Recensione di Monica Truccolo
TRAMA
Irene l’assassina di Maria Masella
Irene ha ucciso, forse. Ne è convinto il tribunale che l’ha condannata a quindici anni di detenzione, ne era convinta l’opinione pubblica anche prima che la sentenza venisse pronunciata, e persino lei si ritiene colpevole benché la sua memoria di quel giorno sia molto sfocata. Del resto Irene aveva il migliore dei moventi, dato che la ‘vittima’, se cosìsi può chiamare, era l’assassino di Giulio, suo figlio.
Caso chiuso. Ora, scontata l’intera pena, la donna è di nuovo libera e può provare a ricostruirsi una vita nella sua città, Genova. Vorrebbe cancellare tutto, a partire da Stefano, l’ormai ex marito, ma una serie di lettere anonime le ricorda ogni giorno ciò che ha fatto. Se la prima è una crudele provocazione, le successive sembrano opera di qualcuno in possesso di informazioni che potrebbero riscrivere il passato e raccontare tutta un’altra storia.
Ma come può fidarsi? Se questa persona sa davvero qualcosa, perché non esce allo scoperto? E siamo sicuri che di fronte alla verità sia sempre un bene tenere gli occhi aperti? Con una magistrale gestione dei personaggi e dei colpi di scena, Maria Masella ci mostra quanto il noir, apparentemente vincolato a regole inviolabili, possa rivelare sempre nuove possibilità narrative nel rappresentare i chiaroscuri degli esseri umani e della società.
Fece un passo e poi un altro. Le porte del carcere si serrarono alle sue spalle, lasciandola fuori. Sistemò meglio la sciarpa. Forse, più tardi, il sole avrebbe scaldato l’aria, ma erano le prime ore del mattino e nell’entroterra il freddo era pungente.
Irene l’assassina forse ha ucciso.
O almeno, questa è la domanda che la tormenta ogni giorno. Condannata a quindici anni di carcere per aver tolto la vita a quello che credeva essere l’assassino di suo figlio Giulio, ha sentito il peso della colpa molto prima della sentenza.
L’opinione pubblica l’ha giudicata senza pietà, e lei, smarrita nel dolore e nella confusione, ha finito per accettare quella condanna, nonostante i ricordi di quel giorno restino sfocati, come un’ombra che si nega alla luce. Ora, dopo aver scontato la pena, Irene prova a ricostruire la sua esistenza, lontana da un passato che la perseguita e da Stefano, l’ex marito, ormai solo un’eco nella memoria.
«Non era necessario che tu venissi». Si scostò. «Non dovevi venire, Stefano». «Io… Io dovevo vederti, Irene. Hai sempre rifiutato di incontrarmi, l’ho chiesto molte volte. Ti ho scritto».
Ma il passato non la lascia in pace. Una serie di lettere anonime, minacciose e terribili, arriva senza preavviso, costringendola a mettere in dubbio ogni certezza e ogni verità che aveva cercato di seppellire. In questo momento di grande confusione, Jansen, un ghostwriter sensibile e intuitivo, si offre di aiutarla a scoprire la verità. Le propone di lavorare insieme, scavando nel passato per capire chi si cela dietro quelle lettere. Ma Irene, spaventata e diffidente, lo respinge, cercando di proteggersi da chiunque possa scoprire troppo. La sua paura di riaprire vecchie ferite prevale sulla speranza di trovare risposte. Jansen, con l’aiuto di Nicola Micetti, amico di Irene, scoprirà qualcosa di importante, ma sarà il vicequestore Alida Marras a dover risolvere l’indagine.
Quella sera, Irene trovò una busta nella cassetta della posta. Etichetta adesiva. Diverso ufficio postale. La scritta sul foglio non era cambiata: ASSASSINA. Uno scherzo crudele.
La struttura del romanzo è molto complessa, articolata su più piani personali. La scrittura è ricercata, con un uso elegante della lingua, il ritmo è incalzante e non mancano i colpi di scena veramente sorprendenti.

Maria Masella
Maria Masella è nata a Genova, laureata in matematica ha insegnato per molti anni matematica, fisica e informatica.
Ha cominciato a pubblicare nel 1986 su Segretissimo Mondadori e da allora non si è mai fermata, pubblicando noir e romance con vari editori, fra cui Mondadori, Corbaccio, Rizzoli, Fratelli Frilli Editori, Fanucci.
Con Mondadori ha pubblicato una decina di romance storici e con Frilli i quindici noir della serie Antonio Mariani.
È stata premiata in due edizioni del Mystfest di Cattolica, un suo racconto è stato segnalato dalla Giuria di “Gran Giallo città di Cattolica”.
È stata premiata al Tolkien e al Solinas per scrittura cinematografica.
Nel 2013 un suo noir “Celtique” si è classificato terzo al Premio Azzeccagarbugli.
Nel 2015 è stata premiata per la sua attività di scrittrice e nel 2024 è stata candidata al Premio Strega con Tunnel.
Maria Masella cesella i suoi personaggi con grande maestria, facendoli amare, odiare o disprezzare a seconda di come li dipinge. Ognuno contribuisce a riprodurre una situazione vivida e credibile, con le sue luci e le sue ombre.
«Lei sa dove ero, vicequestore Marras. Il cappotto si era macchiato di sangue, nel cammello si vedevano. L’ho tolto e messo in un sacchetto. Sono rimasto con il maglione anche se c’era freddo».
Irene l’assassina è un noir di straordinaria intensità emotiva, che avvolge il lettore con un’inquietudine persistente dall’inizio alla fine. Il romanzo esplora le sfumature della giustizia e della verità soggettiva, creando un’atmosfera inquietante e immersiva. Irene e Jansen sono due personaggi complessi e tormentati, che si insinuano nella mente e nel cuore del lettore, lasciando un’impronta indelebile. Maria Masella ha la capacità di scavare nell’animo umano, suscitando emozioni e turbamenti che colpiscono nel profondo.
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