Fino all’ultimo inganno di Riccardo Landini

Fino all'ultimo inganno Salotto Giallo

Recensione di Emanuela Ferrara

TRAMA

Quando un anziano docente universitario gli chiede di investigare su una serie di morti sospette avvenute in un paese sui monti della Toscana, Brenno Sandrelli si immagina già una specie di vacanza lontano dall’afa della pianura e, per di più, ben retribuita. Pensa infatti che il professore sia solo un mitomane che crede nell’esistenza di un fantomatico serial killer su cui peraltro ha intenzione di scrivere un libro.

Brenno accetta dunque l’incarico e comincia ad assaporare il piacere del relax in montagna, in una baita circondata da boschi e torrenti. Non trascura tuttavia l’impegno assunto: raccogliere testimonianze, racconti e dettagli relativi alle ipotesi del professore. Si accorge allora che, in effetti, qualcosa non quadra, non tutto è come sembra.

Anzi, col trascorrere dei giorni scopre che, tra le vie di quel borgo sulle rive di un profondo lago artificiale, si annida davvero una presenza malvagia, qualcuno che ha già ucciso, che intende farlo ancora e che ha messo proprio Sandrelli nel mirino.

[…] mi ero visto costretto ad accettare incarichi pericolosi per i quali avevo commesso crimini, avevo rischiato la pelle, ero stato testimone delle peggiori nefandezze umane che mai avrei potuto immaginare. Che per colpa mia la donna che amavo era morta, che avevo smarrito il senso della vita proprio quando speravo di ritrovarlo, guadagnando solo delusioni, amarezze, stress e insonnia.

Landini arriva al capitolo finale della sua serie di inganni e ci arriva con un romanzo autoconclusivo che si porta dietro tutti gli altri senza però rimanerne intrappolato. Brenno Sandrelli, il protagonista, andrebbe approfondito ma se non lo si conosce bastano queste poche righe per inquadrarlo e per non perdere il filo della sua ultima avventura.

Fino all’ultimo inganno  risente in parte delle precedenti pubblicazioni, ma può essere seguito senza difficoltà anche come romanzo autonomo.

È una storia di tre morti e una persona scomparsa. Di casi irrisolti messi insieme “dall’acume investigativo” di un anziano docente universitario. È il racconto di  Brenno Sandrelli assoldato dal professore e spedito, in quella che lui pensa essere solo una vacanza, sui monti della Toscana. Bisogna indagare, capire, scovare. Bisogna abbattere il muro della diffidenza della gente del posto e capire se il vecchio ha o meno ragione.

Ciò che invece non mi abbandonava mai, neppure lì, era il carico di rimorsi, di amarezze, di disillusioni e tradimenti che mi portavo dietro e che spesso rischiava di farmi scoppiare il cuore.

Fino all’ultimo inganno  dovrebbe essere una storia di investigazione ma finisce per essere una di introspezione.

Riccardo Landini

Nato in Emilia ma d’origine romagnola, ha alle spalle studi classici e nel cuore una grande passione per Piero Chiara e il cinema italiano degli anni Settanta.

Nel 2009 ha esordito nella narrativa con il romanzo E verrà la morte seconda, a cui è seguita la trilogia Il primo ingannoNon si ingannano i morti e Ingannando si impara.

Nel 2013 ha vinto il premio Giallo Stresa.

Riccardo Landini concede a Brenno Sandrelli una “pausa”. Lo fa fermare più volte a riflettere sul passato buttando, finalmente, un occhio al futuro. Le sue mani incerottate (per chi non lo sapesse, Sandrelli soffre di onicofagia) saranno lì a ricordargli da dove viene ma anche dove può andare.

Riccardo Landini si concentra tanto sui personaggi e a ognuno di loro affida un ruolo ben preciso che si delinea man mano che si va avanti nella lettura. Qualcuno potrebbe trovare delle debolezze nella storia ma, a parere nostro, che pure avevamo intuito qualcosa di troppo prima della fine, tutto è funzionale alla costruzione delle persone più che degli avvenimenti.

Il tempo purtroppo mi avrebbe dato ragione. Certi segreti sarebbe meglio lasciarli sepolti sotto venti metri di terra.

E così, inutile concentrarsi troppo sulla narrazione. Piuttosto Riccardo Landini ci ricorda che bisogna assaporare il viaggio e non la meta. Sorseggiare il paradiso, come pensa Sandrelli, quando si sa che la bottiglia dalla quale si beve è forata, potrebbe essere un errore eppure è l’unica ancora di salvezza di questa esistenza perché, omicidi o no, esiste sempre …

…un inesorabile assassino colpisce l’umanità in continuazione e non ha neppure bisogno di nascondersi perchè nessuno può fermarlo. Si chiama Morte.

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