Mani sbagliate di Mark Billingham

Recensione di Barbara Terenghi Zoia

TRAMA

In una Blackpool stancamente turistica, teatro di scorribande criminali e rifugio di senzatetto, i detective Declan Miller e Sara Xiu, costretti a lavorare insieme, imparano a conoscersi mentre si trovano a risolvere un caso bizzarro. Due ladri da strapazzo sono entrati in rotta di collisione con il temibile Wayne Cutler, ritrovandosi in possesso di una valigetta che contiene le mani mozzate di un rivale troppo intraprendente.

Cutler ha commissionato l’omicidio a un killer metodico, dai mille nomi e con la passione delle liste, che adesso è sulle tracce di uno dei due ladri, il quale pensa bene di consegnare la valigetta a Miller. Inanellando una serie di mosse pericolose e come al solito poco ortodosse, il detective si mette in cerca della verità, sostenuto dalle conversazioni notturne con il fantasma della moglie Alex, che chiede ancora giustizia. Così le indagini sul proprietario delle mani mozzate lo portano dal mondo dei panini con la salsiccia a quello delle squallide pensioncine sul lungomare, per poi ricondurlo alla sala da ballo gestita dall’ex drag queen Ralph Massey, arcirivale di Cutler, il quale, forse, gli rivelerà cos’è successo la notte in cui Alex è morta.

Senza mai perdere il senso dell’ironia surreale che lo contraddistingue e l’amore per… il foxtrot. Mark Billingham, uno dei più rinomati giallisti britannici, colpisce ancora con Mani sbagliate: un meccanismo narrativo perfettamente oliato sorretto da un ritmo forsennato e da una serie di dialoghi esilaranti. Con la consueta vena di sarcasmo, il detective Declan Miller è tornato.

Mani sbagliate è la seconda indagine del detective Declan Miller, profondamente segnato dall’omicidio della moglie Alex, sua collega, avvenuto nel libro precedente, L’ultimo ballo, edito da Fazi.

Nonostante abbia dedicato tutto sé stesso alla ricerca del colpevole della sua morte, non è ancora riuscito a trovarlo e prova a reagire tuffandosi nel lavoro.

A prima vista può sembrare sarcastico e fa battute di black humor anche in situazioni poco indicate, ma dietro questa maschera si nasconde un uomo profondamente ferito e sofferente.

Ottimo lavoro.”
”Bene, allora. Alla Batmobile!”
Si avviarono verso l’uscita. Xiu incrociò lo sguardo della donna e le sorrise, un po’ imbarazzata.
“In realtà è una Honda Civic”, disse.

L’indagine inizia quando due delinquenti di poco conto decidono di rubare una valigetta, pensando di trovarvi dei soldi, ma al suo interno scoprono due mani tagliate con degli anelli.

Da questa scoperta si scatena una serie di errori e coincidenze che coinvolgono sicari, delinquenti vari e boss della malavita organizzata.

Billingham riesce a descrivere i criminali evitando di ricorrere ai soliti stereotipi.

Wayne Cutler e gli altri personaggi legati alla criminalità organizzata sono violenti e minacciosi, ma allo stesso tempo hanno qualcosa di ridicolo e macabro.

Dove si è mai letto di un criminale che si sofferma a pensare che la Brexit è stata una pessima decisione per gli affari?

È proprio questo contrasto tra la brutalità delle situazioni e l’assurdità di alcuni comportamenti a dare un tono particolare al romanzo.

In Mani sbagliate c’è un altro piano narrativo, quello dedicato a Miller e alla sua vicenda personale.

È fragile e tormentato e, anche grazie alle persone che gli stanno intorno, cerca di reagire al dolore.

Ci sono, per esempio, i suoi “supporters”, gli amici del gruppo di ballo che non lo lasciano solo e gli sono sempre accanto, nonostante il suo carattere non proprio amichevole.

Non devi essere imbarazzata.”
Interessante osservazione, quando a farla è uno che balla il tango con le tardone.”
Touchè”, disse Miller. “Touchè alla grande”.

Il rapporto con la moglie morta viene raccontato in modo particolare, ricordando da vicino quello dell’ispettore Rocco Schiavone di Manzini. Infatti, Miller continua a parlarle e a confrontarsi con lei, attraverso conversazioni a volte esilaranti che lo aiutano, in qualche modo, a elaborare una perdita chiaramente difficile da accettare.

Mark Billingham

Mark Billingham è uno dei più celebri autori britannici di narrativa crime contemporanea. Nato a Birmingham, ha intrapreso un percorso eclettico come attore, sceneggiatore televisivo e cabarettista, prima di affermarsi nel panorama letterario con la serie di romanzi incentrati sulla figura dell’ispettore Tom Thorne. Da questi libri, tradotti in numerosi Paesi, è stata tratta un’omonima serie televisiva.

Autore pluripremiato, ha conquistato due volte il prestigioso Theakston Old Peculier Crime Novel of the Year Award e ricevuto lo Sherlock Award per il miglior detective della narrativa britannica, oltre a sette candidature ai CWA Daggers Awards. Il suo esordio narrativo, Collezionista di morte, è stato incluso da «The Sunday Times» tra i 100 libri più significativi del decennio, e tutti i suoi romanzi hanno raggiunto la top ten delle classifiche del celebre quotidiano.

Mark Billingham costruisce un poliziesco originale, dove la violenza e il lato oscuro della criminalità convivono con il black humor e con momenti quasi da commedia.

Il protagonista è la chiave su cui poggia tutta la costruzione del romanzo: Declan Miller è imperfetto, eccentrico e umano, e la sua vicenda personale aggiunge empatia alla trama.

Mani sbagliate riesce a sorprendere non tanto per l’indagine, quanto per le diverse atmosfere, tutte racchiuse in un ottimo racconto. Si va dalla violenza al black humor, dalle situazioni ridicole ai momenti malinconici, senza che niente risulti estraneo.

Al centro c’è il detective Miller, un uomo autentico, capace di strappare un sorriso nei momenti più assurdi e, subito dopo, di mostrare tutta la sua fragilità. Ed è proprio questo mix di sensazioni a fare di lui un protagonista indimenticabile.

Salottometro:

4

Link d’acquisto

Cartaceo
Ebook

,

Scopri di più da SALOTTO GIALLO

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere