L’ultimo turno di Chris Pavone

L'ultimo turno Salotto Giallo

Recensione di Barbara Terenghi Zoia

TRAMA

Chicky Diaz è il portiere più amato del Bohemia, il palazzo più prestigioso dell’Upper West Side, dimora di celebrità, finanzieri e dell’élite culturale di New York. Nel suo lussuoso attico, l’appartamento 11C-D, Emily Longworth ha tutto quello che ha sempre desiderato. Peccato che odi profondamente suo marito, che detestava in silenzio già prima delle recenti rivelazioni sull’origine della sua immensa ricchezza.

Ma il contratto prematrimoniale è inattaccabile e lei non ha ancora trovato la forza di lasciarlo. Al piano inferiore, nell’appartamento 2A, Julian Sonnenberg – critico d’arte di successo e uomo che ha vissuto per cinquant’anni una vita piena e cosmopolita – riceve una telefonata devastante. Una notizia che non fa che confermare la sua sensazione: quella di essere ormai irrimediabilmente out. Intanto, nei sotterranei del Bohemia, il personale del palazzo – quasi tutto afroamericano e ispanico – segue con inquietudine le notizie in tv: a pochi isolati di distanza, un nero è stato ucciso dalla polizia.

La città sta esplodendo in proteste, scontri, violenze. Mentre si prepara per il suo turno serale, Chicky infrange una regola sacra del mestiere: stasera porterà con sé una pistola. Perché lui sa che, proprio davanti all’ingresso sontuoso e all’apparenza inespugnabile del palazzo, si sta giocando qualcosa di più grande.

Stanotte, nemici si scontreranno, lealtà verranno messe alla prova, segreti svelati – e vite spezzate. In un affresco inedito e feroce della New York di oggi, Chris Pavone scrive un giallo perfetto per i nostri tempi, dove suspense, critica sociale e ritmo narrativo si fondono senza soluzione di continuità.

L’ultimo turno racconta la vita, i segreti e i retroscena degli abitanti del palazzo più prestigioso di New York, il Bohemia.

Chris Pavone utilizza la figura del portiere, che lavora lì da ventotto anni, Chicky Diaz, come filo conduttore della storia:

per i residenti, visitatori ed ospiti, la definizione di portiere è Chicky Diaz con la sua uniforme immacolata e il suo cappello a campana

Figura apparentemente invisibile ma centrale, il portiere è considerato alla stessa stregua del concierge di un hotel: deve sapere tutto ed essere pronto a qualsiasi evenienza. Il suo ruolo consente a Chicky di raccogliere informazioni e custodire i segreti di chi entra nel Bohemia.

Anche quando viene snobbato da chi si aspetta solo di essere servito, lui osserva tutto e riempie le lunghe ore, soprattutto durante il turno di notte, riflettendo su ciò che vede.

Il turno di notte ricordava a Chicky la Penisola arabica, in un senso specifico: giri di pattuglia di una noia mortale, in cui non succede nulla per ore e giorni e settimane. Ma poi, all’improvviso, succede qualcosa. E si tratta sempre di qualcosa di enorme.

Il romanzo è ambientato interamente a Manhattan, luoghi che Pavone dimostra di conoscere bene, così come conosce le dinamiche delle relazioni umane, le lotte di potere e i comportamenti delle persone quando si sentono intrappolate.

È un noir dal ritmo narrativo solido, con personaggi ben distinti e riconoscibili. Pavone intreccia tematiche attuali e complesse: razza e privilegio, classismo, cattiva condotta della polizia, dinamiche tra banche alimentari e mense dei poveri, fino alla vendita di armi e alle proteste pubbliche.

Il tutto senza ricorrere a espedienti forzati o soluzioni narrative facili, come fughe improbabili o eccessi artificiosi.

Tra i residenti spicca Emily Longworth, il cui matrimonio con Whit è poco più di una facciata: una vita da madre e moglie perfetta che nasconde sofferenze quotidiane, osservate con attenzione da Chicky. Accanto a lei, Julian Sonnenberg, comproprietario di una galleria d’arte, rappresenta un comprimario significativo.

Chris Pavone

Cresciuto a Brooklyn, si è laureato alla Cornell University e ha lavorato per quasi vent’anni come ghostwriter e come editor. Insieme alla sua famiglia, è tornato recentemente a vivere a New York, dopo un breve periodo trascorso nella Città di Lussemburgo. È proprio nei caffè della piccola capitale europea che ha iniziato a scrivere “Gli infedeli” (Piemme, 2013), il suo primo romanzo, bestseller negli Stati Uniti.Nel 2026 esce per Feltrinelli L’ultimo turno, considerato uno dei migliori gialli dell’anno per il New York Times

Pavone riesce a passare con naturalezza da un personaggio all’altro, dando a ciascuno una voce distinta e costruendo un intreccio capace di coinvolgere. Anche le figure secondarie risultano credibili, inserite in un contesto sociale e politico realistico, arricchito da una sottile vena satirica.

I flashback, ben dosati, contribuiscono a delineare la complessità dei personaggi e accompagnano una riflessione su lussuria, avidità e sul “dio denaro”, che tuttavia non riesce a comprare tutto.

L’ultimo turno è un noir coinvolgente che invita a riflettere su un sistema fondato su potere e ipocrisia, portando alla luce ciò che spesso si preferisce ignorare: disuguaglianze sempre più evidenti.

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