The Waterfall di Gareth Rubin

The waterfall Salotto Giallo

Recensione di Barbara Terenghi Zoia

TRAMA

Mentre la peste si abbatte sulla Londra di fine Cinquecento, la scomparsa del drammaturgo Christopher Marlowe mette in allarme il giovane William Shakespeare. Si dice che l’amico sia stato ucciso in una rissa, ma allora perché il suo corpo non si trova? Gli indizi portano il poeta fino ad Amsterdam, dove un oscuro sacerdote gli rivelerà informazioni che dovrebbero rimanere confidenziali. Eppure, trecento anni dopo, l’avvistamento di una strana creatura in un monastero diroccato sembra rimandare a quegli stessi segreti.

Da allora, altri avvenimenti collegati si verificano in epoche e luoghi lontani: prima nella Venezia degli anni Trenta e infine a Hollywood, nel 1944. Libri pericolosi, verità nascoste, un serial killer con un progetto insondabile. Sarà Ken Kourian – già protagonista di “The Turnglass” – a dover fare chiarezza sulla vicenda. Ma ogni delitto ne racchiude un altro, ogni indagine si riversa in quella successiva, in una cascata di enigmi inaspettatamente concatenati.

L’autore di “The Turnglass” torna a sfidare il lettore con un romanzo dall’architettura perfetta che riprende i personaggi del suo acclamato esordio. Un appassionante giro del mondo, un viaggio nei secoli che supera i confini del genere romanzo così come lo conosciamo.

Descrivere The Waterfall in poche parole è un’impresa titanica. Ma qual è il particolare più folle di questo romanzo? Il libro stesso. Delirante? Sì, come solo Gareth Rubin sa creare.

Quattro storie, quattro racconti incastonati uno dentro l’altro, come il lavoro di un gioielliere intento a realizzare il suo manufatto più prezioso.

The Waterfall è il filo conduttore dell’intero romanzo: una trovata geniale e un po’ malefica attorno a cui è costruita l’intera narrazione. Se ne consiglia tassativamente la lettura in versione cartacea, perché ogni volta che si conclude un racconto si trovano indizi per il successivo — e bisogna persino girare e “manovrare” il libro!

Gareth Rubin spiega nel suo modo brillante ed ironico, cosa si intende con The Waterfall

Una storia nella storia. C’è una definizione per questo genere di romanzo?
La definizione è mise en abyme, rispose il dottor Wetherby.
Mise en abyme. E cosa significa?
Significa ‘collocazione nell’abisso’. Un abisso di storie. Sì, sembra un’espressione appropriata.

Tutti i racconti sono però autoconclusivi: non è necessario attendere il successivo per scoprire il colpevole, ma c’è la necessità — anzi, l’urgenza — di arrivare alla fine per avere il quadro completo… o forse no?

Gareth Rubin non è nuovo alla creazione di libri “strani”, come The Turnglass – La clessidra di cristallo (Longanesi, 2023), che viene anche citato in The Waterfall come parziale indizio.

L’ambientazione cambia in ogni storia: il primo racconto è ambientato in Inghilterra, precisamente a Londra, verso la fine del 1500, con un’incursione ad Amsterdam.

Il secondo si svolge ancora nel Regno Unito, a Newcastle, quasi al confine con la Scozia, alla fine del 1800.

Nella terza storia, Gareth Rubin catapulta il lettore nella Venezia degli anni Trenta, con le sue meraviglie ancora intatte, non ancora travolte dal turismo di massa.

la nostra imbarcazione si fece largo verso la città-isola di Venezia. Dio mio, era davvero incantevole, lì, davanti a noi, così scintillante al sole. Sbarcammo vicino a piazza San Marco. Caro lettore, come posso descriverla? E’ una grande piazza proprio accanto alla laguna, con la sua enorme cattedrale, più dorata della Banca d’Inghilterra.

Infine, l’ultima storia è ambientata a Los Angeles, nel 1944, a Hollywood, dove non è chiaro se la scena raccontata sia finzione oppure realtà. Qui incontriamo di nuovo Ken Kourian, già protagonista di The Turnglass – La clessidra di cristallo, che prova a risolvere l’ultimo enigma a modo suo, poiché gli omicidi lo coinvolgono personalmente.

Gareth Rubin

Gareth Rubin è un giornalista e scrittore inglese.

Collabora con le maggiori testate inglesi, occupandosi soprattutto di questioni sociali, viaggi e arte.

Tra i suoi titoli, pubblicati in Italia da Longanesi, The turnglass. La clessidra di cristallo (2023) e Sinister. La città delle ombre (2024).

La parte finale di The Waterfall di Rubin è un omaggio alla regina del giallo, Agatha Christie: come quando Poirot prende la parola e tira le fila del mistero per svelarne la verità, anche qui il “povero lettore” — che non è riuscito ad afferrare del tutto gli indizi — si ritrova a trascinarsi pagina dopo pagina, rigirando il libro, bramoso di arrivare alla conclusione e di scoprire la soluzione finale.

Per quanto riguarda i personaggi, sono tutti diversi in ogni racconto, anche se uno di loro ritorna, pur cambiando fisionomia, professione e background.

Non è possibile rivelare altri particolari senza incorrere in spoiler imperdonabili; quindi non resta che tuffarsi in The Waterfall, soprattutto negli episodi stampati in orizzontale, così fluidi da leggere da sembrare davvero una “cascata” di parole in caduta libera!

Salottometro:

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