Recensione di Cristina Casareggio
TRAMA
Anno Domini 1130, giorno di Natale. Sotto le volte dorate della cattedrale di Palermo, il granconte Ruggero II di Altavilla viene incoronato re di Sicilia dall’antipapa Anacleto II. Presente alla cerimonia, tra i vari signori normanni e longobardi del Meridione, c’è anche Folco di Évreux. È proprio in questo contesto che il giovane Ferracutus apprende una notizia sconcertante: se vorrà che sua moglie Altruda e suo figlio appena nato vengano liberati dal principe di Bari, che li tiene in ostaggio, dovrà assassinare il monarca.
Animato tuttavia da ben altri propositi, Folco tenterà di diventare padrone del proprio destino mentre i complotti del suocero, il barone Galgano Drengot, metteranno a dura prova la vita di sua madre e di sua sorella. Senza escludere nemmeno il fratellino Abelardo, che ancora in tenera età verrà allontanato dal castello di Sagitta per essere educato alla vita monastica. Ma nubi assai più cupe si profilano all’orizzonte. La guerra di Ruggero II di Altavilla contro il Meridione ribelle incombe. Un’autentica marcia di conquista alla quale Folco non potrà sottrarsi, pur trovandosi con il cuore spezzato in due.
Una metà, infatti, arde per l’amore tormentato nei confronti di sua moglie Altruda; l’altra metà, per una giovane sconosciuta che Folco incontrerà proprio a Palermo. Nel frattempo, approfittando dell’inasprirsi del contrasto tra i Ferracutus e i Drengot, nel castello di Sagitta inizia a uscire dall’ombra una figura del tutto inaspettata. Un uomo deforme dal temperamento sinistro. Il discendente di Galgano da tutti creduto morto.
Marcello Simoni, pluripremiato autore di thriller storici, propone il secondo volume de La saga della dinastia perduta.
Dopo La torre segreta delle aquile arriva nelle librerie L’eredità dei gattopardi.
Grazie a un capitolo introduttivo che riassume le vicende e i personaggi del primo volume, questo secondo libro può essere letto anche come romanzo autonomo. Tuttavia, la tensione costruita dall’autore e lo sviluppo degli eventi invogliano il lettore a recuperare il capitolo precedente e ad attendere con curiosità quello conclusivo.
La vicenda prende avvio nella notte di Natale del 1130, con l’incoronazione dell’autoproclamato re Ruggero II di Altavilla. Il protagonista del romanzo, Folco Ferracutus, giovane cavaliere normanno, entra subito in scena: per salvare la moglie Altruda e il figlio, rapiti – pare – dal principe di Bari, deve uccidere il neoproclamato sovrano.
Mi rifiuto di credere che l’unico modo per recuperare Altruda sia arrecare la morte al nostro re.
Folco è un protagonista giovane, forte e impavido, che sceglie di vivere a contatto con il popolo, in una casa modesta, piuttosto che nel palazzo del suocero, signore dell’isola di Sagitta.
È un cavaliere normanno che sa muoversi nei campi di battaglia ed è disposto a tutto pur di salvare e proteggere la propria famiglia.
Il giovane Ferracutus però aveva ereditato dal nonno paterno una scintilla di follia dei guerrieri vichinghi. Inoltre ardeva dentro di lui il desiderio di svincolarsi dall’odioso obbligo di obbedienza nei confronti del suocero, così da diventare finalmente padrone di sé stesso.
Quello che Folco si trova ad affrontare è un mondo difficile, fatto di intrighi, sete di potere, menzogne e sotterfugi. La Sicilia normanna raccontata da Simoni è un luogo oscuro, attraversato da continue macchinazioni politiche. Alleanze segrete tra casate, improvvisi cambi di fronte e faide familiari costellano il racconto, creando una tensione costante pagina dopo pagina. La bellezza dei luoghi – fortificazioni imponenti, cattedrali e conventi – è descritta con minuzia, ma ogni spazio cela un segreto e un mistero.
Il castello, la cattedrale, e il palazzo del vescovo dominavano su una distesa di abitazioni a un unico piano edificate con pietra, tegole e mattoni, intorno alle quali si sviluppava una cerchia solida di mura.
Quelle mura racchiudono complotti e segreti, intrighi in cui Folco viene coinvolto e che deve cercare di districare per salvare sé stesso e la propria famiglia.

Marcello Simoni
È nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, suo romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. Ha vinto inoltre il premio Stampa Ferrara, il premio Salgari, il premio Ilcorsaronero e il premio Jean Coste.
La saga che narra le avventure di Ignazio da Toledo ha consacrato Marcello Simoni come autore culto di thriller storici: i diritti di traduzione sono stati acquistati in venti Paesi.
Con la Newton Compton ha pubblicato numerosi bestseller, tra cui La taverna degli assassini, Il teatro dei delitti, la trilogia Codice Millenarius Saga, la Secretum Saga, La torre segreta delle aquile e L’eredità dei gattopardi vendendo due milioni di copie.
In un mondo così oscuro e spietato, Simoni dà spazio a figure femminili forti e determinate, avvolte da un misticismo legato ad antichi riti portati avanti di nascosto e tramandati gelosamente di madre in figlia.
Donne che, pur di amare e di avere un ruolo nella propria vita, rinunciano alla posizione sociale fino a diventare quasi invisibili.
Ampio spazio è riservato anche alla cultura che, seppure relegata all’epoca ai monasteri, emerge attraverso il lavoro degli amanuensi. Questi vengono inseriti nel contesto della creazione di biblioteche destinate a tramandare gesta e sapere alle generazioni future e, in alcuni casi, sono addirittura inviati sui campi di battaglia per annotare gli eventi.
il mio proposito – aveva dichiarato- è prender nota degli avvenimenti di cui sono testimone, così da poter comporre in futuro una chanson de geste. O ancor meglio, una cronaca! Una grande historia del regno di Sicilia!.
Ne risulta un thriller storico in cui la solida caratterizzazione dei personaggi e il rigore della ricostruzione storica danno vita a una trama avvincente e credibile.
Luoghi affascinanti, sete di sapere e brama di potere rendono la lettura estremamente coinvolgente, lasciando il lettore in attesa del prossimo capitolo.
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