Recensione di Monica Truccolo
TRAMA
Un uomo si sveglia in una stanza buia. Sente solo l’odore pungente della muffa e la nuca che pulsa costretta in una morsa. Non sa dove si trova né come sia finito in quella situazione. Poi, una luce giallastra squarcia l’oscurità. Una voce profonda gli sussurra due parole soltanto: «Ben svegliato». Intanto, nella frenetica Milano di oggi, Pierfrancesco Balzani prova a rimanere a galla.
Ex firma temuta e rispettata, Pier è un giornalista sessantenne a un passo dalla pensione, confinato nella redazione di un magazine qualunque. La sua unica certezza è Rossana. Un amore clandestino il loro – giornalista lui, pubblico ministero lei – che è nato tra i corridoi del Palazzo di Giustizia durante un’inchiesta per corruzione.
Ma, all’improvviso, Rossana scompare nel nulla. Nessun messaggio, nessun cuoricino, nessun vocale. Solo silenzio. Sperando di ritrovarla, Pier si lancia in un’indagine non autorizzata tra ombre giudiziarie, morti sospette e un passato che è pronto a tornare.
Ad accompagnarlo una squadra d’eccezione: Ghigo, cinico collega e compagno di bevute; Rovella, il nerboruto assistente–bodyguard di Rossana; Tecla Aldobrandini, avvocata tenace con una chioma alla Angela Davis; e il Bomba, una guardia giurata venezuelana dal gancio destro portentoso.
Con uno stile ironico e teso come una lama, Senza lasciare traccia è una continua corsa contro il tempo in cui si intrecciano suspense e satira, verità e menzogna, amore e ossessione.
Seguono cuoricini, faccine con i cuoricini al posto degli occhi e faccine col bacino e il mini-cuoricino.
In Senza lasciare traccia Pierfrancesco Balzani è un cronista di lungo corso, ormai vicino alla pensione, che vive un’appassionata storia d’amore con Rossana Natali, Pubblico Ministero al Palazzo di Giustizia di Milano.
Il loro amore è sbocciato proprio tra le austere stanze del tribunale, durante un’inchiesta che li ha visti coinvolti fianco a fianco. Ma un giorno, all’improvviso, Rossana scompare nel nulla. Nessun indizio, nessuna spiegazione. Nemmeno un messaggio, con le sue solite emoji.
Non sono mai stato un tipo ansioso, e io e Rossana non passiamo certo le giornate a mandarci messaggini melensi ogni quarto d’ora. Ma questa assenza, questa latitanza è davvero inspiegabile, se non addirittura sospetta.
La scomparsa di Rossana si trasforma presto in un’indagine clandestina come la loro storia d’amore.
Balzani, cronista d’altri tempi, si ritrova a muoversi nel torbido, strani decessi, presunti suicidi, piste che “puzzano di bruciato” e un passato che non vuole restare sepolto.
A dargli una mano c’è Ghigo, collega disilluso e cinico, Rovella, bodyguard personale di Rossana, uomo di poche parole, Tecla Aldobrandini, avvocato tenace, tutta grinta e determinazione e infine il Bomba, un venezuelano dal destro letale e l’animo gentile, braccio di ferro prestato alla causa.
Seduti a tavola, tra un risotto giallo con la salsiccia e gli spiedini di lumache «bardati» al guanciale, oltre a un paio di bottiglie di Nebbiolo, prepariamo i piani di battaglia.
In Senza lasciare traccia, troviamo una squadra improvvisata che si muove in una corsa contro il tempo, tra verità scomode e colpi bassi, sullo sfondo di una Milano tanto riconoscibile quanto contraddittoria.

Umberto Brindani
Umberto Brindani nato nel 1958 a Busseto (Parma), è un giornalista italiano.
Laureato in Filosofia all’Università di Bologna, ha iniziato la carriera collaborando con Il Mulino e La Gazzetta di Parma.
Dopo l’Istituto di Giornalismo di Milano, ha lavorato per Espansione, Italia – Oggi e Panorama, dove è stato condirettore. Ha diretto Gente, Chi, TV Sorrisi e Canzoni e, dal 2010 al 2022, il settimanale Oggi.
Nel 2023 è tornato alla guida di Gente, edito da Hearst. Ha pubblicato il libro Elogio dell’uomo per bene nel 2012 e Suicidio imperfetto nel 2024.
Brindani dipinge con mano sicura una città fatta di contrasti, l’arte di arrangiarsi che diventa sopravvivenza quotidiana, il lavoro che cambia volto e costringe a reinventarsi di continuo, in un equilibrio fragile tra ambizione e necessità, per non smarrire sé stessi nel ritmo frenetico della città.
La collaborazione di tutti i protagonisti di questa squadra atipica è fondamentale per smascherare il vero colpevole, in un’indagine che si rivela sorprendentemente più complicata del previsto.
Ma la scomodità non mi pesa più. Ho altro nella testa, e una tempesta nel cuore. Chi è davvero Rossana?
All’interno di questo microcosmo urbano prende forma un intreccio corale, popolato da personaggi brillanti, irriverenti, talvolta grotteschi, ma sempre umanissimi. Il giallo che ne scaturisce non vive solo di tensione narrativa, ma di un’ironia sottile che sa farsi amara, restituendo uno sguardo lucido e partecipe sulla realtà contemporanea.
Ciò che colpisce è la capacità di Brindani di farci entrare nella storia non come semplici spettatori, ma come complici dei protagonisti, condividendo con loro le piccole vittorie e le inevitabili disillusioni.
Ne scaturisce un romanzo che diverte e fa riflettere, capace di raccontare la Milano di oggi con intelligenza, ritmo e un sorriso che spesso si tinge di malinconia.
E a un passo dall’inferno non si mente.
Salottometro:


Link d’acquisto

