, rancori e segreti.

Pulixi alterna il presente a incursioni nel passato. L’omaggio alla tradizione del giallo a enigma è evidente, ma non diventa un esercizio di stile.

L’indagine rimane ancorata alle persone, alle loro debolezze e, soprattutto, a ciò che sono disposte a fare quando hanno qualcosa da perdere.

Forse era proprio quello, pensò Marzio. La normalità. Probabilmente, nella vita di Valérie era proprio quella a mancare. L’onestà feroce delle cose senza valore. Una stanza in cui nessuno dovesse per forza recitare. Una battuta detta male. Una risata non prevista. Il diritto di essere noiosi, spettinati, stanchi o contraddittori. Il diritto di stare seduti con degli amici senza che qualcuno, da qualche parte, trasformasse quel gesto in una strategia familiare.

E di cose da perdere, in questo romanzo, ce ne sono parecchie. Le famiglie de Gramont e Stuart appartengono a un mondo nel quale il denaro può comprare quasi tutto, persino la ricostruzione materiale di un ricordo, ma questo non vuol dire cancellare le conseguenze delle proprie azioni.

Piergiorgio Pulixi

Piergiorgio Pulixi fa parte del collettivo di scrittura Sabot creato da Massimo Carlotto, di cui è allievo. Insieme allo stesso Carlotto e ai Sabot ha pubblicato Perdas de fogu (Edizioni E/O 2008), e singolarmente il romanzo sulla schiavitù sessuale Un amore sporco, inserito nel trittico noir Donne a perdere (Edizioni E/O 2010).

È autore della saga poliziesca di Biagio Mazzeo iniziata col noir Una brutta storia (Edizioni E/O 2012). Nel 2014 per Rizzoli ha pubblicato anche il romanzo Padre Nostro e il thriller psicologico L’appuntamento (Edizioni E/O). Nel 2015 ha dato alle stampe Il Canto degli innocenti (Edizioni E/O), primo libro della serie thriller I canti del male. I suoi romanzi sono in corso di pubblicazione negli Stati Uniti, in Canada e nel Regno Unito. Dal 2004 con La donna nel pozzo (Feltrinelli) inaugura una nuova saga di gialli noir.

Pulixi utilizza questo ambiente dorato anche per parlare di potere, privilegi e disuguaglianze e di quanto possa essere diversa la realtà di chi ha sempre avuto porte aperte rispetto a quella di chi, invece, quelle porte deve continuare a cercarle.

Con i soldi si poteva fare tutto, e la prova era lì, davanti a loro. Con i soldi si poteva portare una città effimera su un’isola disabitata. Si potevano addomesticare il vento e il buio. Si poteva far arrivare l’acqua dolce, la corrente, il ghiaccio, il caviale, i fiori, il jazz, i camerieri, la sicurezza privata e le palme. Si poteva costruire tutto in pochi giorni e promettere al paesaggio che, finita la festa, non avrebbero lasciato cicatrici.

Marzio rimane il centro emotivo della storia. La sua ironia, spesso tagliente e irriverente, continua a essere uno degli elementi che rendono piacevole la lettura, ma in questo terzo volume emerge con maggiore evidenza anche la sua parte più fragile.

«Ma t’hanno rubato i libri?» chiese la ragazza.
Marzio infilò l’assegno nel taschino. «Magari.»
La ragazza aggrottò la fronte. «”Magari”?»
«Se ci fossero in giro dei ladri che rubano libri questo paese sarebbe messo molto meglio, credimi.»

Il rapporto con Nunzia, la malattia che le ha portato via progressivamente i ricordi e il timore di perdere anche quelli che Marzio conserva di lei aggiungono alla sua figura una profondità particolare.

È un uomo che “scherza” molto, ma che in realtà si porta addosso parecchie paure e un senso di responsabilità che non sempre riesce a confessare nemmeno a se stesso.

«Siamo fatti di ricordi. Cosa rimane di noi quando qualcuno o qualcosa ce li porta via?»

Il capitolo diciassette, in questo senso, è uno dei momenti in cui questo aspetto emerge maggiormente. È una parentesi quasi sospesa rispetto all’indagine, costruita attorno a Marzio e Nunzia, e proprio per questo particolarmente intensa. La riflessione sulla memoria, sulla paura di dimenticare il suono della voce di una persona amata e sul significato stesso dei ricordi arriva senza bisogno di grandi effetti.

Accanto alla vicenda di Marzio, però, c’è un altro personaggio che colpisce in modo particolare: Greta. La sua storia attraversa il romanzo quasi in parallelo alla vicenda principale e la sua presenza assume progressivamente un peso sempre maggiore. Greta vive ai margini, in condizioni che la rendono invisibile agli occhi di gran parte delle persone, ma Pulixi non la racconta mai come una semplice vittima. È una donna con una storia, una dignità e un rapporto profondissimo con gli animali che ha scelto di proteggere.

La sua vicenda è dolorosa, a tratti durissima, ma è soprattutto il modo in cui Greta reagisce agli eventi a renderla così toccante.

C’è qualcosa di estremamente umano nel suo bisogno di tornare a sentirsi una persona e non soltanto qualcuno da evitare per strada.

E, per la prima volta dopo molti anni, non ebbe paura del futuro, ma della speranza.

Alcuni passaggi che la riguardano mostrano quanto possa essere importante, per chi è stato escluso per anni, ritrovare, anche attraverso gesti apparentemente insignificanti, la percezione di avere ancora un posto nel mondo.

Greta allungò una mano e lo accarezzò.
Fuori dal rudere, la città continuava a vivere.
Passavano automobili, si chiudevano finestre, qualcuno rideva tornando a casa.

La scrittura di Pulixi mantiene il suo equilibrio tra ironia e tensione.

I dialoghi di Marzio alleggeriscono anche le situazioni più complicate, mentre le scene più intime lasciano cadere la maschera sarcastica del protagonista.

I personaggi secondari hanno spazio sufficiente per non sembrare semplici pedine dell’indagine e il gruppo degli “investigatori del martedì” continua a essere uno degli elementi più divertenti della serie, soprattutto per il modo in cui persone molto diverse tra loro finiscono per funzionare insieme.

Salottometro:

4
Il fattore gatto Salotto Giallo

Link d’acquisto

Cartaceo
Ebook

,

Scopri di più da SALOTTO GIALLO

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere