Recensione di Katya Fortunato
TRAMA
Occhio per occhio, dente per dente. Niente di meno. E lui combatterà fino all’ultima goccia di sangue. Per rimediare agli errori del passato, l’enigmatico assassino noto solo come Victor è ora al servizio della più pericolosa impresa criminale al mondo, la mafia russa.
Sebbene sia un sicario senza alcuna lealtà verso chiunque lo ingaggi, Victor non affronta mai una sfida che sa di non poter vincere e intende quindi saldare il suo debito, non importa quanto ci vorrà. Quando il suo nuovo datore di lavoro viene freddato a Londra, Victor ha sia i mezzi che il movente per essere il più probabile fra i sospettati.
Con il vuoto di potere lasciato da questo omicidio, si prepara il terreno per una nuova guerra sul controllo dei territori. Circondato da nemici, Victor deve scoprire chi è il vero assassino o subire l’ira vendicatrice della mafia russa.
L’undicesimo romanzo della serie vede l’assassino Victor combattere nemici da ogni parte, senza alleati in vista, per i fan di personaggi tosti come Jack Reacher e Jason Bourne.
Avevamo lasciato Victor in Russia, nell’ultimo capitolo della serie, Il traditore, alle prese con Borisyuk che, come anticipato nel finale:
“Da ora in poi, tu lavori per me” sentenziò Borisyuk. “Lavorerai per me finché non avrò deciso come farti scontare il tuo debito.”
“Lo capisco.”
[Il traditore]
Beh, dopotutto Victor ha pur sempre ucciso il genero del capo della mafia russa, credevate forse che non ci sarebbero state ripercussioni?
Andiamo a scoprirle in questo romanzo che…
Victor cercò di non causare danni eccessi. In parte perché non gli piaceva combinare disastri. In parte perché uccidere era già un gesto scortese senza dover lasciare il cadavere in condizioni indecenti.
…con un incipit del genere, c’è da giurarci, Victor non deluderà.
Victor, killer senza scrupoli ma dotato di un suo codice morale inflessibile, si ritrova legato alla più potente organizzazione mafiosa del mondo:
la Bratva russa.
Quando Maxim Borisyuk viene brutalmente assassinato a Londra, tutti gli occhi sono puntati su di lui.
La sua figura, fredda e letale, diventa il perfetto capro espiatorio. Mentre le varie fazioni criminali si contendono il controllo del territorio lasciato vacante, Victor è costretto a indagare per conto proprio, muovendosi in un contesto dominato da tradimenti e pericoli costanti.
Non solo deve dimostrare la propria innocenza, ma anche sopravvivere alla vendetta spietata di un’organizzazione che non perdona.
E per farlo ha solo 72 ore.
“Come vuoi, Vasili l’assassino. Ma sappi che è così che ti vedono quelli che sono nella linea di successione di Maxim. Si limiteranno a sospendere il giudizio su di te per un po’.”
“Dal tuo tono si evince che sai precisamente per quanto tempo:”
Lei annuì. “Tre giorni.”

Tom Wood
Tom Wood è considerato uno dei maestri del thriller internazionale.
È nato nello Staffordshire, in Inghilterra, e oggi vive a Londra.
Debito di sangue è l’undicesimo romanzo della serie che vede come protagonista lo spietato sicario Victor, preceduto da Killer, Nemico, Il gioco, La caccia, Il giorno più buio, Nessuna scelta, Scontro finale, Uccidi per me, Un uomo tranquillo e Il traditore, tutti pubblicati da Timecrime.
Victor è ormai un personaggio di culto, tanto che Killer, primo capitolo della serie, è diventato un film (2016) per la regia di Pierre Morel ed è in produzione per Max, Gaumont, Entertainment360 e John Glenn la serie tv The Assassin, che vedrà l’attore Matthew Fox (Lost) nei panni del protagonista Victor.
Wood costruisce un intreccio teso e ricco di colpi di scena, ambientato in una Londra livida e pericolosa, dove nessuno è davvero chi dice di essere.
La narrazione è serrata, visiva, cinematografica: ogni pagina è intrisa di tensione e ogni decisione di Victor
pesa come una condanna.
Victor riesce a conquistare il lettore con la sua determinazione glaciale, il suo istinto infallibile e il suo personale senso di giustizia.
È un personaggio magnetico, fatto di silenzi, strategie e violenza controllata, che emerge con forza in un contesto spietato, dove la redenzione è solo un’illusione.
Debito di sangue è un viaggio implacabile che non concede tregua.
Oscuro, tra lealtà inesistenti e la ferocia delle organizzazioni criminali.
Si conferma un’opera intensa e coinvolgente, capace di soddisfare gli amanti del noir più classico come quelli del thriller d’azione.
Wood, ancora una volta, ha tenuto fede alle aspettative dei lettori, lasciandoci, una volta terminato di leggere l’ultima pagina, in trepidante attesa di un nuovo capitolo che si preannuncia decisamente interessante.
…allora sarò onorato di dirti tutto sulla tua prima partita.
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