Recensione di Emanuela Ferrara

Rubrica a cura di Claudia Pieri
TRAMA
«Mamma mi aveva avvertito, scordati gli amici, scordati i viaggi, il mondo inizia e finisce a Triscina, noi abbiamo un compito, occuparci della cosa nel bagno». Niccolò Ammaniti scrive il suo romanzo d’amore più pauroso, scavando nei desideri nascosti di un adolescente, Nilo Vasciaveo, che con la sua famiglia custodisce un segreto antico e letale. In uno sperduto borgo della Sicilia, una striscia di case gettate alla rinfusa su una grande spiaggia, vive la famiglia Vasciaveo.
Il tredicenne Nilo, la madre Agata e la zia Rosi. Ufficialmente si occupano di lavorare e rivendere marmo, ma è solo una copertura. I Vasciaveo sono da secoli, anzi da millenni, i custodi di qualcosa di indicibile. L’arrivo in paese di Arianna – giovane donna bella e alla deriva – e della figlia Saskia rompe gli equilibri che tengono in piedi le loro esistenze. Essere custodi della cosa nel bagno equivale anche a esserne prigionieri. Un sacrificio che Nilo, dopo aver conosciuto l’amore, non potrà più sopportare.
Il passato e il presente. La storia e la modernità. I grandi classici della mitologia e le dirette su OnlyFans.
Il custode di Niccolò Ammaniti è una favola moderna in cui perdersi per ritrovarsi.
È la favola della Sicilia e delle sue leggi. Del mare, dell’incuria, della bellezza e della morte. È un romanzo che puoi comprendere solo se ti connetti a esso.
Il custode è la storia d’amore più contorta e affascinante degli ultimi tempi o di sempre. È un libro piccolo, poche le pagine che lo compongono, ma che non puoi leggere tutto d’un fiato. Ne Il custode ci devi entrare in punta di piedi (o di sandali). Non puoi pretendere di comprenderne la sua profondità se lo affronti con leggerezza.

Niccolò Ammaniti
Niccolò Ammaniti (Roma, 25 settembre 1966) è uno scrittore, regista e sceneggiatore italiano, vincitore del premio Strega nel 2007 per Come Dio comanda.
Niccolò Ammaniti parla di amore, e no, non in maniera banale. In maniera profonda.
L’amore che sfida le leggi della logica, del presente e del passato. L’amore vero. Il sentimento che muove l’universo e che nell’universo si espande.
Tutto, dal primo respiro all’ultimo, dai pensieri più stupidi alle scelte di una vita, è ritmato dai battiti del cuore.
In questo caso dal cuore di Nilo, il tredicenne custode di un segreto antico quanto il mondo.
Vorresti si parlasse di gioia e passione ma non bisogna fidarsi della felicità: come lo zucchero caramellato, esiste per essere spezzata. Ed è nel perfetto silenzio di casa di Nilo che riconosci la penna di Ammaniti.
Un grido straziante che non ha bisogno di urlare.
Come lui stesso scrive
non eccelli nel meglio e non ti distingui nel peggio
non ha dato vita a un saggio impegnato. Il custode è un libro che alcuni hanno osato definire frivolo, quelli che forse l’amore non lo conoscono o riconoscono.
Il mio codardo compagno d’avventura, il cuore, mi marciava nel petto.
Gli intrighi della famiglia Vasciaveo, l’adolescenza, la mafia, l’alienazione, i social network, Medusa.
Ne Il custode c’è tanto, bisogna solo avere la sensibilità giusta per lasciarsi pietrificare dal racconto di Nilo.
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