Recensione di Marco Lambertini
TRAMA
L’ex investigatore Marco Tanzi ha lasciato Milano da più di due anni. Nessun saluto, nessuna spiegazione, sua figlia e il suo migliore amico hanno provato invano a rintracciarlo, prima di rassegnarsi. Ora vive dall’altra parte del mondo: è capo scorta sulle navi mercantili in transito nel golfo di Guinea, che difende dagli attacchi dei pirati. Fino a quando una telefonata lo informa di qualcosa che è accaduto in Italia.
Un evento che lo costringe a rievocare un episodio del passato, sepolto da oltre vent’anni in una stanza buia della sua coscienza. Ma i legami di sangue tornano sempre a reclamare i loro crediti, e per Marco non c’è altra scelta se non quella di tornare a Milano, dove dovrà combattere una guerra impari contro una pericolosa organizzazione criminale.
Luca Betti sta affrontando il periodo più nero della sua vita. Sospeso dal lavoro per aver condotto un’azione temeraria che ha messo a repentaglio la sua vita e quella di un collega, vive una profonda crisi nel rapporto con Sara, sua unica figlia. Fino a quando Marco Tanzi busserà alla sua porta per chiedergli aiuto. Per loro la città sta per trasformarsi in un territorio di guerra. Questa volta, però, la battaglia che li aspetta potrebbe essere l’ultima.
Un nuovo inizio per la premiata serie «Nero a Milano», un romanzo duro e avvincente che racconta una storia di amicizia e di vendetta. Il ritorno sontuoso di Romano De Marco, maestro del noir e dell’hard-boiled italiano.
Il quarto episodio della serie “Nero a Milano”, Dimenticare Milano, riprende e amplia tutte le caratteristiche dei precedenti romanzi: azione e adrenalina si sposano con una trama strutturata e articolata, senza mai risultare banale.
L’inizio, originale e accattivante, è affidato a due prologhi distinti che reintroducono Marco Tanzi e Luca Betti, i due protagonisti, imprimendo da subito alla narrazione un ritmo serrato da grande serie crime: un “cosa è successo ai protagonisti?” che incuriosisce e trascina.
Marco Tanzi è un ex molte cose: poliziotto, carcerato e infine investigatore privato. Da qualche anno è un mercenario che difende le navi dagli assalti dei moderni pirati ed è proprio dopo aver sventato un attacco che il passato torna a bussare alla sua porta.
Vengo risucchiato dal ricordo di eventi che mi sembrano lontanissimi, irreali pur avendoli vissuti in prima persona. Le sue parole mi catapultano in un luogo e un tempo diversi ed è come osservare dall’esterno una versione di me stesso dalla quale avevo preso congedo in via definitiva. O quantomeno credevo di averlo fatto. Ora io e il mio doppio siamo l’uno di fronte all’altro, davanti a uno specchio. Provo curiosità, nostalgia, forse un po’ di pena per l’uomo che osservo e che ha il mio stesso volto. Ma tutto questo dura pochi secondi, poi la foschia si dirada e mi appare chiara la strada da percorrere. L’unica possibile.
Dopo poche pagine, al termine di un secondo prologo altrettanto adrenalinico e drammatico, ritroviamo anche Luca Betti, poliziotto d’élite in una situazione molto complicata, che rischia di perdere il lavoro, l’unica cosa che ancora lo tiene in piedi dopo il fallimento della sua vita privata.
Mi chiamo Luca Betti, ho cinquantadue anni. Sono un commissario di polizia, un marito e padre fallito e, a quanto pare, un pessimo capo per gli uomini della mia squadra. Adesso tutti gli altri fallimenti della mia vita passano in secondo piano
Eccoli, i due protagonisti di tutti gli altri episodi della serie, di nuovo di fronte a noi lettori, pronti per un racconto che non si fermerà fino all’ultima pagina.
Luca Betti e Marco Tanzi sono personaggi dannati, simili ma spesso distanti tra loro. Insieme formano un connubio di acume, perseveranza, coraggio e grande umanità, con un passato — e forse anche un presente — fatto di debolezze e scelte sbagliate.

Romano De Marco
Romano De Marco esordisce nel 2009 nel Giallo Mondadori con Ferro e fuoco.
Nel 2014 con Feltrinelli pubblica Io la troverò, il primo volume di «Nero a Milano», serie che proseguirà con Città di polvere (Feltrinelli, 2015) e Nero a Milano (Piemme, 2019).
Tra le sue altre opere più note: L’uomo di casa(Piemme, 2017), Se la notte ti cerca (Piemme, 2018), La casa sul promontorio (Salani, 2022).
Ha vinto numerosi premi letterari dedicati al giallo e al noir, tra cui il Premio Scerbanenco dei Lettori, prima con L’uomo di casa e poi con Nero a Milano.
È responsabile della sicurezza di uno dei maggiori gruppi bancari italiani.
