Omicidi rituali e oscuri simbolismi sconvolgono Siena
Recensione di Samuela Moro
TRAMA
«Uccidere è facile, martirizzare e redimere è qualcosa di molto più complesso.»
Tra i vicoli medievali, piazza del Campo e le contrade, Siena è sconvolta da una serie di omicidi senza apparenti connessioni, ma legati da un unico macabro modus operandi: il killer taglia la lingua alle proprie vittime e lascia nella bocca un cucchiaino d’argento.
Il commissario Malaspina, un passato da profiler e un’eccezionale abilità nel comprendere la psiche degli assassini, indaga sul caso con la propria squadra, ma non riesce a individuare il filo rosso che lega gli omicidi.
Dietro una solida facciata di dedizione al lavoro e professionalità, però, il commissario cela drammi personali e un passato da redimere: per avere almeno una speranza di fermare il serial killer che continua a uccidere, dovrà fare luce sui propri demoni più segreti e privati. Questa volta, però, non è solo una questione di giustizia: la vita che potrebbe salvare è la sua.
Ne Il redentore di Vincenzo Galati, Siena, con i suoi vicoli medievali e l’aura di mistero che la avvolge, diventa il teatro di una serie di omicidi rituali che la sconvolgono.
Le vittime, brutalmente uccise, private della lingua e con un cucchiaino d’argento inserito nella bocca, sembrano legate tra loro da un oscuro simbolismo che sfida la logica investigativa.
A occuparsi di questa scia di delitti è il commissario Malaspina, protagonista del romanzo, assieme alla sua squadra. Beppe Malaspina è un personaggio complesso: ex profiler, dotato di un’acuta comprensione della psiche criminale, ma tormentato da demoni interiori e da un passato oscuro.
È questo quello che sa fare e nessuno lo sa fare come lui entrare nella loro mente come in un labirinto oscuro, fatto di vicoli tortuosi e stanze segrete. Ogni passo è un rischio, ogni pensiero una discesa nel caos. Si immerge nelle profondità del male, scrutando le pieghe più oscure della psiche criminale. Ogni dettaglio è una tessera del puzzle, un frammento di verità nascosta dietro il velo dell’orrore.
La sua indagine non sarà solo una caccia al killer, ma anche un vero e proprio viaggio introspettivo che lo costringerà a confrontarsi con le proprie fragilità e una storia personale tormentata.
Ad affiancalo nell’indagine ci sono il suo vice Giulio Capaccioli, l’ispettrice Lara Benocci e il sovrintendente Diego Volpato.
Una squadra creata ad hoc per risolvere il caso il più rapidamente possibile, prima che il terrore generato dal serial killer degeneri.
A fare da sfondo all’intera vicenda
le suggestive strade di Siena, una città intrisa di storia, dove arte, cultura, tradizioni e gastronomia si intrecciano in un equilibrio perfetto.

Vincenzo Galati
Vincenzo Galati è nato a Genova nel 1971, è laureato in Lettere moderne ed è impiegato per necessità, lettore per passione e scrittore per vizio.
Ama l’ironia, le mezze stagioni, gli animali e coltiva un sogno: andare un giorno in pensione.
Vive nella campagna senese.
È lo stesso Galati a spiegare, in una nota finale al libro, che le descrizioni delle bellezze architettoniche della città sono volutamente dettagliate e approfondite, proprio allo scopo di offrire un
ritratto fedele della realtà.
Allo stesso modo e al medesimo scopo frequenti sono i riferimenti al Palio di Siena, un vero e proprio
universo complesso e appassionante, rappresentato in modo autentico.
Lo stile narrativo di Galati è in effetti scorrevole e immersivo, ma al contempo molto descrittivo e ricco di dettagli, ideale per chi apprezza descrizioni vivide di delitti e omicidi cruenti. Le scene si delineano realisticamente davanti agli occhi del lettore, così come i luoghi in cui si svolge la vicenda, rallentando talvolta il ritmo dell’indagine.
La suspense, tuttavia, si mantiene costante, spingendo il lettore a scorrere velocemente le pagine fino al ben congegnato epilogo. Pur non essendo completamente imprevedibile, il finale non delude e conferma la solidità di una trama nel complesso ben costruita.
Il redentore di Vincenzo Galati è un’opera che soddisfa gli appassionati del thriller poliziesco italiano, offrendo una trama avvincente, un finale coerente e un protagonista complesso e affascinante, nonostante qualche pagina descrittiva di troppo.
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