Le ceneri della Repubblica di Pino Casamassima

Le ceneri della Repubblica Salotto Giallo

Recensione di Emanuela Ferrara

TRAMA

San Michele di Gardone Riviera, 12 dicembre 2025. Due giovani – non visti – sentono casualmente parte di un dialogo fra due uomini, in cui si parla della lunga stagione del terrorismo e delle stragi, ma anche della longa manus dei servizi deviati. Il 2 novembre precedente, in occasione del 50° anniversario della sua uccisione, si era svolto a Salò un convegno su Pier Paolo Pasolini.

Al centro del dibattito, anche Petrolio, quel romanzo incompiuto che per qualcuno contiene il movente del suo omicidio. Fra il pubblico ci sono anche il giornalista Diego Acerbo – che sta scrivendo un libro sulla strategia della tensione – e Rodolfo Clarke, capitano della Guardia di Finanza in pensione, che aveva collaborato con il giudice Xavier Santiago della Procura di Brescia.

Con Clarke, Santiago aveva portato avanti un’indagine non autorizzata sulla strage di Bologna. Un’indagine che si era però allargata agli anni precedenti e successivi all’eccidio del 2 agosto 1980. In un intreccio che attraversa momenti salienti della nostra storia e sfuma i confini tra verità e apparenza, si muovono personaggi che non sono sempre quello che appaiono. Per convergere, in un gioco di rimandi e svelamenti, verso quel medesimo giorno – il 12 dicembre 2025 – da cui tutto aveva avuto inizio.

Con Le ceneri della Repubblica, Pino Casamassima torna a raccontare le zone d’ombra della storia italiana costruendo un romanzo che intreccia memoria, dossier, depistaggi e fantasmi pubblici e privati.

Il risultato è un’opera che si muove tra indagine civile e narrativa nera, capace di restituire al lettore un senso persistente di inquietudine: quello che rimane quando ci si accorge che, nel nostro Paese, la verità è spesso un territorio minato.

Fin dalle prime pagine il libro chiarisce il proprio intento: sollevare il sipario sulle trame invisibili che hanno attraversato decenni della nostra Repubblica.

La storia d’Italia è nascosta dietro un sipario. Un sipario che gli ingenui vorrebbero strappare…

E Casamassima, quel sipario, prova a sollevarlo con decisione. Il dispositivo narrativo – due ragazzi che intercettano un dialogo pieno di mezze verità e confessioni sospese – è semplice ma efficace. In quelle frasi catturate dal vento si condensano decenni di misteri italiani: stragi, servizi deviati, operazioni coperte, omissioni istituzionali.

La voce roca di un anziano diventa quasi la coscienza dolente di un Paese che non ha mai davvero fatto i conti con il proprio passato.

Gli archivi non sono il deposito della verità… La verità è un’altra cosa. È sempre più complessa…

Pino Casamassima

Pino Casamassima è giornalista professionista e autore. La sua carriera inizia nella seconda metà degli anni Settanta con i quotidiani Il Giornale di Brescia e Bresciaoggi.

Tiene regolarmente lectio in biblioteche e scuole sui diversi argomenti, spesso oggetto dei suoi libri. Con Il libro nero delle Brigate Rosse (Newton Compton) ha vinto il premio Minturno 2008; con Il Sangue dei rossi (Cairo), il premio Luigi Di Rosa 2011 ex aequo con Cuori neri (Sperling&Kupfer) di Luca Telese

Un’affermazione che suona come un avvertimento, ma anche come una dichiarazione di intenti dell’autore. Casamassima dosa documentazione storica e finzione narrativa: il risultato è un romanzo che non vuole riscrivere la storia, ma esplorarne le zone più irrisolte. E, nel farlo, invita il lettore a interrogarsi non solo sui fatti, ma sugli sguardi, sui silenzi e su tutte quelle connessioni che spesso si preferirebbe ignorare.

Se c’è un limite, è forse la densità dei riferimenti: il romanzo richiede attenzione e una certa familiarità con la storia italiana degli anni Settanta e Ottanta. Ma per chi ama la narrativa che scava dentro la memoria collettiva, Le ceneri della Repubblica è una lettura intensa, a tratti disturbante.

Un’opera che mescola romanzo storico, noir politico e riflessione civile senza mai perdere tensione. Un libro che chiede molto, ma restituisce altrettanto.

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AUTORE

Pino Casamassima è giornalista professionista e autore. La sua carriera inizia nella seconda metà degli anni Settanta con i quotidiani Il Giornale di Brescia e Bresciaoggi. Tiene regolarmente lectio in biblioteche e scuole sui diversi argomenti, spesso oggetto dei suoi libri. Con Il libro nero delle Brigate Rosse (Newton Compton) ha vinto il premio Minturno 2008; con Il Sangue dei rossi (Cairo), il premio Luigi Di Rosa 2011 ex aequo con Cuori neri (Sperling&Kupfer) di Luca Telese.

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