Recensione di Francesca Pica
TRAMA
Jack, l’ex marito di Faye, non c’è più e con lui se ne sono andati anche molti dei problemi che la tormentavano. Ma adesso la minaccia, se possibile ancora più molesta, arriva dall’unica persona al mondo realmente in grado di piegarla e di farle del male: suo padre. Ora che è fuggito dal carcere in cui stava scontando la sua pena, Faye è costretta ad affrontare le sue paure più profonde per fermarlo.
E non è la sola a rischiare la vita, perché con lei sono in pericolo tutte le persone a cui vuole bene, e perfino l’impero di Revenge, l’azienda che ha costruito lottando contro mille ostacoli e che l’ha resa ricca e famosa, potrebbe andare in frantumi. Per pianificare la vendetta finale, Faye ha bisogno delle sue alleate più fidate.
Anche se ancora non sa che, oltre alla polizia di Stoccolma, la sta tenendo d’occhio qualcun altro: una donna determinata e dal passato oscuro, una sua nemesi perfetta che si muove nell’ombra e potrebbe portarle via tutto.
Non poteva finire tutto così. Non l’avrebbe permesso.
Sogni di bronzo rappresenta una deviazione dal genere più consueto della Lackberg, autrice conosciuta per i suoi thriller psicologici ambientati a Fjällbacka.
In questo romanzo l’autrice si concentra maggiormente sull’emotività, sulle dinamiche familiari e sulle relazioni umane, pur mantenendo un’aura di mistero caratteristica della sua sensibilità narrativa.
La storia ruota attorno a un segreto di famiglia, a un mistero del passato che si intreccia con la vita della protagonista Faye, la stessa che i lettori hanno incontrato in La gabbia dorata.
Faye, la leggenda: la donna tradita che era riuscita a ottenere la sua rivincita. Una verità che aveva sempre fatto parte di lei, ma anche un’immagine che aveva saputo costruire con attenzione.
In questo terzo capitolo la ritroviamo alla guida della Revenge, apparentemente realizzata e vittoriosa. La sua esistenza, però, è ancora attraversata da ombre legate a un passato doloroso e a segreti che l’hanno resa ciò che è oggi. Faye sarà costretta a confrontarsi con le proprie radici e con verità sepolte che bussano con forza, minacciando non solo il suo equilibrio, ma anche chi le sta vicino.
Come spesso accade nei romanzi della Lackberg, la narrazione alterna presente e passato, introducendo una figura enigmatica: Milenka.
Cosa lega queste due donne? Quanto il loro passato influenzerà il presente e, soprattutto, il futuro?

Camilla Läckberg
Camilla Läckberg è tra gli scrittori più letti al mondo, con trenta milioni di copie vendute in più di sessanta paesi.
Oltre agli undici libri della serie di Fjällbacka, ha firmato per Marsilio la raccolta di racconti Tempesta di neve e profumo di mandorle, i due romanzi della Storia di Faye e la trilogia con protagonisti Vincent Walder e Mina Dabiri, scritta a quattro mani con il mentalista Henrik Fexeus.
Nata e cresciuta a Fjällbacka, sulla costa occidentale della Svezia, vive a Stoccolma con il marito e i quattro figli.
La scrittura della Lackberg non è mai banale: riesce a rendere vivide le emozioni dei personaggi attraverso uno stile più “leggero” rispetto ai suoi thriller, ma comunque intenso.
In Sogni di bronzo il tono è più riflessivo, quasi intimo. La prosa elegante e attenta ai dettagli amplifica il lato emotivo della storia, sostenendo un messaggio forte e ricorrente: il riscatto delle donne, la possibilità di liberarsi da violenze, manipolazioni e ricatti psicologici. E la strada indicata dall’autrice è una: la sorellanza.
Attenzione, però: Sogni di bronzo non è soltanto un romanzo sull’empowerment femminile, ma un racconto sul peso del passato e su come esso continui a influenzare il presente. Relazioni familiari difficili, perdoni mancati e verità taciute conferiscono profondità ai personaggi, costringendoli a fare i conti con i sogni che hanno guidato le loro scelte e con le fratture che la vita ha inflitto loro.
Da qui il richiamo al bronzo, un materiale duro da modellare, ma non impossibile da trasformare.
Così sono le vite dei personaggi: rigide, segnate, ma ancora plasmabili nel momento in cui il passato torna a bussare, minacciando tutto ciò che è stato costruito con fatica — soprattutto quando il pericolo riguarda chi si ama.
Tutta la sua vita non era stato altro che una lunga preparazione di quel momento, quando lo avrebbe finalmente affrontato.
Pur essendo meno vicino ai canoni del thriller, il romanzo conserva la cifra stilistica della Lackberg: una scrittura coinvolgente, capace di trascinare il lettore in una storia intensa, che non ha bisogno di artifici per risultare autentica e credibile.
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