Casa dolce casa di Nedra Tyre

Casa dolce casa Salotto Giallo

Recensione di Samuela Moro

TRAMA

In una sonnolenta cittadina americana, la timida signorina Allison realizza il sogno di una vita indipendente: una casetta tutta per sé, grazie ai soldi ereditati dalla zia di cui si era presa cura a lungo. Pronta ad assaporare la tanto agognata solitudine e libertà, vede ben presto andare in frantumi il suo sogno, quando bussa alla sua porta la signorina Withers, un’intrusa ostinata e manipolatrice, che si insinua come un parassita nella sua esistenza con una dolcezza velenosa e un controllo insidioso.

Quello che inizia come un cortese confronto domestico si trasforma in una battaglia di volontà passive-aggressive, dove ogni gesto quotidiano – dal passare il sale a tavola alle discussioni su spezie e routine – diventa arma letale. Nedra Tyre, maestra del giallo psicologico, tesse una suspense soffocante, che rivela abissi di disperazione e rancore sotto la patina delle buone maniere e in cui l’orrore non arriva dall’esterno, ma è seduto accanto nel salotto buono.

C’è un tipo di terrore che non arriva di notte, non brandisce armi e non ha bisogno di alzare la voce. Si siede sul divano, ringrazia per il tè e non se ne va più.

È questo il cuore oscuro di Casa dolce casa, romanzo del 1953 firmato da Nedra Tyre e oggi finalmente disponibile in Italia grazie a Le Assassine Vintage, in una traduzione che restituisce intatta la cupa eleganza dell’originale.

Martha Allison è una donna sola, discreta, che ha trascorso anni ad accudire zia e genitori anziani e malati aspettando, senza quasi ammetterlo a sé stessa, il momento di avere qualcosa di suo.

Quel momento arriva sotto forma di una casetta in stile Regency, con i camini giusti, le finestre al posto giusto e il vialetto alberato: una casa che ama con la “frenesia di una futura sposa”.

Ma il sogno di una vita indipendente dura pochissimo. Alla porta bussa la signorina Withers e da quel momento in poi tutto cambia.

La casa, che era stata estensione dell’identità della signorina Allison, si trasforma sotto i suoi occhi in territorio occupato.

Ciò che rende Casa dolce casa interessante non risiede tanto nella trama quanto nel modo in cui Tyre costruisce la tensione: senza inseguimenti, senza azione o colpi di scena, e quasi sempre entro le quattro mura domestiche.

Proprio per questo il romanzo può essere letto anche come un sorprendente precursore di quello che oggi chiamiamo domestic thriller, dove il pericolo nasce nello spazio più familiare e quotidiano: la casa.

Si inserisce tuttavia in quel filone che la critica anglosassone ha battezzato psychological suspense, e che negli anni Cinquanta vide protagoniste numerose autrici capaci di portare uno sguardo femminile inedito sul crimine e sulla psicologia. Tyre è tra le più sottovalutate di questa corrente, e questa riedizione è un’occasione preziosa per rimediare.

La suspense è interamente psicologica, generata dallo stillicidio quotidiano di un conflitto passivo-aggressivo tra due donne che si parlano con cortesia impeccabile mentre si distruggono a vicenda.

Nedra Tyre

Nedra Tyre è nata nel 1912 in Georgia ed è morta nel 1990 in Virginia. Laureatasi alla Emory University, nel-la vita ha svolto diversi lavori: assistente sociale, libra-ia, impiegata e copywriter pubblicitaria. Le sue prime storie risalgono agli anni Quaranta del secolo scorso.

Nel 1952 pubblica il suo primo romanzo giallo, seguito da altri cinque, ma poi preferisce ritornare ai racconti che pubblica su riviste come Ellery Queen’s and Alfred Hitchcock’s Mystery Magazines.

Nedra Tyre è abilissima nel descrivere la progressiva erosione psicologica della protagonista.

Da una “paralizzante mancanza di speranza” all’ossessione, fino all’ira: è un percorso a spirale che la scrittrice segue con precisione clinica, e che tocca vertici di autentica inquietudine quando la signorina Allison comincia a perdere i contorni della realtà, scivolando verso una forma di delirio lucido e disperato.

Più tenta di liberarsi dell’intrusa, più si ritrova invischiata in una trappola di sua stessa costruzione, incapace di agire, incapace di cedere, sospesa in un limbo che assomiglia sempre più alla follia. È proprio in questa discesa che il romanzo rivela la sua natura più autentica: un giallo lontano dalla sua forma più tradizionale, che diventa uno studio impietoso su come la mente umana possa sgretolarsi sotto una pressione che il mondo esterno fatica persino a riconoscere.

Casa dolce casa si legge con la sensazione crescente e sgradevole di assistere a qualcosa di inevitabile.

Tyre dimostra una padronanza rara nell’arte della tensione silenziosa costruita con lentezza.

Un libro che colpisce soprattutto per la sua atmosfera, densa e soffocante come l’aria di una stanza troppo a lungo chiusa.

Una chicca letteraria che meritava di essere ritrovata.

Salottometro:

4
Casa dolce casa Salotto Giallo

Link d’acquisto

Cartaceo

,

Scopri di più da SALOTTO GIALLO

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere