Recensione di Katya Fortunato
TRAMA
Cinque anni fa, Owen è scomparso lasciando a Hannah solo una parola: Proteggila. Da allora, Hannah e Bailey sono riuscite a ricostruirsi una nuova vita nel sud della California. Il loro legame è diventato profondo e indissolubile e il passato, finalmente, sembra lontano. Finché Owen non riappare, portando con sé domande, pericoli e verità mai davvero sepolte. Perché se c’è una cosa che Hannah ha imparato, è che Owen non è mai stato davvero l’uomo che credeva di conoscere.
Quando il rischio diventa reale, Hannah capisce che l’unico modo per proteggere Bailey è fuggire ancora una volta. Inizia così una corsa contro il tempo, tra segreti mai rimossi e minacce. Ma questa volta il passato non è solo qualcosa da cui scappare: è un enigma da risolvere. E la risposta potrebbe cambiare tutto. Divisa tra la necessità di proteggere Bailey e il desiderio di capire se esiste ancora un futuro con Owen, Hannah dovrà affrontare la verità fino in fondo.
Avevamo lasciato Hannah
al Pacific Design Center di Los Angeles, partecipo all’esposizione First look con altri ventuno artigiani e piccoli imprenditori.
mentre aspettava Bailey e il suo nuovo ragazzo ne L’ultima cosa che mi ha detto.
La ritroviamo esattamente lì, nello stesso punto, in La notte sapeva tutto, dove Laura Dave riprende la storia come se avessimo chiuso il libro la sera prima, prima di addormentarci.
Dave costruisce un romanzo che mescola thriller familiare, crime e tensione psicologica, mantenendo però sempre al centro gli affetti. Perché sì, ci sono la mafia, gli accordi con il crimine organizzato, le fughe, le identità false e i complotti, ma il cuore della storia resta profondamente emotivo.
È il racconto di persone che si amano e che, proprio per questo, finiscono per distruggersi o sacrificarsi.
Hannah e Bailey non sono madre e figlia nel senso biologico del termine, ma il loro rapporto supera qualsiasi definizione tradizionale. Dopo la scomparsa di Owen, hanno imparato a sopravvivere insieme, costruendo un equilibrio fragile fatto di fiducia, complicità e paura costante, nonostante gli inizi burrascosi.
L’autrice lavora molto sul concetto di famiglia scelta e di protezione reciproca, senza mai cadere in sentimentalismi eccessivi.
Il loro legame appare autentico proprio perché nasce dentro il trauma.
Poi c’è Owen, figura fantasma che aleggia ovunque anche quando non compare. Un uomo costretto a sparire per salvare chi ama, ma che porta addosso il peso devastante delle sue decisioni.
Forse dobbiamo concentrarci su qualcosa di più importante, di meno superficiale della rabbia, delle offese, dell’orgoglio ferito. Qualcosa che va al di là dei concetti di giusto e di sbagliato. Forse il punto è l’impegno che ci abbiamo messo. Per proteggere chi amiamo. Per ottenere il perdono. Per esserci per chi ha bisogno di noi.
È un romanzo corale, un thriller che, grazie alla scrittura di Laura Dave, utilizza il linguaggio del crime e della suspense per parlare soprattutto di amore, perdita e identità. Un libro che scorre velocissimo ma che, sotto la superficie dell’intrattenimento, nasconde un forte nucleo emotivo.
Non importava chi avesse ragione. Niente importava più. L’amore è così, no? E anche il perdono. Alla fine, vogliamo che le persone a cui vogliamo bene siano libere.

Laura Dave
Autrice bestseller N.1 del New York Times, ha scritto diversi romanzi, tra cui L’ultima cosa che mi ha detto, pubblicato da Piemme: entrato immediatamente nella classifica del New York Times, è rimasto stabile nelle prime posizioni per più di 6 mesi, vendendo oltre 2 milioni di copie. Vive a Los Angeles.
Dave riesce inoltre a rendere credibile il peso psicologico della paura. I personaggi vivono braccati, tra telefoni distrutti, vie di fuga già pianificate, case sicure, messaggi in codice e uomini che osservano da lontano. La paranoia diventa quotidianità, e il lettore entra completamente dentro questa spirale.
Tutti vivono separazioni dolorose: Owen lontano dalla figlia, Bailey costretta a crescere senza un padre, Hannah sospesa tra loro due, incapace di andare davvero avanti.
…per quanto proviamo ad allontanarci, torniamo sempre al luogo da dove siamo venuti.
È un romanzo popolato da persone che continuano a guardarsi indietro, anche quando sanno che farlo potrebbe essere fatale.
Laura Dave alterna momenti intimi a scene di fuga e tensione con estrema fluidità. I capitoli brevi e i continui cambi di prospettiva aumentano il ritmo e creano quella sensazione di instabilità costante in cui nessuno è davvero al sicuro e nessuno può fermarsi troppo a lungo nello stesso posto.
Il passato entra nel presente per riprendersi, pagina dopo pagina, tutto ciò che gli appartiene.
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