L’amore mio non muore di Roberto Saviano

L'amore mio non muore Salotto Giallo

Recensione di Cristina Casareggio

A cura di Cristina Casareggio

TRAMA

Rossella Casini ha poco più di vent’anni, è di Firenze, ha un padre e una madre affettuosi che non le fanno mancare nulla. La sua è un’esistenza tranquilla, anche se siamo nell’Italia del ’77, le piazze sono animate dalle contestazioni politiche, nelle strade si riversano rabbia, violenza, molta eroina.

Ad agitare la vita di Rossella, da un giorno all’altro, ci pensa Francesco: lui è uno studente calabrese fuori sede. Il sentimento che nasce fra loro è qualcosa che nessuno dei due aveva mai provato. Trascorsi i primi mesi spensierati, Rossella scopre che la famiglia di Francesco è legata a una potente ‘ndrina della Piana di Gioia Tauro.

Durante una vacanza a Palmi, dove ha portato anche i genitori, assiste allo scoppio di una faida: un vortice di violenza che travolge tutto e tutti, dal quale Rossella sceglie di non scappare, almeno non senza Francesco. È convinta che il loro amore sia cosí potente da fermare la mattanza. Che sia il lievito necessario per cambiare il corso delle cose. Il 22 febbraio 1981 Rossella Casini sparisce misteriosamente dopo aver annunciato il proprio rientro a casa. Nessuno la rivedrà più.

Sebbene il corpo non sia stato ritrovato, è riconosciuta dallo Stato come vittima di ‘ndrangheta. Roberto Saviano ha scritto il romanzo della sua storia, un’avventura umana che strazia, ricolma d’amore, di violenza e di coraggio.

L’Amore mio non muore racconta la storia di Rossella Casini, una ragazza ventenne di Firenze scomparsa nel nulla nel 1981.

Il suo corpo non è mai stato ritrovato e, per lo Stato italiano, Rossella è una vittima della mafia.

Roberto Saviano ricostruisce con rigore e sensibilità la vicenda di questa giovane donna, basandosi su un’attenta analisi degli atti giudiziari. Di lei ci resta solo una fotografia: quella che compare in copertina, tratta dal suo libretto universitario, un’immagine che Rossella detestava.

Rossella è una ragazza felice, come tante. Spensierata, circondata dall’amore della sua famiglia, che ricambia con affetto e dedizione. Ha una vita normale: l’università, gli amici, la casa, i sogni di chi ha tutto il futuro davanti.

Ma tutto cambia all’improvviso, con un incontro casuale sulle scale di casa. Un gruppo di studenti si trasferisce nel suo palazzo: tra loro c’è Francesco, il ragazzo che le sconvolgerà la vita. All’inizio Rossella non comprende la portata di quell’incontro, ma giorno dopo giorno scopre la potenza di un amore autentico, totalizzante.

Clara la scruta. Ha scorto in lei qualcosa di insolito. Ed è buffo che Rossella non abbia la minima idea di cosa si tratti, mentre la madre sembra capirlo alla perfezione.

L’amore tra Rossella e Francesco cresce lentamente, con ogni parola, con ogni gesto.

L’amore non è farfalle nello stomaco, è un fiorire formidabile e voluttuoso che ora le si arrampica lungo il collo carezzandole i lobi delle orecchie; è come le fragole che in queste palazzine crescono nelle vasche dei senza patria, riempendone i bagni di colori ed effluvi mai sperati. Nasce in timidezza, cresce di soppiatto, si prende il dito con tutta la mano.

Per Rossella è un sentimento assoluto, puro, vitale.

Ha imparato però che l’amore è uno strano magnetismo che si dispiega su tutti e cinque i sensi. Questo è importante perché lo si possa chiamare amore. Nemmeno uno, fra i sensi di cui si dispone, deve restarne escluso.

Ma se l’incontro con Francesco è una rivelazione, è quello con la sua famiglia a cambiare per sempre il destino di Rossella. I Frisina non sono solo proprietari terrieri e lavoratori instancabili: appartengono a una delle casate più potenti — e in guerra — del territorio di Palmi. Una famiglia legata al sangue e al ferro, a cui Francesco è destinato a succedere.

Quando la violenza inizia a esplodere e il sangue a scorrere, Rossella crede di poter risolvere tutto con la sola forza dell’amore. Per lei, l’amore è invincibile. Ma la realtà sarà ben diversa: la storia ha in serbo per lei un destino tragico.

Roberto Saviano

Roberto Saviano (Napoli, 1979) è autore di best seller internazionali, da cui sono stati tratti film e serie tv, come Gomorra, ZeroZeroZero, La paranza dei bambini.

Fra i suoi libri piú recenti, Gridalo, Solo è il coraggio, Cuore puro e Noi due ci apparteniamo. In qualità di sceneggiatore ha vinto nel 2008 il Grand Prix du Jury a Cannes per Gomorra e nel 2019 l’Orso d’argento a Berlino per La paranza dei bambini.

Per Einaudi ha pubblicato il libro con Dvd La parola contro la camorra (2010) e L’amore mio non muore (2025).

Dal 2006 vive sotto scorta.

Ne L’amore mio non muore Saviano ricostruisce con precisione e passione una storia d’amore e di coraggio tra due giovani qualsiasi, ma anche il volto oscuro di un’Italia piegata dalle faide familiari e dalla criminalità organizzata.

Restituisce voce e dignità a una ragazza che rischiava di essere dimenticata, trasformandola in un simbolo di resistenza. Il suo racconto è una denuncia potente, ma anche un inno all’amore che, pur nella tragedia, resta delicato, feroce e luminoso.

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