Un’indagine per la Capitaine Maupassent
Recensione di Emanuela Ferrara
TRAMA
Dominique Maupassent è giovane, bella, ha un cognome ingombrante e un padre potente: troppe cose da farsi perdonare. Capitaine della polizia di Parigi e figlia del ministro dell’Interno, ogni giorno fa i conti con sospetti, allusioni e sguardi pronti a mettere in discussione ogni suo risultato. E poi c’è la sordità: per molti un punto debole, per lei un modo diverso – e spesso più acuto – di interpretare il mondo. Dominique legge i labiali, osserva ogni espressione, coglie sfumature che agli altri sfuggono.
Sulla scena del crimine, dove il caos confonde e ogni dettaglio può rivelarsi decisivo, quella capacità diventa la sua risorsa più preziosa.
All’alba di una domenica di settembre, il corpo di Jean Dupont, notaio dell’alta società, viene ritrovato su una panchina di place des Vosges. Tre colpi di pistola: un’esecuzione.
Sul cadavere è posato un quotidiano di due anni prima. Un messaggio, forse, destinato a chi saprà decifrarlo.
Mentre polizia e media premono per una soluzione rapida, Dominique fa quello che la vita le ha insegnato: ascolta ciò che gli altri preferiscono ignorare. In una città che corre senza tregua – dove l’élite degli intoccabili, i pendolari e i casseurs delle periferie si sfiorano senza incontrarsi davvero – dovrà misurarsi non soltanto coi fantasmi delle vittime, ma anche coi propri.
Dopo il successo della serie dei Cinque di Monteverde, Morlupi ambienta nella sua seconda patria un noir teso e contemporaneo, dal profondo respiro umano.
In una Parigi seducente e crudele, segnata da ambizioni, rapporti di forza e ferite mai del tutto rimarginate, costruisce un’indagine in cui la verità non grida: affiora lentamente, nei dettagli che non tornano, nelle parole trattenute e nelle esitazioni di chi mente.
Quando il silenzio diventa una forza vuol dire che ti trovi di fronte a una nuova serie di Morlupi.
Oltre il silenzio, infatti, è il capitolo inaugurale con cui François Morlupi ci regala un’eroina che ha tutta l’aria di entrare nell’alveo delle “indimenticabili”: Dominique Maupassent.
Oltre il silenzio, pagina dopo pagina, dimostra di appartenere a quella schiera di libri che hanno la pretesa, assolutamente legittima, di essere non solo degli ottimi romanzi, ma anche di insegnarti qualcosa. Insomma, quel genere di lettura che, una volta terminata, ti lascia un pensiero, una sensazione, un qualcosa sul quale ragionare.
Se avevamo imparato ad amare la penna di François Morlupi con la sua celebre serie romana, con Oltre il silenzio l’autore italo-francese compie un salto emotivo e narrativo straordinario, regalandoci l’inizio di una nuova serie poliziesca davvero speciale.
Siamo a Parigi, una città conosciuta dai più come capitale dell’amore e del buon gusto. Ecco, dimentichiamocene.
Qui c’è una Parigi vera, ruvida, viva, fatta di pioggia, asfalto freddo e anime ferite che si incrociano nell’ombra.
E al centro di questa città pulsante c’è lei: la capitaine Dominique Maupassent.
François Morlupi ha la rara capacità di dare un cuore a ogni pagina, non in maniera smielata. In maniera vera. La Parigi di Oltre il silenzio non fa da semplice sfondo a un’indagine ben congegnata. Si tratta di una presenza fisica, a tratti spietata, in cui la gente corre senza guardarsi mai negli occhi.
Correvano impazziti, formiche operaie che dovevano soddisfare una regina che dava loro poco e niente in cambio.
In questo caos urbano si muovono personaggi forti, spigolosi ma incredibilmente umani, che affiancano una protagonista destinata a rimanere nel cuore di chiunque legga Oltre il silenzio.
Dominique non è la solita poliziotta infallibile. È una donna fragile e potentissima al tempo stesso, che porta addosso il peso di un passato difficile e di una disabilità che le ha cambiato la vita per sempre. Dominique soffre di una grave forma di sordità.
Ciò che commuove ed esalta in Oltre il silenzio è la capacità fisica e morale di Dominique di non farsi definire dal proprio limite, ma di andare oltre. La sua sordità non è un ostacolo che la ferma, ma una lente speciale con cui impara a “leggere” la verità dove gli altri vedono solo caos.
In un mondo dove tutti urlano, il silenzio di Dominique diventa un rifugio sacro, un luogo dell’anima in cui ritrovare la forza.
Un silenzio che da cinque anni ormai la proteggeva dalle brutture della vita per non sentire nulla che non valesse la pena udire. Un silenzio con cui condivideva i pensieri più intimi e l’eco della sua anima. In quell’acquario ovattato, la concentrazione trovò un campo fertile.

François Morlupi
(Roma, 1983), italo-francese, lavora in ambito informatico in una scuola francese di Roma. Con Come delfini tra pescecani ha inaugurato nel 2021 la serie di successo dei Cinque di Monteverde, di cui sono stati venduti i diritti per la realizzazione di una graphic novel e di una serie tv. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra i quali, per due volte, quello della giuria popolare del Premio Scerbanenco. Il suo romanzo più recente è Il cielo degli invisibili.
Eppure Morlupi non cade nel facile errore del pietismo, non edulcora mai la condizione fisica e morale della sua nuova eroina.
C’è un’onestà disarmante nel modo in cui descrive il panico e il senso di vertigine quando la tecnologia scompare e il mondo torna a spegnersi all’improvviso, spogliando Dominique di ogni forza.
Una sensazione orribile, come se tutte le persone attorno a lei cominciassero, di punto in bianco, a parlare una lingua sconosciuta […] Ora invece la sua intera qualità di vita dipendeva da un apparecchio di due centimetri e poco più.
È proprio da questa vulnerabilità che nasce la difficile rivalsa. Dominique trasforma la perdita dell’udito in un’attenzione millimetrica per l’altro, imparando a decifrare sguardi, micro-espressioni e impercettibili tremori delle labbra. Dominique va oltre, oltre il silenzio, oltre gli sguardi, oltre i gesti. Oltre se stessa.
In Oltre il silenzio, si ha come la sensazione che la sordità di Dominique si trasformi in una potente metafora della società moderna.
Siamo immersi nel rumore costante, bombardati da notifiche e parole, eppure non siamo mai stati così sordi al dolore di chi ci sta accanto.
Nessuno ascolta più nessuno ormai. Siamo tutti chiusi nel nostro rumore, non c’è spazio per l’altro. […] È pieno di gente che vive sulla propria isola e i ponti… manco li costruiamo più.
Insomma, Morlupi ha colpito ancora. Con Oltre il silenzio, ha firmato una delle sue opere più mature, toccanti e riuscite. È un giallo intenso che vive di profonda tensione, tipica dei libri ben riusciti, ma è anche un’opera commovente per la verità dei suoi sentimenti.
Dominique Maupassent dovrà sì risolvere il mistero della morte di Jean Dupont, ucciso su una panchina di place des Vosges e ritrovato con addosso una copia di giornale di due anni prima, ma ha un compito ben più arduo: farci andare Oltre.
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