Linfa nera di Elisa Bertini

Linfa nera Salotto Giallo

La prima indagine di Lena Malinverni, botanica forense

Recensione di Barbara Terenghi Zoia

TRAMA

Quando la scena del crimine non parla e tutti gli indizi conducono a un vicolo cieco, arriva lei: arma segreta di una scienza pionieristica, indagatrice solitaria capace di svelare ciò che all’apparenza sembra invisibile. È la botanica forense Lena Malinverni, che esplora l’ambiente alla ricerca di tracce impercettibili restituite da radici, steli, pollini, frammenti vegetali.

È Lena, donna razionale e metodica ma anche alle prese con attacchi d’ansia che può tenere a bada solo grazie ai farmaci. Instabile e ostinata come una pianta che cresce in un terreno avverso, ha imparato a leggere ogni minimo dettaglio della natura in grado di dischiudere verità celate. Succede con un caso che riemerge dal passato, il giorno in cui sull’Appennino romagnolo, nei pressi del paesino di Bloclei, viene ritrovato il cadavere di Eva De Luca.

Scomparsa dopo essere stata sfigurata da uno stalker, la giovane Eva ha lasciato dietro di sé solo ombre. Massimo Severi, commissario dall’indole ruvida e istintiva, è a capo dell’indagine, e non sempre comprende i metodi di Lena, anche se la sua somiglianza con la vittima – i lunghi capelli rossi, la pelle diafana di una dea – lo seduce con la forza di un’oscura ossessione.

Malinverni e Severi dovranno ripercorrere fianco a fianco la linfa nera che scorre sotto la facciata “innocente” del piccolo paese, su cui aleggia lo spettro di un serial killer. Fare luce sul misterioso omicidio è impresa tortuosa, ma Lena ha dalla sua una preziosa alleata, perché la natura non tradisce mai chi sa ascoltarla davvero.

Io e la pineta ci somigliavamo, in un certo senso: grazie all’errata convinzione che il sottobosco andasse “ripulito”, era stata privata dei suoi elementi fondamentali. Come me, senza il nutrimento della famiglia e delle generazioni passate, alla pineta restava solo l’ultimo strato, quello superiore, che cresce striminzito e debole, facile preda dei parassiti…

Linfa nera si apre presentando al lettore la protagonista, Lena Malinverni, una botanica forense segnata da fragilità, pensieri inquieti e paure profonde.

Lena è sola, e si sente sola. Utilizza questa solitudine come uno scudo, per tenere gli altri a distanza e impedire che qualcuno si avvicini troppo, fino a scoprire la sua sensibilità e le sue angosce.

Proprio quelle caratteristiche che lei vive come difetti sono in realtà ciò che la rendono un’eccellente botanica forense.

Il suo legame con la natura è viscerale: riconosce i colori e gli odori inconfondibili, le spore, i funghi e le minuscole tracce del sottobosco, tutti elementi che possono rivelarsi determinanti nelle indagini.

La storia è ambientata a Bloclei, un piccolo paese dell’Appennino emiliano che diventa il palcoscenico di un omicidio. A un anno dalla scomparsa, viene ritrovato il corpo di Eva De Luca, una ragazza dai capelli rossi, il cui volto è stato sfigurato dall’acido.

Dopo l’aggressione, si era rifugiata nella villa di famiglia; eppure, nonostante le cicatrici e la maschera, Eva conservava un fascino che
colpiva e ammaliava.

Anche Bloclei, come Eva, è al tempo stesso affascinante e inquietante: un luogo sospeso nel tempo, che pare immutabile, abitato da ombre silenziose custodi di verità indicibili.

Ma sotto questo paesaggio apparentemente placido si cela un’umanità disturbata: folli, maniaci, sette e seguaci pronti a compiere qualsiasi atrocità pur di obbedire al “maestro”.

Elisa Bertini

Elisa Bertini è nata a Ravenna nel 1988. Laureata in Letteratura Italiana, ha maturato esperienze giornalistiche collaborando con Il Resto del Carlino, prima di trasferirsi per diverso tempo nel Regno Unito, dove ha vissuto tra Portsmouth e la costa dell’Hampshire.

Autrice di romanzi brevi e racconti per adulti, ha pubblicato Byron a pezzi (Fernandel) e I diari di Seaport (Castelvecchi), opere che intrecciano introspezione e paesaggi urbani.

Con Dorian Gray e il weekend con delitto firma il suo primo romanzo giallo, mentre si affaccia per la prima volta anche alla letteratura per ragazzi (La recita maledetta, Mondadori Ragazzi), dimostrando una versatilità narrativa capace di attraversare generi e lettori.

Nel 2025 pubblica con SEM Linfa nera, il suo primo thriller.

La scrittura di Elisa Bertini è lineare e scorrevole, ma anche vivida, descrittiva,
scientifica ed emozionante al tempo stesso.

Riesce a stimolare la fantasia del lettore con naturalezza.

In Linfa nera  le descrizioni sono ricchissime, al punto da trasformare la lettura in un vero e proprio viaggio multisensoriale.

Sotto lo strato arboreo vidi un complesso di arbusti composto da loppi e ornielli, ginepro, biancospino e prugnolo. Vidi il nocciolo e la lantana, dalle foglie un po’ pelose, e la colutea. Scorsi ginestrelle e ligustri, sanguinelle dalle foglie ellittiche e nervi ricurvi.

È grazie a questi dettagli che il lettore cammina accanto a Lena, tra foglie, cespugli e spore, alla ricerca di indizi.

L’elemento più innovativo del romanzo è proprio lei: Lena, capace di risalire alla scena del crimine analizzando spore invisibili rinvenute tra i capelli e sugli abiti della vittima.

La sua fisicità, sorprendentemente simile a quella di Eva, aggiunge una nota quasi magica alla narrazione, come se il bosco celasse una dimensione arcana, nascosta tra le sue ombre.
Lena è un personaggio profondamente umano ed empatico: una scienziata che, prima di fare qualsiasi cosa, controlla di avere in tasca la sua bottiglietta di Xanax, altrimenti l’ansia prende il sopravvento, scatenando un attacco di panico, quella “linfa nera” che scorre nelle vene e manda in tilt la mente.

Un problema, quello della salute mentale, di cui ancora si fatica a parlare, ma che risulta centrale e fondamentale, trattato da Elisa Bertini con grande sensibilità e competenza.

La linfa nera era sempre presente, ma andava bene così: faceva parte di me e dovevo imparare ad accettarla, non a respingerla. Dopotutto, era anche grazie alla linfa se mi ero attaccata a Eva così tanto da non lasciare niente di intentato.

Linfa nera è un thriller che scava nelle profondità dell’animo umano, ma profuma di bosco e di foglie. Parla di dolore e di accettazione, perché a volte la verità è troppo scomoda per essere rivelata — o, semplicemente, scegliamo di non vederla.

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