Non cercate in questo luogo di Sesuji

Non cercate il questo luogo Salotto Giallo

Recensione di Emanuela Ferrara

Rubrica a cura di Emanuela Ferrara

TRAMA

Quando Ozawa, giovane giornalista di una rivista sull’occulto, svanisce nel nulla, Sesuji, una persona a lui vicina, decide di raccogliere e pubblicare il materiale che stava preparando: un’indagine inquietante su una serie di sparizioni e fenomeni inspiegabili nella regione del Kinki, Giappone occidentale. Tutto sembra ruotare attorno a una diga e a un monte non identificato, teatro di leggende oscure e rituali dimenticati.

Le testimonianze raccolte fanno riferimento a tre strane entità, ognuna collegata a fenomeni paranormali differenti ma unite da un comune e inquietante filo conduttore. Ma più Sesuji approfondisce, più la verità si deforma. I confini tra mito e realtà si dissolvono, e ciò che sembrava solo una raccolta di articoli diventa qualcosa di più. Qualcosa che chiede di essere letto. Qualcosa che non vuole essere dimenticato.

Non cercate in questo luogo di Sesuji non è un semplice romanzo horror, è un esperimento metanarrativo che cerca di trasporre su carta l’inquietudine tipica delle creepypasta nate negli angoli più bui del web.

L’autore, Sesuji, costruisce un mosaico di documenti, interviste e post di forum che hanno un obiettivo preciso: convincere il lettore che ciò che sta leggendo non è finzione.

Questa non è una storia di fantasia. Sono fatti realmente accaduti. O almeno, io li considero tali.

Il punto di forza del libro risiede nella sua estrema modernità. È un’opera che parla la lingua delle nuove generazioni cresciute con i thread di Reddit o i video di “Lost Media”. La narrazione “dal basso” rende la storia incredibilmente popolare e accessibile. Il terrore non nasce da castelli incantati, ma da un senso di minaccia che trapela da messaggi criptici.

Se leggete questo messaggio, per favore, non andateci. Non cercate quel luogo. Se lo farete, non potrete più tornare indietro.

Questa struttura permette a un pubblico giovane di immedesimarsi immediatamente, trasformando la lettura in un’esperienza interattiva simile a un’indagine virale su TikTok o YouTube.

Tuttavia, gli amanti storici del genere potrebbero trovarsi di fronte a un paradosso.

Temi come la “maledizione contagiosa” o il dio locale adirato sono pilastri dell’horror classico. Chi ha già divorato i mostri sacri del genere potrebbe trovare la trama lineare o già vista. Nonostante ciò, la forza del libro sta nel modo in cui l’orrore viene “normalizzato” in contesti quotidiani, rendendo la minaccia onnipresente.

La cosa più spaventosa non è quello che vedi nel buio, ma la consapevolezza che, una volta che sai della sua esistenza, lui sa della tua.

Sesuji

Sesuji è considerato una delle voci più originali dell’horror contemporaneo giapponese. Maestro del terrore narrativo, ha rivoluzionato il genere utilizzando la tecnica del mockumentary, abbattendo i confini tra finzione e realtà e immergendo i lettori in un incubo vivido e plausibile. Le sue storie di fantasmi, pubblicate online, hanno superato i 14 milioni di visualizzazioni, diventando virali sui social. Da queste storie è nato il suo romanzo d’esordio, Non cercate in questo luogo, che ha venduto oltre 850.000 copie in Giappone, conquistando il primo posto in classifica e diventando sia un manga che un film campione d’incassi.

La scelta stilistica di Sesuji è radicale e coraggiosa: l’uso costante di iniziali per i nomi (il signor A., la piccola K.) e di simboli per i luoghi (●●●●●) serve a creare l’effetto di un “documento secretato”.

Tuttavia, bisogna ammettere che questa scelta rende la lettura ostica. Se da un lato aumenta il realismo, dall’altro crea un distacco emotivo. Il lettore deve fare uno sforzo cognitivo supplementare per ricostruire i legami tra i vari frammenti, col rischio di compromettere eccessivamente l’immedesimazione.

È un espediente che richiede pazienza: chi cerca una narrazione fluida potrebbe trovarlo irritante, mentre chi ama l’approccio investigativo lo considererà un valore aggiunto.

Non cercate in questo luogo è dunque un’opera che cavalca perfettamente l’onda dell’horror contemporaneo digitale. È il libro ideale per chi ama le leggende metropolitane e il mistero “found footage”.

Nonostante una trama che non brilla per originalità assoluta e una forma che mette a dura prova l’attenzione del lettore, riesce a lasciare un dubbio atroce, riassunto perfettamente dall’avvertimento finale dell’autore:

Ora che avete letto tutto, siete diventati parte della storia anche voi. Buona fortuna.

Salottometro:

3,5

Link d’acquisto

Cartaceo
Ebook

,

Scopri di più da SALOTTO GIALLO

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere