Uomini a pezzi di Alessandro Bongiorni

Uomini a pezzi Salotto Giallo

Recensione di Sharon Lattanzi

TRAMA

Il vicecommissario Rudi Carrera ha perso tutto: la compagna, il suo più caro amico e tante anime fragili che lui non ha saputo proteggere. L’ultima, in ordine di tempo, è un’informatrice di nome Teresa, una ragazza madre con un passato di droga e il sogno di diventare musicista, stroncata da un’overdose proprio la notte in cui Carrera era troppo distratto per rispondere alla sua richiesta di aiuto.

Distrutto dal senso di colpa, Rudi si getta anima e corpo nel mondo ambiguo della scena trapper, che Teresa stava spiando per lui, ma presto le indagini si trasformano in qualcos’altro: nel cimitero di Lambrate, periferia di Milano, viene ritrovato il cadavere di un giovane immigrato, probabilmente clandestino, e l’autopsia rivela che prima di morire gli sono stati espiantati i reni e il fegato con una tecnica da chirurgo professionista.

In un universo costellato di personaggi sull’orlo del baratro, dove la giustizia, la violenza e l’etica assumono contorni sfocati, Rudi cerca la verità, rendendosi presto conto di essere inciampato in un angolo buio del mondo: quello di chi, per disperazione, per sopravvivere alle lunghe liste d’attesa, è disposto anche a comprare organi al mercato nero…

Figlio adottivo di Don Winslow e James Ellroy, Alessandro Bongiorni confeziona un noir dal ritmo sfrenato e carico di un’umanità dolente che racconta senza sconti i peccati più indicibili della nostra società.

Uomini a pezzi di Alessandro Bongiorni è un noir crudo, capace di scavare nelle profondità dell’animo umano.

Attraverso uno stile diretto, tagliente e a tratti volutamente volgare, Alessandro Bongiorni torna in libreria insieme al suo commissario, Rudi Carrera. Il protagonista di Uomini a pezzi è tutto fuorché integro.

Carrera è un uomo danneggiato, in frantumi, che non sa come ricomporre la propria vita; un uomo che ha perso tutto ciò che avrebbe potuto salvarlo da un oblio senza fine. Un’anima oscura in cerca di luce. Il suo è un destino ostile, che sembra fare di tutto per affondarlo.

La caratterizzazione di Rudi Carrera è profonda: il lettore riesce a sentire e quasi a vivere in prima persona ciò che lo affligge.

In un noir trovare un personaggio così stratificato non è scontato, perché spesso ci si aspetta che l’investigazione occupi l’intero primo piano. Bongiorni riesce invece a bilanciare la trama principale — con l’indagine che ne deriva — e la costruzione psicologica non solo del protagonista, ma anche dei personaggi secondari, senza che questa scelta appesantisca la lettura.

A fare da sfondo alla nuova indagine c’è una Milano malata, attraversata da corruzione, traffici illegali e scelte sbagliate.

La trama è lineare, si sviluppa gradualmente e mette sul tavolo scenari molteplici. Uomini a pezzi colpisce per la varietà degli eventi che si intrecciano e per i personaggi che l’autore muove, ognuno con la propria parte oscura da svelare, ognuno con la propria anima a pezzi.

È un giallo sopra le righe, uno di quelli che portano alla luce temi reali e attuali: prostituzione, traffico di organi, droga, dipendenze.

Alessandro Bongiorni

Alessandro Bongiorni è nato a Milano. È giornalista pubblicista. È autore di tre romanzi con protagonista Rudi Carrera – La sentenza della polvere (Piemme, 2014, il Giallo Mondadori, 2025), Niente è mai acqua passata (Frassinelli, 2016, vincitore del premio Zocca Giovani), Favola per rinnegati (il Giallo Mondadori, 2023) -, e di Strani eroi (Frassinelli, 2018, vincitore premio Giovani Autori Comitato Claudio De Albertis). Ha inoltre lavorato come ghostwriter per diversi libri di fiction e non fiction.

Come già accennato, lo stile di Alessandro Bongiorni è asciutto, rapido e talvolta volutamente volgare, specchio della realtà contemporanea. Non ci sono dialoghi ricercati o costruiti con parole eleganti, ma un linguaggio diretto che trasmette al lettore una forte sensazione di autenticità e, a tratti, di disagio. Una scelta che funziona, perché permette di sentirsi immersi nelle conversazioni e nelle vicende narrate. Alessandro Bongiorni è, in questo senso, un Irvine Welsh italiano.

Durante la lettura si avverte la sensazione amara che al peggio non ci sia mai fine.

È una discesa verso l’inferno da cui sembra difficile riemergere. Tutti, nessuno escluso, hanno scheletri nell’armadio e, pagina dopo pagina, tutto riaffiora come un torrente in piena. Ma la domanda che resta sospesa nella mente del lettore è una sola: cosa siamo disposti a fare pur di salvarci la vita?

In definitiva, questo è un libro da leggere. Un noir dalle tinte forti, pronto a colpire, con un protagonista fuori dagli schemi che difficilmente si dimentica.

Salottometro:

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Uomini a pezzi Salotto Giallo

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