Recensione di Samuela Moro

A cura di Samuela Moro
TRAMA
Il viaggio di Alma nelle viscere della città magica e malata la porta a fare i conti con se stessa e con il suo potere, più simile a una maledizione che a un dono. E soprattutto spalanca davanti a lei le porte di un destino magico intriso di amore e coraggio. Napoli, 1656.
Mentre la città festeggia il carnevale, la peste incombe come un oscuro presagio. In mezzo alla folla Alma de Ventisca scorge un ragazzo il cui fascino la folgora immediatamente. Lei non lo sa ancora, ma quel giovane è Esteban de Barrionuevo, figlio dello spietato reggente della Vicaria, e le loro strade sono destinate a intrecciarsi per sempre.
Allieva della famosa pittrice Artemisia, Alma ha un talento segreto e pericoloso: è in grado di disegnare il futuro e rivelare nefaste premonizioni. Quando il morbo dilaga in città sterminando buona parte della popolazione, si ritrova sola.
È un inquietante monaciello, Suricio, ad aiutarla a fuggire in cerca di salvezza, conducendola nei sotterranei di Napoli, dove scopre l’origine del Male e un possibile rimedio legato alla Confraternita dei Segreti, custode dell’antico sapere di Virgilio.
Ambientato nella Napoli del 1656, Quegli oscuri presagi ci immerge in una città sospesa tra festa e morte: il carnevale esplode tra colori e musica, ma l’ombra della peste incombe sui suoi abitanti.
In questo scenario di terrore e desolazione, la diciannovenne Alma de Ventisca si confronta con un potere sconosciuto, che la rende capace di disegnare il futuro e rivelare premonizioni nefaste.
Allieva della celebre pittrice Artemisia Gentileschi, Alma deve imparare a gestire un dono che, più che un privilegio, sembra una maledizione, mentre la città diventa un labirinto di paura e superstizione.
Napoli, così descritta da Castagna, è quasi un personaggio: ogni vicolo, ogni pietra, ogni scorcio sul Vesuvio è carico di segreti e magia.
«Napoli non è solo una città, è un incantesimo. Ogni pietra, ogni vicolo nasconde un segreto. Qui, tra il mare stretto fra le terre e il fuoco del Vesuvio, il magico e il reale hanno dimenticato di tracciare i loro confini».
Le piazze brulicanti di vita (e poi di morte), i sotterranei oscuri, le case del popolo e le dimore nobili si intrecciano in un quadro complesso, dove bellezza e devastazione coesistono e dove la peste, oltre ai corpi, «ha infettato anche le anime».
In questa città in decadenza, la storia d’amore che Alma intreccia con Esteban, un ragazzo della nobiltà napoletana, è un soffio di vita in mezzo alla morte.
Un amore che richiama i toni di Romeo e Giulietta: intenso, proibito, destinato a sfidare convenzioni e pericoli. Il loro legame si sviluppa tra attrazione, passione negata e momenti di grande intensità emotiva:
«Quell’incontro è solo l’inizio. Come i colori sulla tela, che si mischiano al momento giusto, anche loro due si rivedranno quando la tela dei giorni sarà pronta ad accoglierli».
Alma è un personaggio complesso, divisa tra il desiderio di arte e le imposizioni familiari:
«Alma vorrebbe dipingere tutto. Avere mille occhi. Masticare ogni angolo di Napoli e poi sputarne l’anima su tela. Se solo potesse».
Artemisia, maestra e mentore, le insegna a vedere oltre le apparenze, a cogliere l’anima nascosta delle cose:
«I pittori cercano la verità nella luce, ma è l’ombra che la rivela. Che dà forma, che scava l’anima»

Manlio Castagna
Manlio Castagna esordisce alla regia nel 1997 con il pluripremiato corto “Indice di frequenza”, con Alessandro Haber.
Da vent’anni collabora ad organizzare il Giffoni Film Festival e nel 2007 ne diventa vicedirettore artistico.
È creative advisor per il Doha Film Institute in Qatar e critico cinematografico per Virgin Radio nonché sceneggiatore e regista di videoclip, documentari, cortometraggi, episodi di webserie.
Si occupa di fotografia, neurocomunicazione e semiologia degli audiovisivi. Dopo aver pubblicato saggi sul cinema e sui cani, con Petrademone – Il libro delle Porte (Mondadori, 2018) esordisce nella narrativa.
In Quegli oscuri presagi, Castagna intreccia abilmente storia e magia: la peste, che nel 1656 uccise metà della popolazione, diventa sfondo per un racconto che unisce elementi fantasy e tematiche young adult.
Il romanzo affronta inoltre temi sorprendentemente attuali: la paura del contagio, il distacco dai propri cari, il pregiudizio verso chi si ritiene responsabile della diffusione della malattia, ricordandoci esperienze vissute durante la recente pandemia di Covid.
«Gli abbracci sono proibiti, come i baci, in questa nuova società tenuta insieme dalla paura».
In questo contesto, le emozioni dei giovani oscillano tra isolamento e desiderio di vicinanza, tra dolore e scoperta di sé, rendendo la lettura intensa e coinvolgente.
Quegli oscuri presagi è un libro scritto con grande maestria, dove leggenda, magia e storia si fondono in un linguaggio evocativo e spesso oscuro, come da tradizione per i lettori di Manlio Castagna.
Un viaggio nella Napoli dei vicoli e dei segreti, tra tempeste, premonizioni e desideri proibiti, dove la peste non uccide solo i corpi ma infetta anche le anime.
Un’opera avvolgente, emozionante e ricca di atmosfera, capace di trasportare il lettore – giovane o adulto – in un mondo sospeso tra luce e ombra.
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