Come uccidono gli eredi di Jessica Goodman

Come uccidono gli eredi Salotto Giallo

Recensione di Claudia Pieri

A cura di Claudia Pieri e Samuela Moro

TRAMA

Ottenere un invito a far parte dell’esclusivo Club degli Eredi di New York è più di un onore. è l’accesso al potere e alla ricchezza, e garantisce sicurezza e, poiché i suoi membri si coprono sempre le spalle gli uni con gli altri. I prescelti saranno ammessi solo dopo aver superato una rigorosa settimana di eventi e uno stravagante gala: il ballo degli Eredi.

Non sorprende quindi che Bernie Kaplan, Isobel Rothcroft e Skyler Hawkins, studenti all’ultimo anno della Excelsior Prep, siano entrati a farne parte; i loro pedigree hanno garantito l’accesso al Club fin dalla nascita, sebbene nascondano segreti che potrebbero distruggere la loro reputazione in un istante. Ma cosa c’entra la studentessa del Queens, Tori Tasso? Lei sì che è una sorpresa. Non appartiene a quel mondo fatto di borse griffate, superattici e donazioni milionarie.

Come ha fatto ad assicurarsi un posto tra gli Eredi? La sera del ballo dovrebbe essere la più bella della loro vita, un evento all’insegna dell’alta moda, champagne a fiumi e pettegolezzi a non finire. L’aspettativa è quella di una notte di lusso ed eccessi. Non che tutti i loro sporchi segreti vengano alla luce. E nemmeno che qualcuno ci rimetta la vita nel tentativo di tenerli sepolti.

Ciò che si sa per certo è che, allo scoccare della mezzanotte, un membro di una delle istituzioni più antiche ed esclusive di New York è morto e che Bernie Kaplan ha le mani sporche di sangue.

È questa l’unica certezza che Jessica Goodman consegna al lettore nel suo romanzo Come uccidono gli eredi, una storia ambientata nel mondo del lusso e delle apparenze, tra casta, ambizioni e fragilità di giovani appartenenti all’élite newyorkese.

Il racconto ruota attorno al “ballo”, evento centrale che scandisce il tempo della narrazione e ne alimenta la tensione, alternando un “prima” e un “dopo” che progressivamente ricompongono la verità.

Il titolo del romanzo è evocativo e sembra alludere a un significato che va oltre la morte fisica. Gli “eredi” di cui si parla non uccidono soltanto in senso materiale, ma anche simbolico: escludendo, piegando le personalità, manipolando, sovvertendo i valori in nome del potere e della ricchezza, due elementi che nel libro appaiono indissolubilmente legati.

Il ritmo, inizialmente lento, si fa più incalzante man mano che ci si avvicina a quel giorno, mentre segreti, rivalità e intrecci del passato riaffiorano.

La suspense nasce dall’abilità della Goodman nel rivelare poco o nulla: l’identità della vittima, infatti, resta ignota fino alla fine, e ogni frammento svelato più che chiarire confonde, destabilizzando il lettore.

La narrazione si sviluppa attraverso le voci dei diversi protagonisti. La struttura corale consente di attraversare prospettive differenti e di cogliere, passo dopo passo, le molte sfumature psicologiche che li definiscono.

Tuttavia, l’approfondimento interiore finisce per dilatare il racconto, influendo sul ritmo che, per buona parte del romanzo, si fa lento, mentre la tensione tipica del thriller si disperde, lasciando spesso la sensazione che la storia fatichi a decollare.

Proprio da questo lavoro sulle personalità dei protagonisti emergono le tematiche tipiche dello young adult: amicizia

Se non sono la migliore amica di Bernie, non ho idea di chi sono, e questo mi fa più paura di qualsiasi altra cosa al mondo

e gelosia, amori complicati, rapporti (non sempre idilliaci) con i genitori:

Guardare Esther con Bernie mi ha sempre reso un po’ gelosa, dato che mia madre non si interessa mai alla mia vita.

bisogno di inclusione:

Era che non mi vedevano come una di loro. Non ero arrabbiata. Ero imbarazzata. Perché, per qualche oscura e contorta ragione, volevo piacergli. Volevo che mi vedessero come una loro pari.

Ma anche ombre più profonde, come la tossicodipendenza:

Sono sempre stata così: alla costante ricerca di un’esperienza più forte, di un momento migliore

e la pressione sociale:

È così che passano l’estate i ragazzi dell’Excelsior. Pieni di sabbia, sole e stage svolti a metà, ma che sono di grande effetto, e riempiono i curriculum e aprono molte porte.

La competizione tra i ragazzi è costante, e i legami che li uniscono si rivelano spesso tossici:

Ciò che questi ragazzi fanno insieme è calcolato. Intenzionale. Sempre con lo sguardo rivolto a ciò che possono offrire l’uno all’altro in futuro.

Jessica Goodman

Jessica Goodman è una caporedattrice di Cosmopolitan. Loro volevano essere noi è il suo debutto come autrice, seguito da They’ll Never Catch UsNon ci prenderanno, ora pubblicato nella stessa collana.

Dal suo romanzo d’esordio, HBO Max sta adattando una serie tv che vedrà protagoniste Sydney Sweeney, star di Euphoria, e la cantautrice Halsey al suo primo lavoro come attrice.

Nonostante la lentezza di alcuni passaggi e un approfondimento psicologico che rallenta la tensione tipica del thriller, Come uccidono gli eredi della Goodman resta un romanzo interessante per chi ama le storie corali, l’analisi dei personaggi e il genere young adult, capace di appassionare non solo i lettori adolescenti ma anche un pubblico adulto.

Jessica Goodman costruisce un ritratto credibile dei giovani dell’élite newyorkese, tra fragilità, ambizioni e contraddizioni.

Salottometro:

Come uccidono gli eredi Salotto Giallo

Link d’acquisto

Cartaceo
Ebook

,

Scopri di più da SALOTTO GIALLO

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere