Con la massima discrezione di Arnaldur Indriðason

Con la massima discrezione Salotto Giallo

Recensione di Monica Truccolo

TRAMA

Da giorni imperversa su Reykjavík una fitta nevicata che ha imbiancato tutto e non accenna a diminuire. In condizioni del genere è sconsigliato uscire, ma l’anziana donna che quella mattina si presenta alla centrale di polizia pensa di avere a che fare con una faccenda davvero importante. Fra gli oggetti del marito mancato da poco ha appena trovato una Luger degli anni Quaranta, nascosta dietro una cassetta degli attrezzi in garage.

Non l’aveva mai vista prima, il marito non andava a caccia e non aveva motivo di possedere una pistola. La Scientifica non tarda ad appurare che si tratta dell’arma di un delitto commesso nel 1955 nel quartiere popolare dei Múlar, la cui vittima era un ventenne di nome Garðar. Tuttavia, non c’è nulla che colleghi il defunto a quell’omicidio. A chi apparteneva allora la Luger? Konráð si ricorda benissimo di avere visto un’arma identica fra le mani di suo padre…

Tutti gli indizi portano a vecchie conoscenze del detective, criminali che hanno gestito e coperto per anni sordidi giri di pedofilia. Il cerchio si stringe attorno al colpevole e Konráð sente di essere a un passo dalla verità. Ma sarà una verità difficile da accettare

A Reykjavík, un’anziana signora si presenta alla stazione di polizia per consegnare una pistola trovata tra gli oggetti del defunto marito.

Un gesto semplice che spalanca le porte a un passato
oscuro e avvolto nel mistero.

«Questa qui.» L’anziana aprì la borsa ed estrasse un involto lurido, che dispiegò fino a rivelarne il contenuto: una vecchia semiautomatica.

L’ex agente Konráð, ora in pensione, ricorda di aver visto una pistola simile in mano a suo padre, morto in circostanze violente e mai chiarite. L’arma diventa il filo conduttore di un’indagine che riporta alla luce un vecchio caso irrisolto: l’omicidio di un giovane cresciuto in un riformatorio, avvenuto molti anni prima.

Un uomo di mezz’età, avvolto in un cappotto, si era avvicinato furtivamente e adesso era chino a guardare nell’abitacolo. «È lei Konráð?» chiese, dopo che lui ebbe abbassato il finestrino. «È con lei che ho parlato al telefono?»

Determinato a scoprire la verità, Konráð avvia un’indagine personale, spinto dal desiderio di fare luce su un passato che sembra non voler essere dimenticato. La sua ricerca lo conduce a scoperte sconvolgenti: una serie di abusi indicibili e nascosti, perpetrati su giovani indifesi, che svelano un lato oscuro e terribile della società.

Voleva fare luce sull’omicidio di Garðar, aveva sentito parlare del fratellino Tobbi e della sua permanenza in riformatorio, e la curiosità l’aveva spinto a scavare più a fondo.

L’atmosfera di Con la massima discrezione è cupa e intensa: il romanzo affronta temi come la pedofilia e la violenza contro gli omosessuali negli anni ’50 e ’60, con descrizioni a tratti crude e toccanti.

Arnaldur Indriðason si conferma come sempre abile nel delineare la psicologia dei personaggi, consentendo di percepire pienamente i tormenti del protagonista. Sullo sfondo, le tempeste di neve di Reykjavík amplificano il senso di isolamento e mistero.

«Erano in tre, ad approfittarsi di noi ragazzi» disse l’uomo. «Uno era il dottore. Uno era il sarto. E poi c’era lo sbirro.»

Arnaldur Indriðason

Arnaldur Indriðason è uno scrittore islandese di romanzi polizieschi che hanno come protagonista il personaggio di Erlendur Sveinsson.

Ha lavorato come giornalista indipendente e come critico cinematografico.

Laureato in storia, ha scritto il suo primo romanzo nel 1997.

Ha vinto numerosi premi fra i quali il Glasnyckeln e Gold Dagger.

Indriðason riesce a trasportare il lettore in un viaggio emotivamente denso, mantenendo costante una tensione palpabile. Nei luoghi in cui abusi e violenze atroci sono all’ordine del giorno, l’autore scava con profondità nell’animo umano, svelandone le contraddizioni più oscure e nascoste. Questa indagine psicologica arricchisce la narrazione e invita a riflettere sulla natura umana e sui meccanismi di silenzio e repressione che avvolgono i crimini più terribili.

«Ma quindi tu hai sempre saputo della ragazzina della Tjörnin?» chiese Konráð.

Tuttavia, Con la massima discrezione presenta anche una struttura complessa, con molteplici piani temporali e intrecci intricati che possono rendere la lettura meno scorrevole. La narrazione, ricca di dettagli e di passaggi descrittivi, talvolta risulta contorta, aggiungendo complicazioni che possono apparire superflue rispetto alla storia principale.

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