Non è la polvere che vuole trovare… È il marcio
Recensione di Francesca Pica
TRAMA
Si muove tra le stanze della tua casa, discreta, invisibile, spietata, conosce tutti i tuoi segreti e li userà per distruggerti. Esmie è invisibile. È soltanto una donna delle pulizie dall’accento straniero di cui nessuno si interessa. Con la sua uniforme, leggings e piumino per spolverare, può esplorare le case dei ricchi senza essere notata.
Un’estranea che si muove silenziosa ai margini delle vite privilegiate degli altri. Ma mentre attraversa l’esclusivo quartiere residenziale dei Woodlands, pulire è l’ultimo dei suoi pensieri. Calpestando in silenzio parquet lucidi e tappeti soffici come nuvole, Esmie raccoglie i resti di matrimoni distrutti, inganni nascosti e fallimenti.
Custodisce quei frammenti, li tiene al sicuro. Per ora. Perché uno dei residenti le ha portato via la persona che amava di più. Non è lì per pulire. È lì per vendicarsi. E userà le armi che i suoi datori di lavoro le hanno affidato senza saperlo, insieme alle chiavi delle loro case: i loro stessi segreti…
Le case sanno. Le case osservano, percepiscono ogni dettaglio. Vedono quando sei solo o molto amato o stai mentendo. Conoscono tutti i tuoi nascondigli segreti. E quando hai il cuore spezzato, o hai paura, a volte ti guardano un po’ più da vicino. Le case sono testimoni. Serbano i segreti di coloro che si credono al sicuro, al loro interno.
Inizia così La cameriera silenziosa di Mary Watson, descrivendo non solo un ambiente o lo sfondo di questo thriller psicologico, ma il vero protagonista del libro.
La casa come rifugio, la casa come custode dei segreti. Ma quanto è sicura, davvero, una casa? Come scegliamo chi far entrare? E soprattutto: ci fidiamo di chi ha il compito di tenerla pulita e ordinata?
Siamo in Irlanda. Non ci è dato sapere il nome della cittadina, solo che la storia si svolge nel complesso di Woodland House: tre case, tre padrone di casa completamente diverse l’una dall’altra, ognuna con i propri segreti. E ogni abitazione, in qualche modo, riflette la personalità della sua proprietaria.
Poi c’è un’estranea che entra in scena con un finto incidente e diventa colei che si muoverà in ogni casa, pronta a smascherare segreti e portare a galla verità inconfessabili.
Ecco le nostre quattro protagoniste:
Esmie, la cameriera, diminutivo di Esmeralda Theodora Lorenzo. Appassionata di musica, gatti, pallavolo. Cuoca eccellente. Figlia di Beatrice Lorenzo, soprannominata Mamma Orsa, e sorella di Nico.
Poi le tre padrone di casa: donne abituate al lusso, diverse ma complementari, unite da un filo invisibile fatto di apparenze e bugie. Donne che hanno segreti, segreti che Esmie è decisa a smascherare.
Guardai Amber, che indossava il suo senso di superiorità con la stessa naturalezza con cui portava il kimono di seta. Guardai Caenna, il sorriso tanto schietto che pareva glielo avessero dipinto in faccia. Guardai Isabelle, tutta gelido riserbo e occhi guardinghi. Tre rispettabili altoborghesi. Comprensorio verdeggiante, dimore ampie. Tutte attentissime alla facciata. Ma io lo sapevo per certo: una di quelle tre donne si era scopata l’inquilino. In quella cucina c’era la donna che aveva distrutto Nico.
E io mi trovavo lì per restituirle il favore.
Qui la Watson introduce il fulcro della storia: Nico, fratello di Esmie. Nico era andato in Irlanda per studiare, ma a causa di una relazione sbagliata con una delle tre donne, torna a casa con la coda tra le gambe e una dipendenza da alcol e ansiolitici.
La amavo. Mi ha tradito. Per colpa delle sue menzogne, non mi è rimasto più niente. È per questo che mi hanno tolto la borsa di studio e mi hanno cacciato.
È la sete di vendetta a muovere Esmie: la vendetta per l’amato fratello, una promessa delle scienze, un ragazzo partito dal Sud America per cambiare il destino della sua famiglia.
In un continuo intreccio tra presente e passato, scopriamo di più su Esmie, Nico e Simone, migliore amica della cameriera e fidanzata di Nico.
La vita di Esmie si snoda tra un amore profondo per il fratello e la madre, e gelosie sotterranee verso Simone e le altre donne che ruotano intorno a Nico.
Vendetta, gelosia, lussuria: sono questi gli ingredienti del romanzo della Watson, mescolati così bene da rendere l’affresco vivido e pulsante.
Vendetta è una di quelle parole che possono avere molti significati diversi, a seconda di come la si guarda. Può essere uno sgarbo meschino, un segno di debolezza morale. Oppure può essere maestosa, biblica: un castigo coi fiocchi, un occhio per occhio, dente per dente.

Mary Watson
Mary Watson è originaria del Sudafrica e vive in Irlanda.
Ha conseguito un dottorato presso l’Università di Cape Town, dove ha insegnato per molti anni.
Ha vinto il Caine Prize e i suoi romanzi YA sono stati candidati agli Irish Book Awards e alla Carnegie Medal.
La cameriera silenziosa è il suo primo romanzo pubblicato in Italia.
Il punto di forza de La cameriera silenziosa della Watson non sta solo nella capacità di descrivere emozioni e psicologie con finezza, ma nell’aver creato un personaggio come Esmie, che fa della sua invisibilità il suo potere.
Esmie è la cameriera, una figura di servizio, nessuno le presta attenzione. Ma è proprio chi è invisibile ad avere il vantaggio di osservare tutto, di scavare e riportare a galla segreti che sarebbe meglio lasciare sepolti.
Per lui, come per chiunque altro, cessavo di esistere nell’istante in cui uscivo da casa loro. Ero un personaggio ancor meno che secondario nel loro magnifico mondo. Inesistente. Invisibile.
La trama si muove tra il presente a Woodland House e il passato di Esmie, senza mai indicare con precisione i luoghi. I colpi di scena sono ben dosati e mantengono alto il ritmo.
Sappiamo chi è Esmie perché ce lo racconta lei; conosciamo gli altri protagonisti attraverso il suo sguardo.
Ma possiamo fidarci? La sua è una narrazione imparziale o tende a esaltare i difetti e i peccati delle tre donne?
Ne La cameriera silenziosa tutto, a volte, sembra il contrario di ciò che è stato detto. Pagina dopo pagina, la Watson scopre le carte e ci lascia in un continuo stato di indecisione: è giusto scavare nei segreti degli altri per vendetta? È giusto vendicare i sogni infranti di chi amiamo?
Quando ti imbarchi in una vendetta, scava due fosse.
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