De Marco, in Dimenticare Milano, predilige la descrizione dei personaggi, compresi quelli secondari, e soprattutto le dinamiche delle loro relazioni, mantenendo sempre alto ritmo e suspense.
Le figure di contorno a Marco e Luca sono importanti perché danno ulteriore struttura ai due protagonisti, rendendo le loro scelte ancora più difficili da compiere, soprattutto dal punto di vista morale. In particolare emergono due figure femminili, diverse tra loro ma essenziali per mantenere Tanzi e Betti a un passo dal precipizio.
Daniela Boschi, questore di Milano e superiore di Luca Betti, è sempre stata pronta a difenderlo, sia perché lo ritiene un ottimo investigatore sia perché prova per lui sentimenti che vanno oltre il rispetto.
Forse proprio per questo si mostra molto franca nei suoi confronti, temendo per il suo futuro.
«Io non so cosa le sia capitato. Non so che cosa nella sua vita privata l’abbia cambiata in questo modo. Ne sono dispiaciuta ma lei lo sa bene, il nostro non è un lavoro come gli altri e dalle sue decisioni può dipendere la vita di tante persone. Siamo qui per difendere i cittadini e io devo garantire che lo si faccia seguendo la legge. Per questo motivo, devo chiederle di consegnarmi la sua pistola d’ordinanza e il suo tesserino.
Michela, cognata di Marco Tanzi e madre di suo figlio Lorenzo, è l’unica persona che riesce a mantenere Marco ancorato alle persone che ama, anche se spesso, con i suoi comportamenti, finisce per allontanarle.
Quello che c’è stato fra me e te… è stato uno sbaglio. Ma è servito a qualcosa, mi ha fatto capire chi sono e cosa voglio. E soprattutto, da quell’errore è nato Lorenzo
Il romanzo, come detto, prende forza e struttura proprio grazie allo spessore di tutti i personaggi presenti, ognuno a suo modo centrale nel mantenere la storia sempre interessante e completa.
La trama di Dimenticare Milano è forse meno intricata rispetto ai libri precedenti, ma racconta comunque un mondo molto reale, dipingendolo senza alcuno sconto, con una scrittura cruda, realistica e sincopata che ricorda molto i maestri del crime americano, sia classici che contemporanei, in particolare James Ellroy. Perché in questo mondo non esistono veri “buoni” e ogni animo può nascondere un buio profondo.
Milano, quasi spogliata della sua identità turistica e glamour, diventa una metropoli universale, uguale a tante altre, fatta di periferie senza volto e centri anonimi, perfetti scenari di storie di degrado, lotta e resistenza.
…Zone della città in bilico fra l’avanzata delle ruspe e la testimonianza del passato costituita da palazzi antichi, piccole cappelle dall’architettura pregiata, canali idrici a cielo aperto e vecchi fabbricati rurali riadattati a luoghi di aggregazione sociale. Qui puoi ritrovarti in tante città diverse, a seconda di dove volgi lo sguardo. In questi quartieri, Milano mantiene un’umanità insperata e sembra voler rivendicare un’anima e un’identità. Ma è un equilibrio sottile, destinato a infrangersi a ogni progetto di «riqualificazione urbana» che si porta dietro un’inevitabile colata di cemento e speculazioni immobiliari.
Luca e Marco rappresentano due facce della stessa medaglia (o forse dell’autore stesso), sempre sull’altalena della vita: una volta verso il basso, un’altra verso l’alto. Consapevoli, comunque, che non appena la gravità trascinerà uno dei due in basso, l’altro sarà lì, pronto a tendergli la mano — e non solo — per riportarlo su. Il filo che li lega è molto più forte delle conseguenze che possono derivare dalle loro azioni.
… E poi, Marco, il modo in cui la pensiamo io e te non vale più. Siamo due dinosauri, destinati all’estinzione. Oggi, in polizia, conta solo rispettare le procedure e pararsi il culo. Prendi questo Volkov… Lo sanno tutti chi è e quello che fa, ma se ne va in giro libero come un qualsiasi uomo d’affari perché nessun procuratore ha il coraggio di forzare la mano, àmetterlo alle strette, fargli davvero la guerra con le maniere forti. Nessuno si assume questa responsabilità e le cose restano sempre uguali».
Una serie che continua a mantenersi interessante e, anzi, cresce ancora in forza e spessore.
Personaggi forti e completi, insieme a una scrittura sincera e realistica, rendono Dimenticare Milano una lettura quasi indispensabile e accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta alle loro storie.
Un Romano De Marco in grande forma, che mescola ritmi hard boiled a personaggi molto sfaccettati e ricchi di umanità.
La scrittura dell’autore riesce a trasformare i cliché del genere noir in un’arma affilata, miscelando sarcasmo e humour.
Assolutamente consigliato, in attesa di un quinto episodio.
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