Spazio a cura di Claudia Pieri e Samuela Moro
Intervista a cura di Barbara Terenghi Zoia ed Emanuela Ferrara
Graditissimi ospiti di oggi del nostro spazio dedicato alle interviste “In salotto con…” Roversi, Aicardi e Pastori.
Oggi abbiamo il piacere di leggere questa intervista con Paolo Roversi, scrittore, giornalista e fondatore di MilanoNera, Cristina Aicardi, autrice e sceneggiatrice genovese e Ferdinando Pastori, autore milanese specializzato in noir e polizieschi.
Insieme firmano Giallo Italia, un volume edito SEM che esplora il lato oscuro del nostro Paese, una guida alla scoperta dei luoghi che hanno ispirato la letteratura italiana gialla e noir. Il libro è stato letto e recensito da Emanuela Ferrara a questo link.
Gli autori hanno inoltre accettato di rispondere alle domande di Emanuela e di Barbara Terenghi Zoia per questa piacevole intervista su questo interessante volume.
Da dove nasce l’idea di mappare l’Italia attraverso i suoi delitti letterari? È stato un atto d’amore per il noir/giallo o per il Paese?
La verità è meno poetica, anche se poi il tutto si è trasformato in un meraviglioso viaggio tra libri e luoghi.
L’idea di questa guida è stata di Mauro Morellini, editore che collabora con Feltrinelli nella realizzazione di guide, non solo prettamente turistiche. La sua idea era di raccontare i luoghi del nostro paese che hanno fatto da sfondo e spesso da ispirazione ai gialli più amati e conosciuti. Un percorso tra le bellezze artistiche e naturalistiche che nei gialli svolgono un ruolo importante e non certo secondario.
A tutto questo si è ovviamente aggiunto il nostro amore per il genere, dimostrato anche dai quasi venti anni di attività del sito di MilanoNera, il cui infinito archivio è stato indispensabile fonte di notizie, perché con la sola memoria e infinita passione non saremmo riusciti a ricordare tutto. La bozza finale è poi finita nelle mani di SEM che ha deciso di pubblicarlo.
Tra tutti gli autori italiani di giallo, come avete selezionato quelli da includere in questo viaggio? Ci sono state esclusioni dolorose, o magari vi siete accorti a libro finito che mancava qualcuno?
Ovviamente ci sono state esclusioni molto dolorose. Prima di tutto perché non ci è stata chiesta un’enciclopedia, ma un libro con un numero abbastanza preciso di battute alle quali andavano poi aggiunte le fotografie. Per questo motivo di alcune regione abbiamo fatto solo i capoluoghi, che erano ricchissimi di spunti interessanti, tralasciando dolorosamente nomi che sarebbero stati benissimo e con diritto in questa guida.
Allo stesso modo, come accadeva a scuola con i compiti in classe, appena consegnata la bozza definitiva, ci siamo ricordati di alcuni autori che avevano ben descritto i luoghi e che noi avevamo colpevolmente dimenticato. Ma, ripeto, non è un’enciclopedia. Sarebbe bello avere la possibilità di scriverne un altro per inserire tutti quelli che a buon titolo lo meriterebbero per come hanno descritto i luoghi.
C’è un luogo, una via o un paese citato in Giallo Italia che vi ha fatto sentire particolarmente immersi in un romanzo crime?
Questa è una domanda estremamente soggettiva. Ognuno di noi tre probabilmente risponderebbe in un modo diverso.
Roversi e Pastori sicuramente direbbero Milano, dato che ci hanno ambientato quasi tutti i loro romanzi. L’ambientazione e la storia vanno a braccetto. Un giallo coinvolgente è indissolubilmente legato all’ambiente in cui si svolge. E questa è la cosa più bella, immergersi in una storia e nei suoi luoghi, assaporandoli e vivendoli anche senza esserci mai stati e con la voglia di andare a scoprirli.
Nei vostri lavori, così come in quelli di molti colleghi, emerge spesso un legame tra cibo e mistero: quanto pesa la dimensione gastronomica nel racconto dell’Italia in chiave gialla?
Il giallo mediterraneo è indissolubilmente legato al cibo, così come quello nordico lo è più al bere. Il cibo è parte della nostra tradizione e della nostra quotidianità. Una storia realistica ambientata in Italia non può prescindere dalla nostra variegata tradizione culinaria.
Per questo motivo abbiamo chiesto agli autori che ci hanno parlato della loro città di darci degli indirizzi, dei consigli anche su dove andare ad assaporare la loro cucina regionale. A questo proposito, se ci doveste andare e non vi piacesse, lamentatevi direttamente con loro.
Il nostro Paese è spesso narrato attraverso il paesaggio o la storia; voi avete scelto il crimine letterario. È stato anche un invito a scoprire l’Italia leggendo?
Il crimine, il genere che noi amiamo a bazzichiamo anche se con sfumature diverse, è uno spunto per un doppio viaggio. Si può partire da libro per arrivare alla scoperta dei luoghi, o si può partire dai luoghi per leggere i libri che li hanno raccontati. A un romanzo giallo serve poi la giusta ambientazione per essere credibile.
Per esempio, parlare di pizzo o racket delle estorsioni o di crimini finanziari tra le valli del Trentino o tra i Nuraghi potrebbe risultare meno credibile che in una grande città.
Tra i tanti luoghi, bar e ristoranti citati nel libro, ce n’è uno che – grazie alla scrittura del suo autore – si è trasformato, secondo voi, in un personaggio letterario a tutti gli effetti?
Impossibile qui non citare il Gran Caffè Gambrinus di Napoli, dove il commissario Ricciardi ha un tavolo riservato meta di lettori appassionati. Questo dimostra quanto sia potente l’immaginario che un autore riesce a creare.
Infine, la nostra domanda di rito. Giochiamo con la fantasia. Avete la possibilità di sedervi nel nostro Salotto con il vostro autore preferito, per fargli una sola domanda. Chi invitate e cosa gli chiedete?
Roversi: Non ho dubbi, inviterei Don Winslow e gli chiederei di scrivere insieme un romanzo a quattro mani.
Aicardi: Agatha Christie e, tra un thè e un pasticcino, le chiederei di scrivere prefazione e strillo per il nuovo libro dei Pastardi (Pastori + Aicardi)
Pastori: Jay McInerney. La domanda? Le mille luci di New York brillano ancora tutte?
Salotto Giallo ringrazia gli autori per la loro disponibilità all’intervista e da loro appuntamento al prossimo romanzo

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