Fortuna Fatali e il teorema del calesse di Valentina Barzago

Fortuna Fatali e il teorema del calesse Salotto Giallo

Recensione di Monica Truccolo

TRAMA

Cosa: Guido Dortello è in carcere per l’omicidio del fratellastro Achille, diciassette anni, trovato morto in un vecchio calesse dopo una seduta spiritica. Guido si è sempre dichiarato innocente, ma ora persino suo padre Taddeo ha smesso di sostenerlo.

Quando: Quindici anni fa il delitto del calesse; oggi, fine estate, quando la spiaggia è ormai un ricordo ma il caldo infiamma ancora i bollenti spiriti.

Dove: Ponte Oliveto, paese tra i colli piacentini che sembra uscito da una fiaba nera. Sorrisi, case colorate, gesti scaramantici e una serenità troppo perfetta per essere vera.

Chi: Sempre Fortuna Fatali, trentacinque anni, la detective del momento. Carriera in ascesa e ospitate in tv, ma una sindrome dell’impostore che non se ne va e una vita amorosa in pieno deragliamento. È Geremia (il suo fidanzato?) a chiederle di indagare: Guido era suo amico, e forse il caso è stato chiuso troppo in fretta.

Così, con zia Caterina a farle da assistente indisciplinata, una famiglia allargata sempre più ingombrante e i sentimenti in stato confusionale, Fortuna parte per Ponte Oliveto – un paesino che sembra seguire una logica tutta sua, tra testimoni scomparsi, biglietti anonimi, vecchi rancori e nuove piste – per capire se Guido è davvero un assassino o se, per quindici anni, tutti hanno creduto alla storia sbagliata.

Cerco di trattenere l’ennesimo sbuffo. «Quanto sei amico di questo Guido?» gli chiedo. «Amico lo sono stato parecchio, in passato. Ma da quando è stato condannato, non l’ho più sentito.»

Fortuna Fatali e il teorema del calesse, di Valentina Barzago è un cozy crime in cui un caso archiviato da anni torna a mettere in discussione gli equilibri di Ponte Oliveto.

Quando Geremia, fidanzato di Fortuna, le chiede di occuparsi della morte di Achille, avvenuta quindici anni prima e per cui è stato accusato il fratellastro Guido Dortello, la protagonista si ritrova a riaprire un’indagine che coinvolge vecchie conoscenze, ricordi dolorosi e una vicenda mai completamente chiarita.

Achille era stato trovato in una radura, immerso nel suo sangue, dentro un calesse restaurato; nel centro sportivo lì accanto erano stati rinvenuti i resti di un rito esoterico.

Accanto all’indagine si sviluppano anche le vicende personali di Fortuna, a partire dal rapporto con la zia Caterina, figura eccentrica e imprevedibile che dona alla narrazione una nota ironica e originale. La protagonista deve inoltre confrontarsi con una famiglia ingombrante, una relazione sentimentale non sempre semplice e una notorietà crescente che porta nuove responsabilità nella sua vita.

«Secondo te la pista della setta giovanile ha senso?» mi chiede a bruciapelo, prima che io possa protestare.

Il viaggio di Fortuna conduce a Ponte Oliveto, un borgo delle colline piacentine dove la quotidianità scorre seguendo ritmi tranquilli, ma dove ogni abitante sembra custodire una propria storia.

L’atmosfera del paese, fatta di consuetudini, legami e tradizioni locali, accompagna un’indagine che affonda le radici nella memoria collettiva della comunità.

«Insomma. Sono a Ponte Oliveto, sto indagando sul caso di Guido.»

Tra gli elementi che contribuiscono a rendere ancora più singolare Fortuna Fatali e il teorema del calesse c’è la figura di Taddeo Dortello, padre di Achille e Guido e guida di una setta. La sua presenza, insieme alle dinamiche che ruotano attorno al gruppo, aggiunge nuovi interrogativi alla vicenda e contribuisce a creare un’atmosfera sospesa tra razionalità e credenze.

«È successa una cosa molto grave, Fortuna.» Si ferma e finalmente mi fissa negli occhi. «Taddeo non se la passa per niente bene. Casa sua è piena di energie negative, e…»

Valentina Barzago

Valentina Barzago, classe 1992, si è laureata in Giurisprudenza a Milano e si è specializzata in serialità dell’audiovisivo presso la Scuola Holden. Il progetto finale Acerbe, di cui è coautrice, è stato prodotto da Will Media.

Ha scritto diversi podcast e collabora con la casa di produzione Stand By Me, dove ha sviluppato documentari, anche dedicati al true crime. Attualmente fa parte del team di inchiesta del programma FarWest, occupandosi di cronaca nera e dei lati più oscuri della società contemporanea.

Con una narrazione dinamica e un’ironia ben dosata, Valentina Barzago costruisce un’indagine in cui il mistero si accompagna alla descrizione dei personaggi e delle loro relazioni.

Fortuna Fatali è una protagonista sfaccettata, capace di unire intuito investigativo e sensibilità nell’osservare le persone che incontra, mentre il romanzo alterna momenti più leggeri a riflessioni sui legami, sulle scelte e sulle conseguenze del passato.

Rimaniamo tutti e tre seduti, in silenzio. Io ho tantissimo da metabolizzare, ora sono in possesso di informazioni cruciali, ma devo collegarle.

Attraverso il caso di Achille, il romanzo racconta anche il modo in cui una comunità può rimanere legata alle proprie convinzioni e alle proprie versioni dei fatti. Fortuna sceglie di osservare la vicenda da prospettive diverse, mettendo in discussione ciò che sembra ormai definito.

Fortuna Fatali e il teorema del calesse unisce così il fascino del cozy crime alle atmosfere della provincia, offrendo un’indagine in cui il mistero si intreccia con la memoria delle persone e con le conseguenze delle loro scelte.

«L’amore c’entra, ma non credo che si tratti dell’amore romantico. Sto cercando un’ultima conferma, poi potrò essere più esaustiva. Promesso.»

I romanzi della serie con protagonista Fortuna Fatali sono autoconclusivi ma, allo stesso tempo, la saga permette di seguire la crescita della protagonista e l’evoluzione dei personaggi che la accompagnano, attraverso cambiamenti personali e nuove dinamiche relazionali.

Salottometro:

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