Recensione di Samuela Moro
TRAMA
È tuo marito. Un padre. Un amico. E ora è in diretta TV… nei panni di un sequestratore. È il 21 giugno, il giorno più lungo dell’anno, e Camilla sta pulendo il seggiolone della piccola Polly, che ha appena fatto colazione e gioca tranquilla sul tappeto. Oggi, per la prima volta dopo mesi, Cam porterà la sua bambina all’asilo e tornerà al suo lavoro di agente letteraria. Il congedo di maternità è terminato. Finalmente. È una giornata importante per lei, ma quando si è svegliata suo marito Luke non c’era. Cercando di non rimuginare troppo sulla sua assenza, Cam arriva in ufficio. Tra un’ora, la sua vita cambierà per sempre, ma lei ancora non lo sa.
E poi tutto ha inizio. Il televisore appeso alla parete sta trasmettendo il telegiornale. Ultime notizie: a Londra è in corso il sequestro di alcuni ostaggi. Nel giro di poco la polizia si presenta in agenzia. Cercano lei. Luke è coinvolto. Ma non è un ostaggio. Suo marito, padre affettuoso ed eterno ottimista, è il sequestratore. Mentre le casca il mondo addosso, Camilla si rende conto che la sua prossima mossa sarà cruciale. Perché soltanto lei sa cosa c’è scritto sul biglietto che il marito le ha lasciato quella mattina. Quanto conosce davvero l’uomo che ama? E quali pericoli dovrà affrontare se tutta la sua vita è stata costruita attorno a una menzogna?
Con Ultime parole famose, Gillian McAllister torna in libreria confermando le qualità che hanno reso riconoscibile la sua scrittura: la capacità di intrecciare una trama thriller con una storia profondamente personale, senza che l’una finisca mai per schiacciare l’altra.
La premessa da cui parte il romanzo è sin da subito interessante: è il 21 giugno, il giorno più lungo dell’anno, e Camilla Deschamps si prepara a rientrare al lavoro dopo nove mesi di congedo di maternità. Luke, suo marito, non c’è quando si sveglia. Qualche ora dopo, la polizia bussa alla porta del suo ufficio: Luke è al telegiornale in un video di un sequestro, ma non come vittima. È lui il sequestratore.
Da questo innesco narrativo brutale e immediato, McAllister costruisce un romanzo che rifiuta di essere soltanto un thriller e sceglie di essere qualcosa di più difficile da classificare e, proprio per questo, estremamente coinvolgente.
La struttura si regge su due punti di vista alternati in terza persona: quelli di Cam e di Niall, il negoziatore incaricato di gestire la crisi. I due protagonisti osservano la stessa situazione da prospettive opposte e complementari: lei dall’interno di un matrimonio che credeva di conoscere, lui attraverso il filtro di una professione che lo ha già messo a dura prova.
Due traiettorie diverse, accomunate però dal peso delle conseguenze e dalla necessità di fare i conti con ciò che resta dopo un evento impossibile da cancellare.
La vicenda entra subito nel vivo, con un’apertura tesa e concitata, ma il ritmo non diventa mai inutilmente frenetico. McAllister sceglie una tensione più sottile, costruita sull’alternanza tra indagine e approfondimento psicologico: ogni volta che la narrazione rallenta per soffermarsi sui personaggi e sulle loro fragilità, un nuovo tassello riporta l’attenzione sul mistero, mantenendo costante l’equilibrio tra le due anime del romanzo.
Cam è il cuore pulsante di Ultime parole famose, ritratta con una precisione psicologica a tratti commovente. In poche ore vede la propria vita ribaltarsi:
Stamattina aveva un matrimonio felice. Ora, dovrebbe consegnarlo alla polizia, insieme a tutto ciò che sa di suo marito
eppure non smette mai di essere un personaggio credibile, contraddittorio nel modo giusto.
La sua rabbia, verso la polizia, verso Luke, verso se stessa
per averlo sposato, ma continuando a esserne così innamorata da non rimpiangere nemmeno di averlo fatto
è una rappresentazione estremamente lucida del dolore che nasce quando una certezza affettiva si sgretola. Un dolore dal percorso irregolare, capace di resistere anche al passare del tempo:
Quando, quando, quando tutto questo la lascerà in pace? Questo dolore. Questa perenne invasione della sua vita. Questa ignominia.
Niall è invece un personaggio costruito per sottrazione, la cui complessità emerge lentamente attraverso dettagli misurati: il disagio che continua a provare per quel caso, il senso di fallimento, il peso delle aspettative ricevute. La sua traiettoria e quella di Cam finiscono per avvicinarsi con naturalezza, in un percorso narrativo in cui i pezzi del puzzle trovano gradualmente la propria collocazione.
Accanto alla componente thriller, emergono tematiche che danno al romanzo ulteriore profondità.
Ultime parole famose è anche una riflessione su quanto sia possibile conoscere davvero la persona che abbiamo accanto, sui cambiamenti che attraversano una relazione nel tempo e sulla difficoltà di riconciliare l’immagine di qualcuno che amiamo con una verità improvvisamente impossibile da ignorare.

Gillian McAllister
Nata in Inghilterra nel 1985, Gillian McAllister scrive da sempre. Si è laureata in Letteratura inglese e poi in Legge. Prima di dedicarsi interamente alla scrittura ha lavorato come avvocato. Vive a Birmingham.
È autrice di sette romanzi bestseller ed è stata finalista ai National Book Awards. È anche la creatrice e co-conduttrice del popolare podcast Honest Authors. Oltre a Ultime parole famose, Fazi Editore ha pubblicato Posto sbagliato, momento sbagliato nel 2023 e Solo un’altra persona scomparsa nel 2024.
McAllister racconta inoltre la solitudine di Cam nel “mondo di dopo”, il tentativo di ricostruirsi mentre una parte di lei resta ancora legata al prima, incapace di lasciar andare completamente Luke e la vita che pensava di avere.
A questo si aggiunge uno sguardo sulla crudeltà dei media e sulla tendenza a trasformare anche il dolore privato in qualcosa da esporre e consumare.
L’autrice evita la tentazione della risoluzione facile o veloce e quella del colpo di scena fine a se stesso. I destini dei protagonisti si ricompongono con la stessa logica paziente con cui si è sviluppata tutta la storia: senza forzature, lasciando che ogni tassello trovi lentamente il proprio posto.
Ultime parole famose di Gillian McAllister è un thriller psicologico dall’impianto solido e dalla forte attenzione ai personaggi, capace di mantenere alta la curiosità senza rinunciare alla componente emotiva.
Un romanzo che, dietro il mistero, indaga soprattutto le relazioni e torna a esplorare quella che, già in Posto sbagliato, momento sbagliato, si era rivelata una delle domande centrali nella narrativa di Gillian McAllister: fino a che punto siamo disposti ad arrivare per le persone che amiamo?
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