Più in là del nulla di Jeffery Deaver

Più in là del nulla Salotto Giallo

Recensione di Alessandra Isabella Spanò

TRAMA

Quando la furia delle piogge si abbatte sul nord della California, il fiume Never Summer rompe gli argini, minacciando di allagare la cittadina mineraria di Hinowah. A coordinare i soccorsi è Dorion Shaw, ingegnera civile abituata alle emergenze, ma stavolta la situazione è fuori controllo. Per affrontare uno scenario così critico, ha bisogno di aiuto: e sa esattamente a chi rivolgersi. Suo fratello Colter, il tracker più famoso d’America, è l’unico in grado di muoversi con rapidità in condizioni tanto estreme, dove ogni secondo può fare la differenza.

Mentre tutti si concentrano nel gestire l’evacuazione e trovare i dispersi, Colter si fa sempre più convinto di non essere di fronte a una calamità naturale: e se l’argine fosse stato fatto saltare di proposito? Dietro la devastazione, Colter Shaw intravede una rete di interessi spregiudicati, vecchie faide mai sopite e ambizioni pronte a sfruttare la catastrofe per profitto. Si parla di un giacimento di litio nel sottosuolo di Hinowah. E c’è chi sarebbe disposto a tutto pur di liberare l’area da ostacoli, testimoni, persone.

Se vuole salvare gli abitanti del villaggio, il cacciatore di ricompense dovrà smascherare la mente dietro al piano criminale, prima che di Hinowah non resti più nulla. Un altro capitolo delle avventure di Colter Shaw, ora protagonista anche della serie tv più vista negli Stati Uniti, in cui lui e la sorella uniscono le forze sul campo, mentre un documento riemerso dal passato del padre getta una nuova luce sulla storia della loro famiglia.

Più in là del nulla (titolo originale South of Nowhere) di Jeffery Deaver si colloca con chiarezza all’interno del genere thriller, più precisamente nella declinazione
del thriller investigativo.

Con questo romanzo, Deaver prosegue l’esplorazione del sotto-genere già sperimentata nei precedenti titoli della serie con protagonista Colter Shaw, un “tracciatore” professionista.

Shaw è una figura ibrida, che incarna tratti del detective classico e del cacciatore di taglie, sorretto da un’etica che mette al primo posto la verità e la giustizia, senza incorrere in moralismi scontati e stucchevoli.

Il romanzo si inserisce anche in un contesto narrativo più ampio, miscelando elementi del romanzo d’avventura e del thriller investigativo.

La geografia narrativa di Più in là del nulla assume un ruolo strutturale nell’architettura della storia: l’azione si svolge in un piccolo paesino della California, minacciato da una probabile esondazione del fiume che le scorre accanto, una regione  marginale rispetto al cuore pulsante dell’America urbana.

Questo scenario rurale, quasi desolato, evoca l’immaginario dei racconti sulla conquista della nuova frontiera, ma viene riletto in chiave postmoderna come luogo del disincanto e della fragilità del tessuto sociale.

La comunità descritta è isolata, segnata da tensioni sotterranee e da faide che risalgono all’epoca della corsa all’oro, paure latenti e logiche para-tribali.

La topografia narrativa, così concepita, non è solo uno sfondo, ma agisce come campo di forze, incidendo profondamente sulle dinamiche del racconto e sullo sviluppo dei personaggi.

Tematicamente, Più in là del nulla si muove su molteplici assi: la forza delle relazioni familiari, il malgoverno locale, gli interessi dell’imprenditoria sui beni primari (come le acque), la manipolazione delle informazioni, il controllo sociale e la resilienza individuale.

In Deaver, la verità investigativa, come quella personale, è spesso contraddittoria, parziale, mediata da interpretazioni soggettive.

L’autore riflette inoltre sul concetto di giustizia, proponendo una dialettica tra legge e morale, istituzioni e individui.

Lo stile di Deaver è, come sempre, funzionale e calibrato: predilige frasi brevi, incisive, con un uso dosato del dialogo che permette di mantenere viva la tensione e al contempo approfondire la psicologia dei personaggi. La narrazione è in terza persona limitata, centrata principalmente sul punto di vista di Shaw, ma si concede occasionalmente deviazioni focali per suggerire dimensioni ulteriori del racconto.

La tecnica narrativa più distintiva è quella dell’inganno percettivo: Deaver costruisce con precisione scene che appaiono univoche ma si rivelano ambigue o falsate, giocando con la fiducia del lettore.

Jeffery Deaver

Jeffery Deaver è nato a Chicago nel 1950.

È autore di numerosi romanzi, pubblicati in più di 150 paesi, che lo hanno consacrato maestro del thriller.

Il successo mondiale è arrivato con Il collezionista di ossa (2002), il primo libro della serie con protagonista Lincoln Rhyme, da cui è stato tratto l’omonimo film con Denzel Washington e Angelina Jolie.

Tutti i suoi libri sono editi in Italia da Rizzoli.

Tra i più recenti, Il taglio di Dio (2018), Il gioco del mai (2019), Gli Eletti (2020) e Verità imperfette (2020).

Deaver riesce a creare una tensione persistente, alimentata da una costante incertezza morale e da un’empatia ben calibrata per le vittime, dirette e indirette, del crimine.

Il lettore è condotto in un percorso che non offre facili consolazioni, ma che proprio per questo invita a una riflessione più profonda sul senso della giustizia e sulla condizione umana di fronte al dolore e alla perdita.

L’emozione, nel libro, non è mai strumentale, ma integrata organicamente nella struttura del racconto.

Ottimi la solidità dell’intreccio, la complessità morale del protagonista e l’uso sapiente del ritmo narrativo. La costruzione del mondo e l’ambientazione contribuiscono a conferire al romanzo una profondità che trascende la semplice logica della caccia al colpevole. Tuttavia, alcuni elementi secondari della trama risultano eccessivamente funzionali, a scapito di una piena caratterizzazione dei comprimari. Inoltre, in alcune sequenze centrali, l’esigenza di mantenere alta la tensione narrativa rischia di scivolare in un accumulo di colpi di scena che può apparire artificiosa al lettore più esigente.

In definitiva, Più in là del nulla rappresenta una tappa significativa nella produzione più recente di Jeffery Deaver e conferma la vitalità del thriller investigativo nel panorama della letteratura contemporanea.

L’opera riesce a coniugare intrattenimento e riflessione, ritmo serrato e profondità tematica, offrendo un’esperienza di lettura che soddisfa tanto il lettore generalista quanto l’analista letterario.

Deaver dimostra come sia ancora possibile fare letteratura partendo dalle forme popolari, senza rinunciare alla complessità, all’ambiguità e all’intelligenza critica.

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