La nuova indagine di Steno Molteno
Recensione di Barbara Terenghi Zoia
TRAMA
Un giovane calciatore viene investito da un’auto alla periferia ovest di Milano. Sembra un incidente. Il giornalista Steno Molteni e il suo migliore amico, il poliziotto Raffaele Cinà detto Scimmia, capiscono che qualcuno ha deciso di ucciderlo. Ma perché? L’indagine li porterà dietro le quinte del grande calcio: dai campi di Serie D nella campagna comasca, fino alle sale vip degli hotel di lusso milanesi.
Un mondo opaco, dove procuratori senza scrupoli e ultrà violenti si muovono tra ambizioni, rivalità e denaro. Quello che inizia come un caso isolato si allarga presto a qualcosa di più grande: il sogno fragile di chi vuole arrivare, i giovani stranieri in cerca di un posto nella società, le famiglie e intere comunità che cercano nel pallone identità e senso di appartenenza.
Con Morte e miracoli del numero 3, Franco Vanni riesce a trasformare il suo lavoro di cronista in narrazione, costruendo un noir che va oltre il semplice meccanismo dell’indagine.
L’investimento di un giovane calciatore diventa il punto di partenza per un viaggio nei territori meno esplorati del calcio moderno.
Dietro gli interessi economici, le rivalità e le dinamiche di potere che attraversano il mondo del pallone, emergono con forza le fragilità umane dei ragazzi che cercano di inseguire un sogno, spesso costellato di enormi sacrifici.
Morte e miracoli del numero 3 racconta ciò che accade dietro le quinte, concentrandosi sulle persone che gravitano attorno a questo ambiente: chi sfrutta le debolezze altrui, chi alimenta le speranze e, infine, chi purtroppo ne paga le conseguenze.
C’è anche una riflessione sul lavoro, troppo spesso sottovalutato, del giornalista d’inchiesta di stampo tradizionale, che non si accontenta di cercare informazioni in rete per scrivere articoli, ma incontra personalmente le proprie fonti, senza avere la minima certezza sulla loro affidabilità.
Con una prosa asciutta e diretta, Franco Vanni fa emergere ciò che resta una volta eliminato il “circo mediatico”: la fragilità di ragazzi che tentano di realizzare il proprio sogno, spesso senza sapere a cosa stanno andando incontro e quale sarà il prezzo da pagare.
L’amicizia è uno dei capisaldi del romanzo. Il legame tra Steno Molteno e Raffaele Cinà, detto Scimmia, nato sui banchi delle scuole medie e sopravvissuto alle vicissitudini della vita, è quel tipo di amicizia che diventa una colonna portante, che scalda il cuore, su cui si può sempre contare e che, in fondo, è difficile non invidiare.
Steno in risposta manda all’amico l’emoticon di un polipetto. È una cosa nata ai tempi delle scuole medie e cresciuta con loro. Polipetto vuol dire è arrivato il momento di vederci con calma, così ci raccontiamo quello che non ci siamo detti negli ultimi mesi.
Altrettanto importante è l’amicizia tra Asa Ba e Christian Pozzi, detto “Canelo”. Un rapporto bello perché sincero, privo di invidia, fondato sulla cooperazione e sulla volontà di farcela insieme, anche quando le cifre proposte dalle società sportive diventano tali da cambiare una vita.
Morte e miracoli del numero 3 è ambientato tra Milano e i paesi della provincia comasca, dove a fare da protagonisti sono i campi di calcio della Serie D.
Lo stadio comunale di Caronno Pertusella non è un vero stadio. È’ una parentesi verde acceso fra strade e magazzini. Di qui, il granoturco, i filari di alberi e il torrente Lura. Di là, le autofficine e le aziende di materiale idraulico.

Franco Vanni
Franco Vanni è cronista giudiziario del quotidiano «la Repubblica».Barista e disegnatore per gioco, cura con tre amici il blog di pesca anonimacucchiaino.it.
È onorato di avere dato una mano a Claudio Cecchetto nella scrittura di In diretta. Il clima ideale è il suo primo romanzo pubblicato nel 2015 per Laurana Editore.
Franco Vanni riesce a dipingere con poche frasi essenziali il clima e i paesaggi che circondano gli eventi, come rapide pennellate capaci di restituire con efficacia il quadro d’insieme.
Milano è prosciugata da un vento caldo, lento e costante, come se qualcuno avesse acceso un enorme asciugacapelli.
Non manca neppure un tocco poetico, affidato a una chiusura degna del cronista che Franco Vanni è nella vita reale. Poche righe che commuovono e riescono a portare in un attimo Morte e miracoli del numero 3 dalla finzione alla realtà:
In un’epoca in cui sul retro delle maglie da calcio si può stampare qualsiasi cifra, Asa Ba aveva scelto il 3… il numero della classe in velocità, sul filo della linea laterale. Quel ragazzo era antico e moderno, era fossile e astronave.
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