Per i Bastardi di Pizzofalcone
Recensione di Barbara Terenghi Zoia
TRAMA
È una calda notte di luglio quando in via Egiziaca a Pizzofalcone un’automobile investe Francesco Cascetta e scompare. Nessuno ha visto niente, non ci sono telecamere che aiutino a capire cosa è successo. Un’anziana insonne ha sentito un tonfo, si è affacciata al balcone e ha notato il corpo, tutto qui. È un mistero anche il motivo per cui l’uomo – noto medico patologo – si trovasse in quella zona a un’ora tanto tarda.
Ma è subito chiaro che a uccidere Cascetta non è stato un pirata della strada: qualcuno lo voleva morto. Scoprire il colpevole sarà compito dei Bastardi, la più sgangherata e abile squadra di poliziotti della città. Le pressioni, al solito, non mancano. Se da un lato il loro lavoro è sempre sotto esame da parte dei superiori, dall’altro la loro vita privata non smette mai di complicarsi.
Figli è il nuovo romanzo dei Bastardi di Pizzofalcone, chiamati a indagare su un incidente stradale che si rivela presto essere, in realtà, un omicidio.
Maurizio de Giovanni utilizza questo delitto come filo conduttore per raccontare una gamma variegata di vicende umane: solitudini, segreti e fragilità che attraversano i protagonisti.
Odiare, amare, ricordare: alla fine della fiera, nel pieno della notte erano lì da soli ad aspettare l’alba che non arrivava.
Figli è un viaggio emotivo, intenso, raccontato attraverso gli occhi dei veri protagonisti: i Bastardi di Pizzofalcone e il loro rapporto imperfetto, disordinato e a tratti contraddittorio, tra di loro e con le rispettive famiglie.
Sono pagine che restituiscono profondità e umanità a questo gruppo di uomini e donne che, nonostante vite personali complesse, cercano di fare del loro meglio sul piano professionale, anche quando le decisioni si intrecciano inevitabilmente.
De Giovanni sublima il racconto giallo e lo porta a un altro livello, mescolando vita privata e indagine senza mai perdere di vista l’umanità dei protagonisti, con tutte le loro imperfezioni.
Non siamo perfetti, lo so bene io per primo. A volte basta infondere un po’ di fiducia, dare una casa a chi si sente escluso, ed ecco che se uno è un buon poliziotto, le capacità emergono.
Figli sono quelli attesi e desiderati, che quando arrivano sembrano una benedizione, ma anche quelli non voluti, capitati all’improvviso, eppure accolti e amati quanto, se non più, dei figli procreati.
Figli che non ascoltano i genitori, perché è giusto che sia così; che devono fare la propria vita, le proprie scelte, davanti alle quali un genitore può solo osservare, consapevole che ogni intervento sarebbe inutile, anche quando basterebbe un consiglio per evitare sofferenze e solitudini.
Pene necessarie, forse, per crescere. Pene che accompagnano una fase della vita da cui è difficile staccarsi, come da una coperta che protegge da un mondo ancora sconosciuto.
Figli che non sono solo pezzi di cuore, ma il cuore intero. Figli con necessità speciali o talenti straordinari, figli amati o ignorati, a cui comunque si lascia una parte di sé, quella che verrà ricordata.
Eppure, prima di essere genitori, si è stati figli: con genitori speciali, brillanti, raccontastorie, accattivanti, oppure anaffettivi e prepotenti. I figli non possono scegliere i genitori, così come i genitori non possono scegliere i figli.
Ed è proprio questo intreccio tra indagine e dimensione personale, tra ricerca della verità e scoperta dei dettagli più intimi dei protagonisti, che porta il lettore a rallentare, ad assaporare ogni pagina senza la fretta di arrivare alla soluzione. Una verità che, quando emerge, colpisce inevitabilmente.
E allora diventa necessario fermarsi, riflettere, ascoltare quei silenzi che, in fondo, pesano più di mille parole.
I figli, diciamocelo, sono un guaio. Perché quando ti arrivano tra capo e collo non ne puoi prevedere il carattere, la maniera di agire, l’istinto. Puoi educarli, certo, puoi perfino illuderti di esserci riuscito. Ma loro ti stupiranno. Perché i figli fanno sempre come gli pare.

Maurizio De Giovanni
Maurizio de Giovanni è uno scrittore, sceneggiatore e drammaturgo italiano. È celebre soprattutto per il personaggio del Commissario Ricciardi, per i bastardi di Pizzofalcone, e per Mina Settembre, protagonisti di molte sue opere da cui sono state tratte serie televisive di successo.
Nel 2007 Fandango pubblica Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi, la prima opera ispirata alle quattro stagioni e che dà il via alle indagini del commissario, cui seguono nel 2008 La condanna del sangue. La primavera del commissario Ricciardi, nel 2009 Il posto di ognuno. L’estate del commissario Ricciardi e nel 2010 Il giorno dei morti. L’autunno del commissario Ricciardi. Dal 2011 la saga viene continuata e pubblicata da Einaudi. Le vicende di Ricciardi diventeranno una serie televisiva Rai con Lino Guanciale nei panni del commissario.
Al centro dei romanzi di De Giovanni troviamo sempre Napoli. Dal 2013, sempre per Einaudi, inaugura la serie dei bastardi di Pizzofalcone, che segna il passaggio dal noir classico al police procedural.
Un racconto, quello di De Giovanni, costruito attraverso lo sguardo della squadra dei Bastardi di Pizzofalcone, che osservano i loro figli, speciali, particolari, fragili, sorprendenti, desiderati o inattesi, e si confrontano con scelte complesse, destinate a segnarli profondamente.
Perché, si sa, non c’è nulla che un genitore non farebbe per il proprio figlio.
Un ciclo che si chiude e si riapre, un cerchio fatto di vite che iniziano e finiscono, mentre questa squadra affiatata si trova costretta a prendere decisioni in nome dell’amore: per un partner, un amante, un coniuge, ma soprattutto per i figli.
Ma di grandi amori non ne esistono tanti. Anzi, ce n’è appunto uno solo per ognuno. Può trattasi di un amico, un’amica, un mestiere, un cane, un gatto. Può essere qualsiasi persona o creatura o cosa o idea, ciò che importa è la spinta a vivere che fornisce…
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