Recensione di Barbara Terenghi Zoia
TRAMA
Ottobre 1970. Il vicecommissario Lorenzo Muraro, poliziotto in profonda crisi personale, trasferito da poco alla Mobile di Genova dopo un increscioso episodio accaduto durante la rivolta di Reggio Calabria, sotto una pioggia torrenziale accorre sul luogo del ritrovamento di un cadavere, vicino al torrente Bisagno. Un cadavere strano, dice la segnalazione. Incidente o delitto?
Nella morte di Antonio Caligari molti dettagli non tornano, ma di lì a poco la scena del crimine e tutta Genova finiscono sommerse da una delle alluvioni più violente della storia cittadina. Riannodare i fili non è facile. Le domande senza risposta sono tante: perché i Servizi s’interessano a quella morte, che in molti vorrebbero archiviata in fretta? Chi era Antonio Caligari? La sua morte è legata al turbolento passato degli anni di guerra o alle torbide frequentazioni del presente?
Tra «angeli del fango» e vedove ambigue, imprenditori spregiudicati e reduci agguerriti, in una Genova stremata l’inchiesta si muove tra segreti inconfessabili e insidiose trame politiche, nei giorni caldi della «strategia della tensione». Fino alla svolta decisiva. Che per Muraro potrebbe diventare mortale. Un noir incalzante, ambientato in uno dei periodi più oscuri della storia repubblicana. In cui niente è come sembra a una prima occhiata.
“Genova la Superba”, come fu battezzata dal Petrarca, è affogata dall’acqua.
A causa di piogge eccezionali che hanno fatto esondare i torrenti, la scena del crimine è sommersa da strati di acqua e fango, così come il resto della città.
Nel mezzo di questo disastro, il nuovo vicecommissario Muraro, appena trasferito dalla Calabria, deve risolvere l’omicidio di Antonio Caligari basandosi esclusivamente sul passato della vittima e sulle sue frequentazioni.
In questo noir ci si trova immersi in una Genova che respira e si sgretola sotto l’acqua battente e sotto il peso dei segreti che custodisce.
Nell’aria stagna una nebbia giallastra che appesantisce il respiro e rende tutti simili a spettri. E’ come se avessero tolto agli edifici le interiora e restassero gusci vuoti, scheletri di cemento.
L’alluvione diventa una sorta di specchio emotivo del protagonista: un uomo diviso tra le colpe del passato e un senso di inadeguatezza che lo rende profondamente umano, prima ancora che un poliziotto determinato a scoprire la verità.
La morte di Antonio Caligari è il punto di partenza di un’indagine che si complica a ogni passo e si intorbida come le acque sporche: più Muraro cerca di fare luce sull’omicidio, più emergono ombre, omissioni e silenzi.
E mentre la città affonda, anche le certezze del protagonista si dissolvono, lasciando spazio a una tensione morale che accompagna il lettore per tutto il romanzo.

Daniele Cambiaso
Daniele Cambiaso, nato a Lavagna (GE) il 14 giugno 1969, insegnante, è autore di racconti e romanzi, scritti anche a quattro mani. Tra questi ricordiamo, in particolare, i romanzi Ombre sul Rex (Fratelli Frilli Editori, 2008); Off Limits (21 Editore, 2015); L’ombra del destino (Rusconi, 2010) scritto con Ettore Maggi; La logica del burattinaio (Edizioni della Goccia, 2016); Nora, una donna (Edizioni Eclissi, 2017), il romanzo per ragazzi Lara e il diario nascosto (Fratelli Frilli Editori, 2018), Le apparizioni pericolose (Golem, 2021) scritti con Rino Casazza. A distanza ravvicinata (Fratelli Frilli Editori, 2020) è il loro primo romanzo a quattro mani, disponibile anche in audiolibro (Saga Egmont Italia, 2023), seguito da Genova, scelte di sangue (Fratelli Frilli Editori, 2022) ed Eredità nera (Fratelli Frilli Editori, 2024).
Daniele Cambiaso compie un lavoro di ricostruzione eccellente di un periodo storico doloroso, quello della strategia della tensione.
La sua forza sta nel riuscire a far percepire la vulnerabilità dei personaggi, senza mai edulcorarla.
In Svolta mortale tutti i personaggi — principali, secondari, persino quelli appena citati — portano con sé una parte di “fango”, una coscienza sporca.
La fine della Seconda guerra mondiale non è così lontana nel 1970 e sono ancora numerosi i simpatizzanti del regime fascista riusciti a sfuggire alla resa dei conti.
La strategia del terrore è in atto e le Brigate Rosse stanno muovendo i primi passi: il clima politico è tutt’altro che tranquillo e la tensione che serpeggia tra la gente comune mette tutti in uno stato di costante agitazione.
In un contesto simile diventa difficile esprimere liberamente la propria opinione e ancora più complicato fidarsi di amici, conoscenti, perfino dei propri familiari.
Il vicecommissario Muraro lo impara sulla propria pelle, ma prosegue comunque le indagini, che diventano via via sempre più pericolose. Viene spontaneo paragonarle a una palude di sabbie mobili: più si avanza, più si rischia di essere trascinati verso il fondo.
Svolta mortale è, prima di tutto, la storia di un uomo in cerca di riscatto, mentre il mondo attorno a lui crolla.
Perché, a volte, la verità può essere più pericolosa di un nemico e, alla fine, sembra che alcune verità non salvino, ma condannino.
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