Recensione di Samuela Moro
TRAMA
Evie Gordon ha sempre pensato di essere speciale: brillante, diligente, ottimi voti. Nata e cresciuta nel paese del merito per eccellenza, era convinta che sarebbe diventata qualcuno. Ma dopo la laurea in un’università d’élite, il debito studentesco l’ha sommersa e, per ripagarlo, dà ripetizioni ai figli dei milionari di Los Angeles.
Tutto cambia una domenica pomeriggio. Arrivata per la lezione settimanale nella tenuta dei Victor a Beverly Hills, al posto della sua allieva trova i resti insanguinati dei genitori nel giardino e una giovane donna, sporca, puzzolente e magrissima, rinchiusa nel sottoscala. Sorprese sulla scena del crimine, le due passano in pochi istanti da semplici testimoni di un brutale omicidio a sospettate numero 1, e poi a fuggitive.
Nel mezzo di una caccia all’uomo che infiamma i media, in auto con una ragazza misteriosa, Evie sa che l’unico modo per riabilitarsi è trovare il vero assassino. Prima, però, dovrà abbattere il muro di silenzio che la separa dalla sua compagna di viaggio. Con lei attraverserà gli Stati Uniti, solleticherà gli appetiti morbosi della nazione, finirà sulle copertine dei tabloid come “la nuova Charles Manson”, e infine troverà l’amore.
Ma in questa storia piena zeppa di narrazioni illusorie e bugie ben confezionate, in cui il caso e il conto in banca se la giocano nel determinare i destini, Evie sarà costretta a scoprire che anche la verità è una merce rara, da pagare a caro prezzo. Acuto, provocatorio, a tratti esilarante, Killer Potential ha un ritmo da thriller e una profondità da grande romanzo americano.
Un irresistibile e originale libro d’esordio che si interroga sul mito della mobilità sociale e sul peso del potenziale di ciascuno nella costruzione del proprio futuro.
Romanzo d’esordio dell’autrice statunitense Hannah Deitch, Killer Potential si presenta come un thriller psicologico, ma si rivela essere molto, molto di più.
Il racconto di un viaggio, di una fuga, ma al tempo stesso di un legame forte che nasce dal nulla e si evolve.
Dissacrante, provocatorio e spiazzante, Killer Potential unisce introspezione e azione, riflessione sociale e suspense, in un equilibrio narrativo costruito dall’autrice con grande intelligenza.
Ogni descrizione degli omicidi ricordava ai lettori che non eravamo semplici killer: eravamo donne killer. La nostra trasgressione ci rendeva immediatamente figure mitologiche. Simboli di un male misterioso e femminile. Vedove nere, femmes fatales, streghe. Oggetti d’odio, di fantasie di vendetta, di erotismo perverso. Bonnie e Bonnie. Clyde non pervenuto.
Al centro della narrazione ci sono Evie Gordon e una giovane donna misteriosa, entrambe in fuga, legate da un evento traumatico che le costringe a cambiare direzione, prospettiva, a nascondersi.
Dilungarsi troppo sulla trama rischierebbe di compromettere la vostra lettura, il rischio spoiler per una storia come questa è davvero alto ed è giusto che chi si approccia a Killer Potential se ne gusti ogni pagina. Quindi ci limiteremo a parlarvi dei perché questo libro sia davvero una lettura imperdibile.
La caratterizzazione psicologica delle protagoniste è tracciata con notevole efficacia: attraverso i dettagli, le contraddizioni interiori e le reazioni imprevedibili, Deitch costruisce due personaggi principali che “bucano le pagine”, imponendosi per complessità e autenticità.
Il fatto che il racconto sia affidato alla prima persona rafforza inoltre l’immedesimazione del lettore e rende la lettura dinamica, diretta, di forte impatto emotivo.
Questa scelta narrativa si rivela particolarmente riuscita in quanto non solo amplifica la tensione, ma consente una penetrazione profonda nel punto di vista soggettivo delle protagoniste.
La narrazione di Killer Potential alterna momenti d’azione e colpi di scena a sequenze più intime, riflessive, dove la scrittura si fa più densa, quasi un flusso di coscienza. Non mancano episodi di leggerezza, tenerezza o malinconia, che spezzano la tensione e restituiscono un’umanità più profonda, mai stereotipata.
La distribuzione dei turning point è sapiente, calibrata con precisione: la storia non si appiattisce mai, anzi ci conduce su una vera e propria montagna russa emotiva, costringendoci a rimettere costantemente in discussione i nostri sentimenti verso le protagoniste, ma anche verso il libro stesso.
Odiare me era diventata una religione: dava alla gente uno scopo nella vita, un senso di comunità, di cameratismo e persino di amicizia – forse anche d’amore.
Sullo sfondo del racconto si staglia infine una riflessione lucida e critica sull’America contemporanea. Il romanzo affronta temi attuali e cruciali: l’ingiustizia sociale, il mito del self-made success, le barriere invisibili che ostacolano la mobilità economica, la spettacolarizzazione della tragedia da parte dei media.
Emerge anche il tema della sfiducia nei confronti di un sistema giuridico, quello americano, troppo spesso influenzato da logiche mediatiche e pregiudizi sociali. C’è infine anche il riferimento ad una componente deterministica che richiama, in modo non dichiarato ma evidente, la teoria delle sliding doors: ogni scelta, anche la più piccola, può deviare o stravolgere il percorso di una vita intera.
Killer Potential è in definitiva un esordio che colpisce per stile e contenuto: brillante, tagliente, ma anche profondamente umano.

Hanna Deitch
Hannah Deitch, come la protagonista di Killer Potential, è stata un’insegnante di ripetizioni e ha studiato teoria marxista e cultura pop contemporanea.
Suoi testi sono apparsi su Los Angeles Times, LA Weekly e Los Angeles Review of Books.
Vive a Los Angeles.
Questo è il suo primo romanzo.
Annunciato come un caso letterario internazionale, è in corso di pubblicazione in venti paesi.
Hannah Deitch costruisce una storia che non si limita a intrattenere, ma che scava a fondo nelle nostre coscienze e lascia aperti molti interrogativi. Un romanzo che sfida il lettore a sospendere il giudizio, a rinegoziare costantemente i propri confini morali, e che si farà ricordare per la forza delle sue protagoniste e per la lucidità con cui racconta un’epoca.
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