Recensione di Barbara Terenghi Zoia

A cura di Cristina Casareggio
TRAMA
1873. Mary non sa come sia arrivata su quella nave che da giorni solca un oceano freddo e grigio. Non sa nemmeno chi siano le persone che la circondano, come lei ignare di cosa stia accadendo. Una sola cosa è certa: in un momento di debolezza, Mary si è macchiata di una colpa gravissima. Un gesto sconsiderato di cui forse ora sta pagando il prezzo?
1998, Madrid. 7 isolati, 45 cestini, 9 strisce pedonali separano Marta dal suo luogo di lavoro, il Museo Sorolla. Marta conta sempre, conta tutto, un’ossessione che l’ha isolata dal mondo e che l’ha spinta a nascondere una delle porcellane in esposizione, perché diversa dalle altre. Ma qualcosa cambia quando Marta inizia a trovare messaggi cifrati nascosti nel museo. Chi è V., il misterioso mittente, e perché ha deciso di scriverle?
1998, Londra. Adela aveva una vita perfetta. Almeno finché non ha scoperto che il marito ha un’amante e tutto è crollato. Adesso la sua carriera di scrittrice è in crisi e ogni cosa intorno a lei sembra tradirla, perfino la vecchia foto scattata durante una visita al Museo Sorolla di Madrid, da cui Adela ha l’impressione che, a volte, una delle porcellane sparisca. Possibile che stia perdendo la ragione?
Mary, Marta e Adela non si conoscono, eppure c’è un filo sottile che lega le loro storie. Come isole alla deriva nello stesso mare, le loro vite si sfiorano e s’intrecciano in modi inattesi, rivelando connessioni invisibili e segreti sepolti nel tempo.
E sarà proprio grazie a queste connessioni che riusciranno a trovare la forza di prendere in mano la propria vita, di cercare nuove strade là dove sembrava ci fossero solo ostacoli, di intraprendere il cammino verso la felicità.
Con Come isole nel mare, Nuria Pérez debutta nella narrativa letteraria con un romanzo delicato e intriso di nostalgia, che segue la vita di tre donne — tre protagoniste — attraverso epoche diverse.
Tre storie, tre spazi fisici e temporali: dall’Inghilterra vittoriana al museo Sorolla di Madrid nel 1998, passando per la Londra di fine Novecento. È il racconto delle loro vite quotidiane, fatte di ostacoli, sensi di colpa e paure, e testimonia una profonda conoscenza della natura femminile.
Il libro si apre con una citazione dalla Divina Commedia di Dante:
«Per correr miglior acque alza le vele omai la navicella del mio ingegno che lascia dietro a sé mar sì crudele; e canterò di quel secondo regno dove l’umano spirito si purga e di salire al ciel diventa degno».
Oltre a questo omaggio alla letteratura italiana, il romanzo nasconde altri riferimenti per i lettori più attenti e cita anche la cultura gastronomica del nostro Paese: non a caso, il marito e la suocera di Adela sono di origine italiana.
Mary è la prima protagonista che incontriamo, la più lontana nel tempo. La sua storia si svolge a Londra nel 1873, anno dell’inaugurazione dell’Alexandra Palace, luogo simbolo di svago e cultura, conosciuto affettuosamente dagli inglesi come “Ally Pally”.
Mary si occupa del piccolo Thomas, ma sarà costretta, suo malgrado, a compiere un gesto riprovevole che la segnerà per sempre. Le conseguenze di quell’atto si estenderanno ben oltre la sua vita, intrecciandosi con quelle di Adela e Marta in un legame invisibile che attraversa i decenni.
Adela è forse il personaggio più complesso e affascinante. Vive a Londra nel 1998 ed è una scrittrice in crisi: il suo matrimonio è ormai alla deriva e la realtà intorno a lei inizia a incrinarsi, fino a farle dubitare della propria sanità mentale.
Una semplice fotografia di una tazza esposta al museo Sorolla di Madrid diventa il punto di svolta della sua storia.
Da quell’immagine partirà un percorso che la porterà a guardare la sua vita, la famiglia e il mondo con occhi nuovi.
Infine c’è Marta, che lavora proprio al museo Sorolla di Madrid. È affetta da discalculia e aritmomania: conta tutto ciò che la circonda — piastrelle, gradini, cd, cassette — in attesa che arrivi un numero palindromo.
In attesa che arrivi un numero palindromo, Marta si addentra, come ogni mattina, nell’universo offerto dalle gocce di vernice sui muri… sono le 8.08. Palindromo. Ora può alzarsi.
Tre donne: la giovane Mary, con il suo primo amore e il peso di una colpa che non l’abbandona; Adela, scrittrice di successo ma con la vita personale in frantumi; e Marta, prigioniera delle proprie ossessioni numeriche.
Le loro esistenze si intrecciano grazie al coraggio delle scelte che compiono — decisioni difficili, umane, quotidiane — da cui scaturiscono eventi e coincidenze che le uniscono oltre il tempo.

Nuria Pérez
Nuria Pérez è nata in Galizia e ha lavorato a lungo come direttrice creativa di agenzie pubblicitarie a Milano e a Londra.
Ha curato uno dei podcast in lingua spagnola più seguiti e apprezzati degli ultimi anni, Gabinete de curiosidades, che ha vinto il Premio Ondas nel 2022.
Già autrice di diversi saggi, Come isole nel mare è il suo primo romanzo.
Nuria Pérez si è ispirata per Come isole nel mare a un episodio storico poco conosciuto, che racconta nella postfazione:
«Tra il 1915 e il 1918 il governo britannico effettuò dei raid in tutto il paese per radunare i cittadini di origine tedesca: 17.000 furono rinchiusi all’Alexandra Palace. Alcuni vi trascorsero l’intera guerra, altri furono portati dal palazzo all’isola di Man, dove rimasero fino alla firma della pace».
Da questa ingiustizia dimenticata e dall’insuccesso londinese del pittore Joaquín Sorolla nasce un romanzo che intreccia le vicende di persone comuni con eventi storici realmente accaduti, offrendo al lettore una riflessione profonda sul destino, la memoria e la resilienza.
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