Sorella Morte di Paolo Itri

Sorella Morte Salotto Giallo

Recensione di Samuela Moro

TRAMA

La storia di Licunti, un antico borgo di campagna del sud Italia, è da sempre legata a filo doppio a quella dei Prosperi, un’antica famiglia che nei secoli ha offerto, generazione dopo generazione, un importante contributo alle scienze, alla medicina e all’arte. Nel 1980, il giovane Riccardo, uno studente liceale appassionato di enigmistica, è l’ultimo rappresentante del casato.

Nel tentativo di ritrovare le proprie radici, il giovane decide di perlustrare la magione di famiglia, un antico e tetro edificio abbandonato, ormai da molti anni in rovina. Scopre così che nel 1940 il borgo e lo stesso palazzo Prosperi sono stati teatro di alcune misteriose e terribili morti, prime fra tutte quella di una bambina, arsa viva nella cucina di casa, e poi quella del giovane stalliere di famiglia, il cui corpo venne ritrovato nel pozzo dell’antica dimora.

Quali misteri si nascondono dietro quelle morti? Si è davvero trattato di semplici incidenti? E se invece le cose fossero andate diversamente? Man mano che si addentra nei documenti dell’epoca e nei registri di famiglia, Riccardo intravede spiragli di luce trapelare da un oscuro passato. Forse i Prosperi non sono stati solo un vanto per Licunti, ma anche una maledizione.

Ciò che non può immaginare sono le terribili conseguenze che avrà per lui risvegliare quegli spaventosi segreti e le indicibili verità che essi portano con sé, in una sorta di discesa verso l’inferno di un meta-racconto di alcuni fatti realmente accaduti.

«Quanti morti. Tutte queste disgrazie… Sembra una maledizione. La maledizione dei Prosperi.»

Queste parole introducono perfettamente Sorella Morte di Paolo Itri, un romanzo che si presenta come un thriller psicologico che trascende i confini del genere, per immergersi in una saga familiare carica di misteri
e ferite mai rimarginate.

Ispirandosi ad alcuni fatti autobiografici, Itri costruisce un racconto stratificato, in cui la figura di Riccardo, ultimo discendente di una famiglia segnata da una storia ingombrante, si fa lente attraverso cui ricostruire le molteplici vicende dei Prosperi, legate a doppio filo alla storia del borgo di Licunti.

Riccardo, appena diciottenne negli anni Ottanta, ripercorre frammenti di un passato tormentato, tra documenti ingialliti e testimonianze dirette, alla ricerca di una verità sfuggente che appare come un enigma avvolto da una maledizione.

La narrazione si dipana attraverso continui salti temporali, passando dagli anni Quaranta dell’Italia rurale agli anni Settanta e Ottanta negli Stati Uniti, tessendo una trama che intreccia in modo sapiente luoghi e tempi.

I molteplici punti di vista, alternano la terza persona a una voce in prima persona incarnata da un manoscritto cruciale, creando un effetto caleidoscopico, capace di dare profondità e molteplicità alla narrazione.

Proprio la voce femminile che emerge attraverso il diario si rivela la più incisiva, grazie a una caratterizzazione intensa e sfaccettata. È attraverso questa narrazione più intima e personale che il lettore entra davvero nei recessi emotivi e più oscuri della vicenda, trovandosi di fronte a sentimenti complessi, contraddizioni e fragilità che rendono la figura narrante particolarmente interessante.

Paolo Itri

Paolo Itri Nato a Napoli nel 1965, è entrato in magistratura nel 1991.

Dal 2002 al 2011 ha fatto parte della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, occupandosi di importanti indagini sulla camorra napoletana e su Cosa Nostra.

Tra il giugno 2011 e il novembre 2015 è stato ispettore generale del Ministero della Giustizia. 

Nel 2017 ha svolto le funzioni di procuratore della Repubblica a Vallo della Lucania, dove è attualmente pubblico ministero.

Lo stile narrativo di Paolo Itri è elegante e fluido, capace di mantenere un ritmo costante senza rinunciare a momenti di tensione calibrata
e colpi di scena ben dosati.

La costruzione dei personaggi si crea attraverso le loro vicende passate, rendendoli reali e perfettamente credibili.

Nell’intreccio di Sorella Morte emerge inoltre, senza eccessi, il tema della malattia mentale, raccontato attraverso lo sguardo di un’epoca in cui la sofferenza psichica era un tabù oscuro e spesso rimosso.

La conclusione del romanzo rende omaggio ai grandi classici del giallo, con un epilogo in cui l’investigatore svela con ragionamento deduttivo
i misteri della trama.

Solo nelle ultimissime pagine, però, l’autore spiazza il lettore offrendo una chiave di lettura nuova e sorprendente, capace di trasformare radicalmente la percezione dell’intera narrazione.

In definitiva, Sorella Morte si configura come un’opera che supera i confini di genere, fondendo thriller psicologico, saga familiare e romanzo storico in un racconto ricco di tensione, emozione e riflessione.

Un romanzo che riesce a mantenere viva la suspense fino a un finale sorprendente, capace di rivoluzionare l’intera lettura della vicenda.

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