Il mostro di Urbino di Francesco Bozzi

Il mostro di Urbino Salotto Giallo

Una nuova riluttante indagine del commissario Mineo

Recensione di Samuela Moro

TRAMA

Ce l’hanno tutti con Mineo: prima un aspirante suicida che vuole parlare solo con lui e lo costringe a salire su un campanile; poi la convocazione a far parte di una task force di esperti radunata per dare la caccia a un serial killer. E nemmeno in Sicilia: addirittura a Urbino! Disperato per doversi spostare fuori dal suo amato territorio, il commissario parte per le Marche, accompagnato dal fido La Placa al volante.

Cosa li aspetta? Chi è il misterioso assassino che ha già ucciso quattro persone anziane, per poi strappare loro un pezzo di pelle come un macabro ricordo? Ma soprattutto, come evitare di dover socializzare con gli altri membri della squadra di investigatori, che a Mineo risultano perlopiù insopportabili? L’unico spazio di pace lo trova tra le mura del convento di frati in cui ha scelto di soggiornare: proprio nella stanza che apparteneva a una delle vittime, e in cui un saio appeso nell’armadio sembra propiziare strane intuizioni.

Tra riunioni strategiche con la task force e ancora più strategiche prenotazioni di ristoranti, Mineo cerca di raggiungere il suo obiettivo: far risolvere il caso a qualcun altro fingendo di lavorare, per poi tornare rapidamente a casa. Ma questa volta inciamperà in una setta segreta, in un tesoro inestimabile e in un antico mistero. Il commissario Mineo colpisce ancora, portando in una Urbino enigmatica e affascinante un’esplosione di sicilianità, indolenza e irresistibile cinismo.

L’antieroe del giallo per eccellenza creato da Francesco Bozzi si riconferma, in questa nuova e travolgente avventura, come un paladino della legge e dell’ordine, della «Gazzetta dello Sport» e della buona tavola.

Il mostro di Urbino. Una nuova riluttante indagine del commissario Mineo

Mai sottotitolo fu più azzeccato!

In questa nuova avventura il commissario Saverio Mineo e il suo inseparabile La Placa lasciano la loro amata Sicilia per ritrovarsi tra le colline marchigiane, convocati a Urbino come membri di una task force incaricata di dare la caccia a un serial killer che ha già ucciso quattro persone anziane, “Il mostro di Urbino” appunto.

Un caso delicato, affidato a una squadra di specialisti. Ma Mineo, fedele alla sua proverbiale indolenza e al suo sguardo cinico sul mondo, vi si dedica più per dovere che per passione, senza mai rinunciare alla sua sacrosanta lettura quotidiana della Gazzetta dello Sport.

Francesco Bozzi confeziona un giallo dove l’indagine è ben costruita, ma il vero punto di forza restano i protagonisti. Mineo è una maschera riuscitissima del poliziotto intelligente (ma anche un po’ fortunato), goffo nelle sue manie di contare passi, gradini e minuti, ma molto meno attento alle… calorie.

Il suo carattere burbero, capace di battute taglienti, si incontra e scontra alla perfezione con la pazienza e la dedizione di La Placa, che lo accompagna tra interrogatori, aperitivi e abbondanti tavolate marchigiane.

Francesco Bozzi

Francesco Bozzi è autore televisivo, radiofonico e sceneggiatore.

Per Solferino ha pubblicato due romanzi della serie gialla del commissario Mineo, L’assassino scrive 800A (2020) e Il giallo del gallo (2021) e il saggio Filosofia del suca (2022).

L’ambientazione urbinate si rivela un elemento centrale: Bozzi tratteggia con realismo vie, piazze e monumenti della città, portando il lettore tra le sale del museo diocesano e persino fino all’eremo di Monte Giove, luoghi reali che aggiungono spessore e autenticità alla storia.

In questo contrasto tra il pittoresco scenario marchigiano e l’ombra di un serial killer, brillano però le dinamiche tra i personaggi: le riunioni operative si trasformano spesso in scenette quasi teatrali, con Mineo che principalmente si preoccupa di non fare “la figura dell’imbecille” e di far annotare a La Placa i migliori ristoranti dove fermarsi a fine giornata.

Il finale lascia aperto un piccolo filone dell’indagine, promettendo nuove (e certamente un po’ svogliate) avventure per Mineo e La Placa.

Con Il mostro di Urbino, Bozzi firma un giallo che si legge tutto d’un fiato, una storia che tiene insieme sorriso e mistero, con un investigatore ed un collega fuori dagli schemi, dialoghi brillanti e con un finale che lascia il lettore già in attesa della prossima, riluttante indagine del commissario Mineo.

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