Recensione di Barbara Terenghi Zoia
TRAMA
Nel cuore fangoso delle Fens, nell’Inghilterra orientale, una ragazza adolescente vaga confusa nel buio, fradicia di pioggia e terrore. Dice di essere stata drogata a una festa e che la sua amica Emily è stata rapita. Ma chi è Emily? Nessuno sembra conoscerla. Nessuno l’ha vista. Poco lontano, su una spiaggia deserta, riaffiora il cadavere di un’altra giovane donna. In quella stessa terra di campi e paludi, dieci anni prima, una bambina era sparita nel nulla. Un caso mai risolto, che ancora oggi ossessiona sua madre.
Per l’ispettore Rowan Jackman e la sergente Marie Evans, questa non è un’indagine qualunque. È una corsa contro il tempo. Le vittime si moltiplicano. Gli indizi si confondono. E dietro la calma apparente delle Fens si cela un abisso di segreti: un club clandestino, uomini che adescano adolescenti e un ex ospedale, il Windrush, che nasconde segreti da incubo. Un thriller che ti trascina in un vortice di misteri, inganni e colpi di scena.
Quattro verità sepolte è un thriller avvincente, con una trama complessa ma ben costruita, capace di sorprendere senza mai perdere credibilità.
Joy Ellis intreccia eventi inizialmente scollegati tra loro e, attraverso un labirinto di segreti, relazioni nascoste e trovate sorprendenti, conduce il lettore verso un finale intrigante.
Il fatto che il romanzo non abbia un protagonista unico, ma una pluralità di personaggi – persone comuni che il lettore potrebbe incontrare nella vita quotidiana – rende questo thriller corale più veritiero e realistico.
La scomparsa di alcune ragazze adolescenti, il ritrovamento di una di loro ma non dell’altra, festini improvvisati con maniaci che lucrano negli angoli più oscuri delle Fens costituiscono già, di per sé, una trama avvincente.
Se a tutto ciò si aggiungono superstizioni in cui credere quando la logica non basta a risolvere i problemi quotidiani, il mistero si infittisce e diventa ancora più intrigante.
Il ritmo della narrazione è serrato e l’ambientazione delle Fens – un tempo paludosa, cupa ma affascinante – diventa parte integrante, se non co-protagonista, conferendo al romanzo un forte senso di comunità.
Il modo in cui i personaggi si supportano reciprocamente e la collaborazione delle forze dell’ordine conferiscono a Quattro verità sepolte un taglio più umano e realistico, sostituendo il classico detective geniale che risolve tutto con lampi di intuizione.
La storia ha un colpevole, ma mostra anche un insieme di persone scorrette, predatori e narcisisti, creando un miscuglio che fa oscillare il thriller tra momenti di compassione, orrore improvviso e tensione psicologica sottile.
Oltre alla trama principale, il romanzo include una storia secondaria su una bambina scomparsa oltre dieci anni prima degli eventi narrati, sulla stessa spiaggia.
Questa aggiunta è interessante ma comprensibile solo nel finale: un vero peccato, perché sviluppata ulteriormente avrebbe potuto rendere il thriller ancora più intenso e aumentare il pathos.

Joy Ellis
Joy Ellis è una scrittrice inglese, nata nel Kent. Si dedica alla scrittura e vive nel Lincolnshire con la compagna Jacqueline, una ex poliziotta decorata che ha ispirato la protagonista dei suoi romanzi.
Dopo Dieci piccoli indizi e Il cadavere nella palude, La palude della morte è il terzo romanzo di una serie che ruota intorno alle indagini di Nikki Galena.
In conclusione, Quattro verità sepolte della Ellis è un thriller che non fa sconti: scava nelle pieghe dell’animo umano come nelle paludi delle Fens, riportando a galla ciò che molti preferirebbero ignorare.
Nonostante la sottotrama poco sviluppata, il romanzo colpisce per tensione e capacità di intrecciare vite comuni con destini orrendi.
È una storia che inquieta e commuove, indelebile perché, quando certe verità affiorano, non c’è modo di dimenticarle.
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