La vedova di John Grisham

La vedova Salotto Giallo

Recensione di Alessandra Isabella Spanò

TRAMA

Simon Latch è un piccolo avvocato di provincia alle prese con un lavoro che non lo soddisfa – perlopiù fallimenti, multe e pignoramenti -, un matrimonio finito male, un imminente divorzio e un’attrazione fatale per il gioco d’azzardo. Non se la passa bene neanche economicamente e ha accumulato debiti che fatica a saldare.

Le sue giornate scorrono tutte noiosamente uguali finché alla porta bussa Eleanor Barnett, un’anziana vedova di ottantacinque anni che vuole fare testamento. A quanto pare, il marito della signora le ha lasciato una fortuna considerevole di cui nessuno è al corrente. A Simon non sembra vero di trovarsi finalmente di fronte alla cliente più ricca della sua ventennale carriera: già pregusta lauti guadagni e decide di occuparsi del testamento in segreto, senza parlarne neanche alla sua fidata collaboratrice.

Riempie la propria assistita di attenzioni e consigli, ma presto inizia a sospettare che la sua storia non corrisponda al vero. Quando Eleanor viene ricoverata per un incidente d’auto, all’improvviso la situazione precipita. Simon si ritrova sotto processo per un crimine che sa di non aver commesso: omicidio. Tutti gli indizi portano a lui e l’unico modo per salvarsi è trovare il vero assassino

Il romanzo La Vedova (titolo originale The Widow) di John Grisham segna un tentativo di spostamento rispetto al tradizionale legal thriller al quale lo scrittore ci ha abituato: pur mantenendo ambientazioni e figure professionali legate al diritto, l’opera si orienta verso un intreccio più marcatamente giallo investigativo e psicologico. 

Grisham introduce un microcosmo di provincia americana che ben si presta a intrecciare la quotidianità professionale e gli squilibri etici e personali del protagonista. L’autore costruisce così un mondo normale e domestico su cui si proietta la minaccia dell’illegalità, del sospetto e della manipolazione, in un crescendo in cui la banalità della routine si trasforma in frattura morale. Il bilanciamento fra il privato, il professionale e la componente legale conferisce all’ambiente descritto una solida plausibilità, sebbene lo sviluppo tenda a spingersi verso ambientazioni più ampie (investigazione, accusa, processo) che ne ampliano i confini.

Grisham articola la struttura in una prima parte che potremmo definire introduttiva e lenta, volta a presentare personaggi e premessa, seguita da una seconda fase in cui si innescano le complicazioni (l’incidente automobilistico, le rivelazioni) e infine da una terza parte in cui entra in gioco la dimensione del processo, dell’innesco giudiziario e della corsa alla verità.

La prima parte risulta fin troppo  dilatata e meno coinvolgente, mentre la seconda e terza guadagnano in ritmo e tensione. In questo senso la struttura segue un ritmo in crescendo verso la resa dei conti finale.

I personaggi risultano costruiti in modo piuttosto funzionale alla vicenda e il loro ritratto è convincente quanto basta, ma manca talvolta la profondità che permetta una compiuta evoluzione interna entro la trama.

La Vedova investe il tema della giustizia, sia nella sua dimensione legale sia in quella morale, della fiducia e del tradimento, della corruzione economica e del potere che il denaro esercita sui rapporti familiari. Vi è inoltre la riflessione sul ruolo dell’avvocato in una comunità di provincia. Un ulteriore tema è l’eredità: non solo quella patrimoniale, ma quella dei segreti, delle omissioni e della memoria.

La Vedova diviene anche critica dei rapporti sociali e familiari, laddove il denaro genera divisioni e sospetti.

John Grisham

John Grisham è autore di quarantadue romanzi, due saggi, una raccolta di racconti e sette romanzi per ragazzi, tutti bestseller editi da Mondadori. Le sue opere sono tradotte in cinquanta lingue.

Quando non scrive, partecipa alle attività di organizzazioni dedite alla scarcerazione delle vittime di ingiuste condanne. Spesso i suoi romanzi esplorano i problemi radicati nella giustizia americana. L’autore vive in Virginia.

Lo stile di Grisham qui resta riconoscibile: prosa sobria, orientata al racconto, dialoghi efficaci e ritmo costruito per tenere il lettore quasi sempre in tensione. Il punto di vista narrativo è esterno in terza persona, il che permette di seguire sia l’avvocato che la vedova. 

Grisham è stato capace di rendere accessibili al lettore non specialista temi complessi del diritto e dell’eredità, nel contesto di una vicenda con suspense e personaggi tipici del quotidiano. La verosimiglianza del mondo professionale e la graduale escalation della tensione costituiscono elementi di pregio. Ma la già citata lentezza iniziale, la caratterizzazione non sempre approfondita dei personaggi secondari e la sensazione che alcune svolte narrative siano riconducibili a cliché del genere rendono la lettura meno avvincente di quanto avrebbe potuto essere.

Soprattutto per un lettore abituato a trame più radicali o personaggi più stratificati, la letture de La Vedova potrebbe risultare meno potente di quanto ci si potrebbe aspettare.

In conclusione, La Vedova rappresenta un lavoro solido nella produzione di Grisham, che dimostra ancora una volta la sua abilità nel coniugare ambientazione giuridica e intrigo narrativo. Pur non raggiungendo le vette di originalità e complessità raggiunte dall’autore in altre opere del genere, La Vedova resta un romanzo che merita attenzione per il modo in cui porta in primo piano, con misura e competenza, questioni morali e sociali sotto il velo del thriller.

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