Finché durerà la terra di Giovanni Grasso

Finché dura la terra Salotto Giallo

Recensione di Monica Truccolo

TRAMA

Autoironico e colto, ma irrimediabilmente maldestro, Noè Simenoni è un uomo irrisolto per colpa del destino che gli ha giocato brutti scherzi. Ex seminarista, conduce una vita dimessa, tenuta insieme con fatica, fatta di frustrazioni, conti che non tornano e responsabilità familiari: una sorella scapestrata, Valeria, e una nipotina gravemente malata, Greta, che per lui è una figlia a tutti gli effetti.

Quando un potente cardinale lo convoca in Vaticano e gli propone un compito rischioso, ma ben retribuito, capisce che la sua esistenza e quella dei suoi cari potrebbe essere a un punto di svolta. Dovrà infiltrarsi in una misteriosa comunità, guidata da due improbabili veggenti, e ossessionata da un nuovo Diluvio, attorno alla quale ruotano e si intrecciano sentimenti genuini e condizionamenti psicologici, misticismo e interessi molto terreni.

Nei panni di agente segreto al servizio di Sua Santità, sarà costretto a fingere e mentire, ad accettare continui compromessi con la sua coscienza e finirà per cacciarsi in un mare di guai.

«Senti, Noè. Ho poco tempo anche io e soprattutto poca voglia di scherzare. Puoi venire alle 17 di oggi?»

Finché durerà la terra è un thriller con una marcata componente
religiosa e politica.

Noè, protagonista della storia, si definisce più volte un prete mancato, non è un ex sacerdote, ma piuttosto qualcuno che non ha portato a compimento quella vocazione.

Decide infatti di rinunciare prima dei voti finali per restare vicino alla sorella Valeria, vittima delle violenze del marito, e alla nipote Greta, affetta da una grave forma di leucemia, alla quale è legato come fosse una figlia.

«Se si riferisce alla mia decisione di due anni fa» rispondo senza celare un po’ di diffidenza, «molto bene. Non ho avuto ripensamenti, né tantomeno pentimenti…»

Un giorno, attraverso un suo vecchio amico del seminario, Noè viene convocato in Vaticano dal cardinale Randazzo per infiltrarsi in una comunità guidata dai veggenti Picciafoco, sempre più influenti e in aperto contrasto con la Chiesa.

Dietro la facciata spirituale si nasconde un sistema di potere che muove denaro, alimenta false speranze, manipola l’ambito religioso e nasconde simpatie di destra. Tra rigore morale e un contesto senza scrupoli, Noè si troverà a mettere a rischio sé stesso e le proprie convinzioni.

Un’altra mossa spiazzante, da vero professionista. Avrei dovuto prevederlo, non si va tra i lupi senza il fucile.

Giovanni Grasso

Giovanni Grasso (Roma, 14 ottobre 1962) è un giornalista, scrittore e autore televisivo italiano, consigliere per la stampa e la comunicazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dal febbraio 2015. Dopo la pubblicazione di diversi saggi di storia contemporanea (la biografia di Scalfaro e di Piersanti Mattarella, i Carteggi Sturzo-Fratelli Rosselli e Sturzo-Salvemini) la sua scrittura si è concentrata su opere letterarie.

I romanzi e i testi teatrali scandagliano, a cavallo tra storia e creazione, i sentimenti umani di fronte alle pagine più buie del Novecento: dalla persecuzione razziale in Germania (“Il caso Kaufmann”), all’impegno degli esuli antifascisti all’estero (“Fuoriusciti”, dedicato all’incontro-scontro tra Sturzo e Salvemini; “Icaro, il volo su Roma”, che racconta la storica impresa di Lauro de Bosis), agli orrori della Grande Guerra (“Il segreto del tenente Giardina”).

Giovanni Grasso costruisce una vicenda coinvolgente e personaggi estremamente umani, mettendo in luce il contrasto tra una religiosità autentica e l’uso spregiudicato del sacro come strumento di potere e di guadagno.

Finché durerà la terra è un romanzo che alterna intrattenimento, emozione e tensione, capace di divertire, commuovere e al tempo stesso inquietare. Si tratta di un’indagine intensa ma anche ironica, che pone domande profonde sul bisogno di credere e sull’importanza del dubbio.

Sbotto: «Puoi abbandonare per un momento i modi affettati da prete di curia e dirmi esattamente a che cazzo ti riferisci? Ecco, vedi, sei riuscito a farmi uscire di bocca una parolaccia! Ora dovrò fare penitenza!»

Noè è il fulcro della vicenda, un uomo non del tutto risolto, poco incline ai cambiamenti e con un atteggiamento quasi refrattario alla modernità, evidente anche nel suo rapporto problematico con la tecnologia.

Tuttavia possiede una solida integrità morale che lo porta a interrogarsi continuamente sul tema della fiducia, non solo verso Dio ma anche verso le persone.

Ci risiamo. Ogni volta che qualcuno esce dal seminario la prima e unica cosa a cui si pensa è che dietro ci sia una donna. L’amore, il sesso, il desiderio di una famiglia.

Nel corso della vicenda, il suo coraggio affiora poco alla volta, si ritrova a improvvisarsi infiltrato, muovendosi tra tensioni investigative e momenti di profonda introspezione.

Ne nasce una trama in cui la dimensione spirituale si intreccia con le atmosfere cupe del noir contemporaneo.

Il romanzo è attraversato anche da una sottile ironia. Noè appare goffo, spesso incline a cacciarsi nei guai, ma resta una figura da stimare. Nonostante abbia formalmente tradito la sua fede, non è disposto ad abbandonarla e cerca comunque di portare a termine il compito che gli è stato affidato.

«La Madonna, è apparsa a Madre Elide e a Padre Crispolto!» Tifo da stadio, gioia incontenibile. Parte una musica rock, con tanto di chitarra elettrica e percussioni. C’è chi balla, chi si abbraccia, chi applaude, chi prega, chi canta, chi si getta in ginocchio, chi piange, chi ride, chi sventola fazzoletti…

Finché durerà la terra affronta temi delicati, come quello delle sette religiose e delle dinamiche di manipolazione ai danni delle persone più vulnerabili.

Viene messo in luce come alcuni individui, senza scrupoli, riescano ad adescare gli altri facendo leva su false promesse e credenze ingannevoli. In particolare, emerge la denuncia di chi sfrutta le difficoltà e le fragilità altrui, alimentando illusioni di natura miracolosa che si rivelano, in realtà, strumenti per raggirare e ottenere denaro.

Il tutto è inserito in una narrazione ricca di situazioni che stimolano riflessioni spirituali, anche alla luce di un’amara constatazione: la società appare profondamente corrotta in molte delle sue componenti.

Ciò che colpisce maggiormente è la diffusione del degrado morale, che sembra annidarsi ovunque, senza distinzione, dai contesti più sacri fino alle realtà urbane e rurali.

Che peccato: come può una persona che ha avvertito la chiamata di Dio, ricevendo la grazia sacerdotale, sprecarla così, senza amare, senza provare compassione, senza perdonare? Schiava dell’odio, della superbia e della brama di potere?

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