Recensione di Cristina Casareggio
TRAMA
Non chiamatemi Jessica Fletcher di Alice Guerra
«Chi potrebbe avere interesse a rubare qualcosa che come valore più grande ha quello affettivo?»
Un nuovo mistero avvolge Mestre. Dopo un primo furto “illustre”, impensabile e rocambolesco, che coinvolge acrobati ungheresi e monaci tibetani e che scardina gli equilibri internazionali, gli abitanti della città vengono investiti da un’ondata di altri furti – piccoli, ma inarrestabili. Dalla zia Rosanna a Piercoglione, non si salva nessuno.
E tutti, prima ancora di rivolgersi al commissario di polizia Salvatore Lo Cascio, chiedono aiuto ad Alice Guerra, influencer mestrina con un passato (recentissimo e turbolento) come investigatrice improvvisata.
Ma questa volta Alice non ne vuole sapere di vestire i panni del suo idolo Jessica Fletcher perché, orgogliosamente muso da can, vorrebbe stare sola e tranquilla sul suo divano. E invece prima viene travolta dall’arrivo inaspettato della sua ex migliore amica d’infanzia, Vespasiana – in piena crisi dopo essere stata abbandonata da una famosa popstar con cui è stata fidanzata per anni – e poi, suo malgrado, nella vicenda dei furti ci finisce in pieno.
Lo Cascio ha comunque parecchio da fare. Con i capelli sempre più fuori controllo, ha il terrore di rispondere al telefono, preoccupatissimo che a chiamarlo possa essere il Dalai Lama, l’FBI oppure Alice… Intanto lei, in bilico tra una fortissima attrazione nei confronti del bel commissario siciliano e la più grande incazzatura degli ultimi anni, fa di tutto per aiutare Vespasiana e in qualche modo accetta anche di occuparsi dei misteriosi furti.
Perché sa cosa significa perdere ciò a cui si tiene di più. Che sia un amore, un’amica o un pacco di Pan di Stelle.
Tra incontri imprevedibili e vecchie conoscenze, una commedia esilarante, un giallo arguto, una storia profondissima
Dopo Dieci cose che ho imparato da Jessica Fletcher, Alice Guerra torna in libreria con Non chiamatemi Jessica Fletcher che ha per protagonista, ancora una volta, la sua omonima influencer veneta.
Innanzitutto, io non sono Jessica Fletcher e non ho nessuna voglia di lasciarmi trascinare di nuovo in un’indagine.
In seguito alla notorietà conquistata con la precedente inchiesta, la protagonista si ritrova – suo malgrado – coinvolta in una serie di furti tanto improbabili quanto curiosi: si va da un rossetto a un album di foto di famiglia, dai Pan di Stelle fino alla celeberrima Gioconda.
Piccole cose agli occhi di un estraneo, magari, ma molto importanti, estremamente importanti per chi le possedeva: dei veri tesori… perché poi è così che va la vita, ci si accascia, si impara a lasciare andare, sentendosi quasi in colpa per avere amato così tanto qualcosa che, in fondo, agli occhi del mondo non era niente di speciale.
Alice è una ragazza come tante: un po’ sbadata, solitaria, abitudinaria, e – come ama definirsi lei stessa – un “muso da can”. Ha un’adorazione viscerale per la serie TV dedicata a Jessica Fletcher, che considera la sua musa ispiratrice.
Da Jessica ho imparato un sacco di cose, tipo che chi fa da sé fa per tre, che basta un piccolo dettaglio per cambiare tutto, che si può conquistare il mondo anche in pigiama, che nessuno fa niente per niente…
Ma Alice possiede una qualità rara: un’empatia naturale e un’incontenibile voglia di aiutare chiunque, sempre e comunque. Per questo non riesce a dire di no a nessuno. Così si ritrova a ospitare l’amica d’infanzia Vespasiana, appena lasciata da un celebre cantante rapper, che – sola e affranta – trova in Alice l’unico porto sicuro.
Ma soprattutto, Alice non sa dire di no alla zia Rosanna e alle sue due inseparabili amiche, Teresina e Ornella: un trio irresistibile di anziane signore, legate da un’amicizia indissolubile e così affiatate da sembrare quasi una sola persona.
Tre personaggi vividi e a tratti caricaturali, grazie all’ironia che permea ogni loro dialogo e descrizione.
Ci incamminiamo … con la grinta di chi sa di avere addosso gli occhi del mondo intero ed è pronto a tutto pur di far trionfare la giustizia. Occhiali da sole, scialle stretto al collo, scarpe ortopediche, passo sicuro. Per quanto possa essere sicuro il passo de Ornella, col deambulatore. E della zia Rosanna, con la sciatica. E della Teresina, con l’alluce valgo. E il mio… che… Be’, sapete, non sono molto atletica.
I dialoghi, spesso in dialetto veneto, arricchiscono ulteriormente la caratterizzazione di questi personaggi che, pagina dopo pagina, conquistano il lettore diventando autentici eroi della simpatia.
“Teresina: “Par mi l’amore xe sta quando a Ornella a me ga comprà a poltrona con l’alzata assistita nel negozio nuovo che hanno aperto (…)
Ornella: “Par mi l’amore no se presenta sempre come che te pensi ti. Ti te pensi de sposarte un uomo e a la fine l’amore è la Teresina col deambulatore.”
Tra le battute delle signore e le loro instancabili richieste, Alice si ritrova divisa tra la convivenza con una coinquilina invadente – che passa ore in bagno e si dedica quasi esclusivamente a spiare l’ex su Instagram – e i continui incontri (e scontri) con il commissario Lo Cascio: sempre più spettinato, sempre più indeciso tra il desiderio di tornare al Sud e quello di restare a Mestre… con Alice.
Sullo sfondo, Mestre: città di provincia con l’ambizione di emergere, di conquistare i suoi cinque minuti di gloria e di scrollarsi di dosso l’ingombrante vicinanza di Venezia.
Lo fa organizzando una mostra il cui pezzo forte è addirittura la Gioconda… che però ottiene notorietà solo grazie al furto del secolo.

Alice Guerra
Alice Guerra laureata in Comunicazione, nella vita ha fatto di tutto, o quasi: la cameriera in pizzeria, la commessa, l’addetta in un call center, l’impiegata in un’agenzia immobiliare, la promoter, l’addetta alle pulizie in un pollaio.
Finché non ha capito che stava rincorrendo le cose sbagliate e che doveva condividere il suo muso da can col mondo.
Oggi, con ironia e grande sincerità, sui social racconta di sé, dei suoi animali adorati, del Veneto, della zia Rosanna, di pareci e strafanti, e della normalità di una vita naturalmente imperfetta.
E piange e ride con i follower, appassionati delle sue (dis)avventure online
Se nel primo romanzo Alice Guerra aveva già brillato, in Non chiamatemi Jessica Fletcher supera sé stessa: l’autrice alza ulteriormente l’asticella dell’ironia e della capacità descrittiva.
Scene da film, dialoghi vivaci e l’uso del dialetto come punto di forza rendono questo giallo imperdibile – una vera boccata d’aria fresca per i lettori.
“Okay. È il momento. Devo iniziare a indagare.”
Salottometro:


Link d’acquisto

